Avete mai provato a scalare bendati?

Salvagnin
Simone Salvagnin, ipovedente, vinse nel 2013 il riconoscimento del pubblico al Premio “Marcello Meroni”. Delle sue esperienze racconta nel sito “Versodovenonso” (http://www.versodovenonso.it/it/page_4.html)

Archiviata domenica 3 maggio 2015 in Val Masino la dodicesima edizione del Melloblocco “scaldata” dalla presenza di 2400 entusiasti arrampicatori arrivati da tutta Europa, reso omaggio ai protagonisti Stefano Ghisolfi, Adam Ondra e Martin Stranik che hanno raggiunto a quota 9 boulder risolti su 10 il finlandese Anthony Gullsten, ciò che più ha colpito nelle cronache di questa grande kermesse è stato il gioco serale inventato dai “diversamente agili” Simone Salvagnin e Urko Carmona Barandieran, entrambi campioni del paraclimbing, entrambi valorosi scalatori.

Il loro “Change Your Mind And Change Your Climbing” era un invito, rivolto a tutti, per provare a scalare bendati o senza far uso di una gamba e, poi, vedere l’effetto che fa. Ci hanno provato in molti, dai super campioni come Ondra a diversi altri. “L’effetto”, raccontano gli organizzatori, “è stato semplicemente una condivisione naturale, quasi empatica, di esperienze tra arrampicatori che si aiutano, senza distinzione tra chi aiuta chi. Bello e coinvolgente”.

Il nome di Salvagnin comparve due anni fa a Milano nell’albo d’oro del premio dedicato dalla Società Escursionisti Milanesi a Marcello Meroni. E fu una rivelazione. Tra i finalisti, fu Simone a fare breccia nel cuore dei convenuti alla cerimonia conclusiva meritandosi il premio del pubblico. Si è appreso in quella circostanza che, nonostante il suo handicap di ipovedente, vive la montagna praticando sport estremi. “La fatica”, ha spiegato dopo essere stato presentato da Oliviero Bellinzani, prodigioso alpinista che un incidente ha privato di una gamba, “ti costringe a liberare la mente: è per me fondamentale quindi avere una continua attività fisica per non lasciar assopire gli altri sensi. Sotto sforzo i miei pensieri mi appaiono più limpidi e riesco a concentrarmi meglio, è una sorta di meditazione che mi aiuta a prendere più coscienza di me stesso nello spazio fino a riuscire a dimenticare completamente il mio limite”.

Nato a Schio dove vive, Simone fa il percussionista e il massaggiatore. Pratica molti sport: dall’arrampicata al nuoto, dalla corsa in montagna alla mountain bike. E tutto questo nonostante sia affetto da retinite pigmentosa, una malattia degenerativa della retina che lo sta portando alla quasi totale cecità. Grazie a un’infanzia passata tra i boschi all’aria aperta e a contatto con la natura, ha maturato questa sua grande passione per la montagna e per tutti gli sport “alpini”: dallo sci alle lunghe escursioni con la tenda.

Melloblocchisti 2
Nel gran giardino della Val Masino e della splendida Val di Mello successo ha avuto anche la campagna di sensibilizzazione per la donazione di midollo osseo promossa da Climb For Life e Admo.

La motivazione della candidatura al Premio Meroni di Salvagnin era legata anche al suo impegno come promotore e organizzatore di eventi culturali e sportivi legati al mondo paralimpico; membro del comitato scientifico del progetto “Scie di passione” (scuola di sci alpino specializzata nello sport e disabilità il cui scopo è avviare allo sport le persone con disabilità, per dare a tutti la possibilità di vivere in modo autonomo la montagna e le attività sulla neve, promuovendo l’interazione e l’integrazione con normodotati), Simone si è reso tra l’altro protagonista, promotore  e organizzatore di spedizioni dall’insegna dell’avventura estrema.

Nel grande gioco dell’arrampicata e del boulder del Melloblocco, le scalate a occhi bendati orchestrate da Simone rimangono sicuramente tra le esperienze più suggestive di questa dodicesima edizione.

Cronache e classifiche: www.melloblocco.it

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