Trentino e Sudtirolo? L’autogoverno è la base della democrazia alpina

Su Trentino, Sudtirolo e altre realtà delle Alpi nel cuore dell’Europa, un’interessante antologia di articoli di ambito alpino pubblicati sul giornale L’Adige è stata presentata al TrentoFilmfestival. Del libro, intitolato “Alpi e libertà” (Tipografia editrice Temi, 16 euro), è autore Annibale Salsa che per l’occasione ha dialogato con Pierangelo Giovanetti, direttore del quotidiano, e con Franco de Battaglia, firma illustre del giornalismo trentino, saggista e storico dell’alpinismo. Salsa ha insegnato Antropologia filosofica e Antropologia culturale presso l’Università di Genova, ha condotto studi e ricerche su tematiche relative alla genesi e alla trasformazione delle identità delle popolazioni delle Alpi, soprattutto in rapporto alle problematiche dello spaesamento. E’ stato presidente generale del Club Alpino Italiano ed è, tra le varie cariche, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Accademia della Montagna del Trentino. Per gentile concessione, pubblichiamo la sua premessa a questo nuovo impegno che merita la migliore diffusione non solo tra gli “addetti ai lavori”.

Cover SalsaQuel filo rosso che lega i territori alpini

“Alpi e Libertà” nasce dalla raccolta degli articoli pubblicati sul quotidiano trentino “l’Adige” a partire dall’anno 2010 e di scritti vari ad essi complementari. Il filo rosso che lega tutti i miei interventi è costituito dall’approfondimento di temi riguardanti i territori alpini. Punto di osservazione privilegiato è, naturalmente, quello riferito all’ambito storico, geografico, socioeconomico della provincia di Trento. Un territorio che mi vede impegnato, da circa cinque anni, su vari fronti tematici ed operativi.

Il mio campo di osservazione è piuttosto ampio e si estende dall’analisi del paesaggio culturale alle problematiche di tutela connesse al riconoscimento Unesco delle Dolomiti, dalla pianificazione territoriale a iniziative legate alla montagna in tutte le sue declinazioni. Dall’angolazione prospettica del Trentino, ma alla luce della mia visione pan-alpina, ho voluto guardare prima di tutto al vicino Sudtirolo e, in termini comparativi, alle realtà transfrontaliere dell’intero arco alpino, dalla Liguria occidentale al Friuli-Venezia Giulia, dalla Provenza alla Slovenia.

Gli argomenti trattati privilegiano la nascita e lo sviluppo storico-politico delle diverse forme di autogoverno che, per molti secoli, hanno costituito la base della democrazia alpina. Si passa, quindi, dalle buone pratiche del passato alle problematiche attuali e future della vivibilità nelle Alpi. Molti articoli s’interrogano, provocatoriamente, sulle cause strutturali e congiunturali che hanno portato alla crisi della montagna, soprattutto in rapporto al tema dell’autonomia, oggi contestata dai media, dai poteri centrali e da un’opinione pubblica disinformata.

Pertanto, onde meglio comprendere e far comprendere i fondamenti delle autonomie speciali trentina e sudtirolese, non potevo tralasciare i modelli amministrativi di altre regioni alpine. Modelli originatisi in quel basso Medioevo che, sulle Alpi, non aveva i tratti oscurantisti descritti dalla storiografia moderna di matrice illuminista. Al contrario, i contadini di alta montagna erano “uomini liberi” abituati a governarsi da sé con senso di responsabilità e competenza culturale, grazie alle “libertà di dissodamento” loro concesse dalla lungimiranza dei politici di quei tempi lontani.

Le mie riflessioni vogliono essere, pertanto, un atto di riconoscenza e di restituzione di quel primato morale e sociale che le comunità alpine hanno saputo difendere fino alle soglie della modernità. Per tali motivi, in questa mia raccolta di scritti, ricorrono frequenti riferimenti alle piccole e libere federazioni alpine. Dagli “Escartons” del Delfinato storico al vecchio Ducato d’Aosta, dai Cantoni svizzeri alle colonie walser, dalle Comunità trentine ai masi isolati del Tirolo, gli uomini liberi delle Alpi hanno incarnato forme di organizzazione sociale che i moderni Stati nazionali hanno violentemente dissolto, trasformando le terre alte delle Alpi in spettrali scenari di guerra.

Desidero, infine, ringraziare Pierangelo Giovanetti, direttore del quotidiano trentino “l’Adige”, per l’incoraggiamento e la grande libertà concessami nella scelta degli argomenti trattati, i molti lettori del quotidiano che mi hanno sostenuto con i loro generosi commenti e tutti gli amici trentini che, in questi anni, mi hanno fatto sentire uno di loro nella piccola e grande famiglia degli uomini liberi delle Alpi.

Annibale Salsa

http://www.temieditrice.it/Sito/Home.html

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