Gli amici italiani si mobilitano per il Nepal

Mancano acqua, cibo, medicine e tende. E incombe il monsone con le sue piogge torrenziali. Un milione sono i bambini in pericolo. Il Nepal, straziato dal terremoto, ha bisogno della nostra solidarietà. Pubblichiamo qui gli appelli di Oreste Forno e Vittorino Mason, entrambi alpinisti e scrittori di valore, entrambi legati al “paese delle nevi” dove hanno compiuto importanti esperienze, segnalando che il Cai ha aperto una raccolta fondi (conto corrente RACCOLTA FONDI “IL CAI PER IL NEPAL” presso la Banca Popolare di Sondrio – Agenzia 21 di Milano – IBAN IT 76 W 0569601620000010354X93). Agli appelli degli amici Oreste e Vittorino si aggiunge quello di Aldo Solimbergo, scrittore trevisano, grande amico della montagna, rivolto in particolare agli alpinisti in condizione di operare per la gente del Nepal. Segnaliamo, fra i tanti, altri tre interventi umanitari. Materiale che può servire nella tragica circostanza può essere mandato tramite il sito web http://www.alpinist.at/ (telefono 3474687105, E-mail:  ivanpeg@gmail.com). Anche l’Associazione Ambulatorio De Marchi sta intervenendo con medici volontari, a quanto c’informa Toio De Savorgnani (vittorio.desavorgnani@venetoagricoltura.org). E infine un euro di ogni entrata alle manifestazioni del Trentofilmfestival viene destinato a un fondo specifico, che riguarda le iniziative necessarie per la ricostruzione del Nepal. Lo ha annunciato Roberto De Martin, presidente della rassegna che si è aperta il 30 aprile.

FornoOreste Forno: ho un progetto, scrivetemi

Sta nascendo in questi giorni il gruppo “Amici della Valcamonica per il Nepal”, con lo scopo di portare aiuto a questo paese, in particolare a villaggi lungo la valle dell’Everest colpiti dal tremendo terremoto dei giorni scorsi. Allo scopo verrà allestito un fondo monetario in cui confluiranno i contributi derivanti da serate che intendo offrire gratuitamente (escluso le spese di viaggio) a Cai, associazioni varie, parrocchie, ecc. Sul mio sito (www.oresteforno.it) seguiranno indicazioni sempre più precise circa gli obiettivi del progetto, sulle persone che ne faranno parte e sull’andamento del fondo (del quale saranno resi noti i contribuenti), al quale verrà associata anche la raccolta di materiali utili (tipo tende) e abbigliamento che provvederemo a spedire con mani sicure il più presto possibile. Chi intendesse collaborare unendosi al Gruppo è pregato di comunicarmelo via email (oresteforno@alice.it), o attraverso il sito. Grazie, con preghiera di divulgare a sezioni Cai o Associazioni a voi vicine.

Mason e De Stefani
Vittorino Mason e Fausto De Stefani

Vittorino Mason: appoggiate  l’azione della Fondazione Senza Frontiere!

Cari amici, dopo qualche giorno di riflessione per metabolizzare il dramma e l’entità dei danni materiali ed umani causati dal terremoto in Nepal, ho sentito il dovere di fare qualcosa. Il Nepal lo conosco perché ci sono stato alcuni anni fa in un viaggio dove ho rischiato la vita e per i racconti e le avventure di tanti amici alpinisti.

Il Nepal può sembrare lontano, ma è fuori le porte di casa. E’ in questa terra di cui siamo solo parte e ci ricordiamo che esiste solo quando accade qualcosa, come un uragano, un maremoto, un terremoto, un’ alluvione, ma che in realtà vive e cammina dentro di noi. E la potenza della natura e degli elementi, ci ricordano che noi uomini siamo poca cosa: fragili, effimeri, passeggeri, piccola parte che dovrebbe assecondare la vita, piegarsi come stelo d’ erba piuttosto che opporsi e cadere come una grande quercia.

Vengo al dunque. Avendo per amico uno dei più forti ed umani alpinisti al mondo, Fausto De Stefani, con il quale assieme a Marco Paolini, Moni Ovadia, Paolo Rumiz, Mario Brunello e tante altre associazioni, gruppi e persone abbiamo realizzato cinque scuole per bambini di strada a Kirtipur (città a 30 chilometri da Katmandu) e un dispensario medico, ho pensato che si potrebbe fare qualcosa per aiutare le popolazioni colpite dal sisma.

Ho sentito Fausto al telefono e mi ha detto che le scuole di Kirtipur, costruite con materiali nobili, hanno resistito al sisma, cosa che rende orgogliosi per come è stato fatto e seguito il lavoro a suo tempo.

Le strutture non hanno subito danni e i circa 700 bambini e ragazzi di strada che vengono quotidianamente assistiti stanno bene. Adesso il complesso delle scuole e il dispensario medico verrà messo a disposizione per accogliere feriti e senza tetto.

