Nuova via 8a in libera sul Sasso Cavallo che affascinò Leonardo. Le Grigne s’inchinano a Matteo Della Bordella ed Eugenio Pesci

Della Bordella e Pesci
Matteo della Bordella ed Eugenio Pesci fotografati da Riccardo Mojana al termine dell’esperienza.

IF è il nome della nuova via aperta e percorsa in arrampicata libera (8a e 7b+ obbl.) sulla parete sud est del Sasso Cavallo (area delle Grigne) dal Ragno Matteo Della Bordella e dal veterano Eugenio Pesci. Su questi calcari corre la celebre via Oppio, aperta negli anni ’40 dal milanese Nino Oppio e Oreste Dell’Era in cento ore di arrampicata: una via di altissima difficoltà che fece scalpore e per decenni è stata banco di prova per tutti i più audaci e ambiziosi scalatori europei. Nel 1933 era stata la cordata di Riccardo Cassin e Augusto Corti a riuscire nella prima ascensione assoluta alla parete meridionale. Il nome “If” è stato suggerito da Eugenio ispirandosi a una canzone dei Pink Floyd. Si tratta di una arrampicata su roccia di 9 lunghezze paragonabile per impegno e ambiente alle più difficili percorse in Europa su roccia calcarea a quanto comunica Mario Giacherio nel sito dei Ragni della Grignetta. Il racconto dei protagonisti, con le foto di Riccardo Mojana e la relazione lo trovate sul sito dei Ragni di Lecco: http://ragnilecco.com/sasso-cavallo/

Sasso Cavallo
Il Sasso Cavallo, la più bella parete delle Grigne. Lo si vede bene dai terrazzi del Duomo di Milano, tanto che lo stesso Leonardo da Vinci non lo dimenticò ritraendo le Grigne in un suo disegno a sanguigna (ph. R. Mojana per gentile concessione).

Senza nulla togliere al piacere di leggere nel sito originale il racconto di Della Bordella, giovane astro dei maglioni rossi lecchesi, per sommi capi si può dire che la storia di questa via inizia nel settembre 2013, quando Pesci, grande conoscitore delle Grigne e autore della Guida Cai Touring dedicata a questi calcari, ha l’intuizione della linea e la comunica al più giovane compagno di scalata che la condivide: una via a spit ma con carattere e spirito di avventura.

L’apertura è durata circa un anno e mezzo, principalmente a causa degli impegni extraeuropei di Matteo. Quest’anno in aprile le condizioni erano perfette. Si è unito a Matteo ed Eugenio un manipolo di scalatori composto da Fabio Palma, Luca Passini e il fotografo Riccardo Mojana con l’idea di documentare la salita, facendo riprese con un drone.

“Non è stata un’esperienza al limite”, conclude Matteo Della Bordella, “questa volta niente momenti di panico, ma comunque tanta concentrazione, per una via mai troppo dura ma mai scontata, per un’arrampicata fantastica e un’esperienza che ti lascia qualcosa dentro”.

Commenta la notizia.