La Valtellina all’Expo tra assaggi e denunce. Mentre la Carta di Milano invita a rispettare il valore sociale e culturale del cibo

Bitto in mostra“L’attività agricola sia fondamentale non solo per la produzione di beni alimentari ma anche per il suo contributo a disegnare il paesaggio, proteggere l’ambiente e il territorio e conservare la biodiversità”. Questo è quanto si aspettano i firmatari della Carta di Milano che privilegia il valore sociale e culturale del cibo e che è possibile qui scaricare. Ma ancora una volta il fronte dell’agricoltura valtellinese si presenta diviso su questo tema al grande appuntamento dell’Expo e proprio in seguito a quella “battaglia del Bitto” legata a contrastanti visioni nella produzione del famoso formaggio che si credeva sedata come annunciò MountCity riferendosi all’accordo dell’autunno scorso.

Come comunica ora il quotidiano La Provincia di Sondrio, l’assemblea della società che riunisce i produttori del Bitto storico ha invece fatto emergere il punto di vista non proprio pacifico degli alpeggiatori. “Si avvicina Expo e stiamo trascinando la Valtellina che, purtroppo, finora non è stata all’altezza di far altro”, ha dichiarato il presidente Paolo Ciapparelli evidenziando una certa preoccupazione. “Grazie a noi ci sarà almeno la visibilità nello stand di Slow food. Adesso dobbiamo stabilire un paio di cose fondamentali. Bisogna rispettare l’accordo del Bitto e portare avanti il progetto della stalla didattica sulle razze in Valgerola, dedicata alla bruna alpina e alla capra orobica”.

“Noi vogliamo trascinare anche l’altro Bitto, come dice l’accordo, ma si parli chiaro”, dice ancora Ciapparelli. “Se c’era qualcuno che non aveva bisogno d’intese, quelli siamo noi. L’accordo dello scorso autunno riconosce che abbiamo avuto Lavorazione formaggioragione, noi non abbiamo problemi né di vendite, né di nient’altro. Noi il carro lo tiriamo, però alle istituzioni ricordiamo di averci assicurato i mezzi per farlo. Insomma, lo diciamo forte e chiaro: le promesse vanno mantenute e c’è bisogno di mettere in pratica questo accordo. Ne abbiamo parlato parecchio con la Camera di commercio, abbiamo presentato diverse idee. C’è un po’ di ritardo e la nostra pazienza ha anche un limite”. In ogni modo per tutto il mese di maggio viene proposto all’Expo un grande assaggio del territorio valtellinese, con il Bitto Dop (fino al 7), il Valtellina Casera Dop (dall’8 al 14) e il Bitto storico (dal 15 al 21). Slow food sottolinea dal canto suo che si tratta di un primo segnale importante e tangibile dell’accordo siglato fra i due consorzi (Consorzio salvaguardia Bitto storico e Consorzio tutela Valtellina Casera e Bitto) per lavorare insieme nel nome di un formaggio conosciuto non solo in Italia, ma anche all’estero.

Possibile che fra antagonisti che scendono in piazza e ribelli in nome di un celebre formaggio questa nostra Expo di cui dovremmo essere tutti orgogliosi si presenti come una specie di Molotov pronta a esplodere?

Scarica qui la Carta di Milano

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