Anche questo è motivo di garanzia e stima nei confronti di Fausto che ha fatto di un piccolo progetto una grande realtà. Dimostrazione che è troppo facile dare o mandare dei soldi, altra cosa, ben più impegnativa, è mettersi in gioco e seguire costantemente un progetto, dall’inizio alla fine, dalle fondamenta al suo apice.

Dire di Fausto De Stefani è cosa sprecata…chi non lo conosce può informarsi. Per lui io metto non una, ma tre mani nel fuoco. Visto che per raccogliere i fondi per la costruzione e il mantenimento delle scuole lui ha una Onlus, Fondazione Senza Frontiere, chi lo ritiene può fare un versamento sul cc postale n. 14866461 intestato a: Fondazione Senza Frontiere – Onlus Via s. Apollonio, n 6 – 46042 Castel Goffredo (Mantova) Causale: Progetto Rarahil N.B. si può versare a questo conto anche il 5%. 

Penso che fausto possa essere un garante e un tramite di fiducia per chiunque volesse collaborare alla ricostruzione e all’emergenza sanitaria che, per mancanza di farmaci provocherà ulteriori vittime. Bisogna considerare che il Nepal è un paese molto povero, con poche strutture e che molti bambini non risultano neppure scritti all’anagrafe. Basti pensare ai villaggi sperduti lungo le montagne e le valli Himalayane… Si parla già di un milione di bambini colpiti dagli effetti del terremoto a causa della mancanza di assistenza sanitaria, acqua potabile e alimenti, ma nessuno se ne curerà perché sono i figli di nessuno. Si parla di 4 mila morti, ma purtroppo arriveranno di certo a superare i 10 mila.

In questi giorni i media italiani danno più spazio agli alpinisti colpiti dalle valanghe sui vari ottomila himalayani, (naturalmente massimo rispetto per ogni persona, per i 18 morti), piuttosto che alle popolazioni. Con tutto rispetto per loro, questa cosa mi indigna perché gli alpinisti mettono in gioco la loro vita per scelta, utilizzando molte risorse fisiche ed economiche (magari lasciando a casa mogli, mariti, figli, e scaricando ad altri l’impegno civico e sociale), mentre le popolazioni nepalesi lottano tutti i giorni per la sopravvivenza, vivono di stenti, con poco; non possono neppure permettersi di sognare, di andare in alto, di impegnare o perdere del tempo per salire nelle dimore degli dèi. Quanta distanza fra di loro, fra loro e noi!

Scolari Kirtipur
Allievi della Rarahil memorial School (www.rarahil.edu.np) sostenuta dalla Fondazione Senza Frontiere onlus (www.senzafrontiere.com) che ha sede in via S. Apollonio n. 6 a Castel Goffredo (Mantova).

Allora mi domando:

Quando gli alpinisti scenderanno dalle montagne?

Quando torneranno ad indossare i panni di uomini che gli competono?

Quando torneranno ad assaporare l’ humus dell’ umanità piuttosto che il profumo dell’ edonismo e dell’ ebrezza del super Io all’ottava potenza?

Ora gli alpinisti sopravvissuti scenderanno dalle montagne, dai campi base e torneranno a casa.

Ma mi chiedo anche: visto che sono uomini forti, duri, dei superuomini, non potrebbero rimanere lì, tra la gente colpita e con le loro forze, la loro esperienza, i loro materiali tecnici e i loro soldi, dare una mano?

Come gli alpini si prodigano ogni qualvolta una calamità naturale colpisce e coinvolge una regione, una popolazione, anche gli alpinisti, che pure non hanno lo spirito degli alpini, potrebbero per una volta spendersi per un’ “impresa” importante. Potrebbero dedicarsi a queste genti che, camminando lungo i sentieri e i villaggi per andare a scalare e a “conquistare” le montagne, spesso ignorano. Questa volta hanno una buona occasione, un buon motivo per mettersi in luce e farsi ricordare per aver fatto qualcosa di utile, per aver dato e non preso.

Venerdì 1° maggio, si apre l’ Expo di Milano che ha come tema “Nutrire il pianeta”. Sembra che uno dei pochi padiglioni ancora incompleti sia proprio quello nepalese. Bene, che il Nepal rimanga pure senza padiglione, ma che tutti i paesi presenti possano dedicare il loro impegno e una parte importante di aiuti o ricavi ai nepalesi. Questo sì sarebbe un modo autentico, propositivo e fattivo per dimostrare, non solo a parole, cosa voglia dire aiutare chi ha meno, quei volti senza voce e senza nome. Anticipandovi che martedi 2 giugno nella Collina di Lorenzo, nel bosco didattico di Fausto De Stefani, ci sarà un concerto con il chitarrista Tolo Marton (ex Le Orme, reduce da un tour americano) per raccoglier fondi, vi ringrazio di cuore.

