Parliamo un po’di noi. Ecco i dieci post più visitati tra i 500 pubblicati: immagini credibili di una montagna che cambia

Il “contatore” di MountCity segnala il 27 aprile la pubblicazione del 500° scritto postato a partire da novembre del 2014, mese in cui il sito diventò operativo. E’ trascorso solo mezzo anno dal debutto sul web di questo blog “tra zero e ottomila” frequentato, ma non solo, dai milanesi appassionati di montagna, outdooor, viaggi, a conferma che è attraverso i blog che la montagna, quella certa montagna che cambia, ritrova di questi tempi un’immagine reale, non stereotipata, non sottomessa a interessi di parte fossero pure quelli di un’associazione di volontari supportata dal pubblico denaro.

Tra i cinquecento e più argomenti “postati” (con relativa newsletter settimanale sponsorizzata da Focus Himalaya Travel e i cui sottoscrittori sono in costante crescita), i più visitati sono quelli che prendono di petto i problemi dell’ambiente alpino, costantemente minacciato dall’incuria e dall’indifferenza delle istituzioni. Segno tangibile di una carenza informativa di cui qualcuno in alto loco dovrebbe farsi carico.

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Le polemiche sull’elliski hanno appassionato i lettori di MountCity. Quest’immagine è tratta dal sito “Formazza Heliski”.

Nell’ancor breve vita di MountCity numerose sono state infatti le occasioni di misurarsi con una montagna tradita: le terre dei fuochi in Valle Camonica, le devastanti centraline installate contro i voleri delle popolazioni locali, le licenze di circolare concesse sui sentieri ai mezzi fuoristrada in Lombardia, l’avanzata dell’eliski in una wilderness che è il meglio che l’arco alpino possa ancora offrire. Ma anche la grande bellezza della montagna ha trovato riscontri, soprattutto attraverso le presentazioni di non poche novità editoriali e grazie al collegamento con la Biblioteca del Palamonti e la Libreria La Montagna, con i contributi della Commissione culturale del Cai Milano e gli “agganci” con il sito dell’associazione Dislivelli e con quelle “Sweet Mountains” che sono il suo fiore all’occhiello.

Detto en passant della lusinghiera affermazione al Blog contest organizzato in autunno da “Altitudini”, della fraterna amicizia che le assciazioni “Gente di montagna” e “Mountain Wilderness” ci riservano (ricambiate), della collaborazione a fasi alterne con Gogna blog, della consulenza che cortesemente ci dedicano i dirigenti dell’Associazione Italiana Neve e Valanghe (Aineva), della simpatia che ci lega all’Accademia della Montagna di Trento e all’associazione “Cantieri d’alta quota”, vanno infine segnalate due iniziative in cui MountCity si presenta come media partner: il prestigioso Premio Marcello Meroni dedicato a Milano ai “cavalieri” (o gentiluomini) della montagna e il progetto “Quartieri in Quota” collegato all’associazione “Quartieri tranquilli”, con la determinante partecipazione del Cai Milano, dell’associazione “attraverso la Montagna Onlus” e del “Piccolo principe Onlus”.

Di carne al fuoco ce n’è parecchia, insomma, in questo bellissimo lavoro che viene quotidianamente svolto dallo staff con spirito di servizio, senso di responsabilità e rispetto per le persone, e con la generosa collaborazione di tanti amici della montagna che sarebbe troppo lungo elencare con il rischio di dimenticarne qualcuno.

L’hit parade di MountCity

I test del club alpino tedesco (DAV) su 14 dispositivi per la ricerca dei sepolti in valanga. Una tabella esclusiva per gli appassionati della neve vergine
Valanghe. La maggior parte degli incidenti si verificano benché il pericolo sia evidente. I risultati di una ricerca dell’Aineva
Comparazione ARTVA
La terra dei fuochi è quassù, nella Valle Camonica “incontaminata”. Da troppo tempo assediata da 23 mila tonnellate di rifiuti tossici
Scempio annunciato in Val d’Ayas. Da Laura e Giorgio Aliprandi un accorato appello: fermate quella funivia!
Professionisti della montagna in rivolta. E’ corretto che l’albergatore faccia da guida ai turisti?
Valutazione del rischio in area valanghiva. La testimonianza di uno scialpinista: anch’io ho sbagliato e ho rischiato
Una valle messa in vendita come il “Canada delle Alpi, paradiso dell’eliski”. Le ragioni della protesta in Formazza tra silenzi e connivenze
2700 gradini, 500 metri di dislivello. Al “Vertical Tube” in Valtellina l’Uomo con le ali apripista d’eccezione
Bandire l’eli-divertimento e l’eli-abuso! Mountain Wilderness chiede al Governo una “severa” regolamentazione dei voli in montagna

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