Aldo Solimbergo: se l’alpinista ha anche un cuore…

Ci sono situazioni nelle quali cogliamo il limite di tutti i nostri progetti, i nostri sogni, cogliamo la nostra finitezza, cogliamo, in modo tragico, che nella nostra vita abbiamo inseguito mete che si sono rivelate “vanità”. Ho due amici bellunesi, che stimo, che stanno partendo per portare soccorso medico e aiuti umanitari in quelle zone, ma devo dire che non riesco a capire la logica e l’anima di tutti gli escursionisti presenti in Nepal (me li vedo nei mesi scorsi mentre “dalle loro parti” si preparavano per la grande impresa, a correre, a misurare tempi, a spingere sempre di più il corpo a dare prestazioni adeguate) che ora vedo già ammassati nel piccolo aeroporto, in attesa di un aereo che li riporti a casa, al sicuro! Ma come, mi chiedo, hai avuto la fortuna di non essere personalmente coinvolto in questa tragedia e allora mettiti a disposizione delle varie azioni umanitarie che quella situazione richiede! Per arrivare in vetta o per raggiungere la meta prefissata c’erano pure le energie, la volontà di stringere denti, di superare difficoltà per giorni e settimane! E ora fuggi, non ti senti in dovere morale di impegnare il tuo tempo, le tue energie, per qualche giorno, dentro questo girone infernale che chiede il massimo dell’impegno da parte di tutti. Ci sono nei momenti della vita nei quali devi “fare all’altro quello che vorresti venisse fatto a te” e se manchi all’appuntamento ti qualifichi per quello che realmente sei. Che cosa insegna la montagna? Se non porti a casa neanche un po’ di solidarietà sei partito individualista e torni individualista. Abbiamo tutti bisogno dell’altro, dell’amico, del compagno!

Simonetta De MarchiSimonetta De Marchi: medici volontari pronti a intervenire

L’ambulatorio De Marchi, annesso alla scuola di Kirtipur costruita da Fausto De Stefani (sesto uomo ad aver scalato tutti 14 gli ottomila), è una delle strutture che ha resistito al forte terremoto e ora sta operando al servizio della popolazione. Questo ambulatorio è stato fortemente voluto da De Stefani per ricordare l’amico Giuliano De Marchi, alpinista e medico, che all’Everest gli ha salvato la vita e anche dalla famiglia di De Marchi, che ha dato vita  all’Associazione Ambulatorio De Marchi. Un gruppo di medici volontari, collegati all’Associazione Ambulatorio De Marchi è in partenza dall’Italia, però manca tutto: antibiotici, disinfettanti, bende…Materiale che l’Associazione Ambulatorio De Marchi acquisterà, farà arrivare in Nepal, a Kirtipur, per i primi interventi d’urgenza. L’associazione ha già messo a disposizione dell’operazione 5000 €, ma  servono molte più risorse, ma ora serve l’aiuto di tutti e ognuno di noi ha la possibilità di dare una mano. De Marchi è nato  a Conegliano e ha lavorato a lungo all’ospedale civile di Belluno. Alpinista di alto livello, ha partecipato a molte spedizioni extraeuropee ( Everest, K2, McKinley…) e se ne è andato nel 2009 durante un’uscita invernale sull’Antelio. “Carissimi amici”, scrive Simonetta De Marchi, “desideriamo innanzitutto ringraziarvi tutti per la straordinaria partecipazione; è stata una grandissima soddisfazione vedere come la nostra iniziativa per aiutare il Nepal in un così drammatico frangente abbia convinto così tanta gente a dare il proprio contributo. Venerdì 1° maggio Paolo, Mauro e Giuseppe partono per il Nepal con lo scopo di organizzare gli aiuti utilizzando i fondi che stiamo raccogliendo; come avrete visto la situazione in Nepal è veramente drammatica e non si sa quando si finiranno di contare le vittime. Adesso è tempo di soccorrere i superstiti e l’impegno è veramente grande; noi come associazione già inserita nel paese e dotati di strutture  sicure faremo, anche grazie al vostro aiuto, la nostra parte. Le offerte stanno arrivando generose, vogliamo però chiarire alcuni punti che hanno creato qualche incertezza nelle donazioni (specie se fatte come bonifico per via telematica): INTESTATARIO DEL  C/C: ASSOCIAZIONE AMBULATORIO DE MARCHI A KIRTIPUR NEPAL ONLUS  (va scritta in questo modo fino a che vi è spazio nell’apposito campo obbligatorio) IBAN: IT 65 R 02008 11910  000 103 011 492   (fondamentale e obbligatorio) CAUSALE: EROGAZIONE LIBERALE PER TERREMOTO NEPAL (dicitura valida anche per avere le detrazioni fiscali) BANCA: UNICREDIT  FILIALE DI PIAZZA DEI MARTIRI,  32100 – BELLUNO. Chi desidera detrarre fiscalmente la donazione deve comunicare alla banca al momento del versamento, oppure spedire all’Associazione Ambulatorio De Marchi per posta, indirizzo: via Majer,11  32100 Belluno o via mail info@ambulatoriodemarchi.it i seguenti dati personali: NOME, COGNOME, INDIRIZZO COMPLETO E CODICE FISCALE (e possibilmente NUMERO DI CELLULARE O INDIRIZZO MAIL) per potervi inviare la dichiarazione alla ricevuta del versamento. Per dubbi contattate il numero 329 1464309″.

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