La riscoperta del Monte Bianco: la più grande foto panoramica ne rivela anche i più piccoli dettagli

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Un particolare della grande foto panoramica scaricabile al link www.in2white.com

Due secoli e mezzo dopo la prima salita avvenuta nel 1786, il Monte Bianco è ancora tutto da scoprire. Niente ramponi e piccozze questa volta: la ri-scoperta tutti possono compierla senza uscire di casa grazie alla più grande foto panoramica di sempre, scaricabile al link www.in2white.com Per realizzarla sono state necessarie 35 ore di “shooting”, 70.000 fotografie, due mesi di post produzione. La foto “pesa” 365 Gigapixel ora navigabili per scoprire anche i più piccoli dettagli della montagna più alta d’Europa. Divertitevi a ingrandire ognuna delle tante aiguilles che costellano il massiccio, a scorrere con l’occhio lungo le creste più famose, a salire sul Dente del Gigante, a perdervi nella selva di seracchi della Vallée Blanche, a saggiare le ruvide placconate granitiche del Grand Capucin…

E infine, se vi fa piacere, andatevi pure a rileggere “La scoperta del Monte Bianco” di Horace Benedict de Saussure che il 3 agosto 1787, accompagnato da 17 guide, più il suo servitore, si fece condurre in cima dove montò una tenda prima di procedere al calcolo dell’altezza. Il libro con traduzione e presentazione di Paolo Brogi (Collana “I Licheni”, n° 104) è uno dei classici della letteratura dedicata all’alpinismo e dispone di un’ampia trattazione di 40 pagine di Pietro Crivellaro che per la prima volta risolve il caso della prima ascensione (8 agosto 1786) mettendo in luce le responsabilità di Saussure nell’intrigo ai danni del primo salitore Paccard di cui era follemente geloso.

La storia del Monte Bianco continua insomma anche grazie alla tecnologia digitale: ma ricordatevi che l’originale conta molto più di qualsiasi immagine, per quanto dettagliata!

La grande foto panoramica che, stampata, occuperebbe 100 metri per 30 è stata scattata a più riprese da Filippo Blengini. “Sono un ingegnere e un fotografo amatoriale”, racconta. “Per cinque anni, ogni mattina, partivo da Courmayeur e raggiungevo il cantiere più alto d’Europa, quello delle nuove funivie e me lo trovavo davanti, in tutto il suo splendore: il Monte Bianco. L’ho fotografato spesso, ma ero sempre insoddisfatto: come catturare in una foto tutta quella incommensurabile bellezza, e le emozioni che mi trasmetteva? Poi mia moglie Alessandra e io abbiamo avuto la grande idea”.

Non è stato difficile per Blengini scegliere il versante italiano del Monte Bianco, sopra Courmayeur, come protagonista di uno scatto che entrerà nella storia: un panorama unico, che nel tempo ha ispirato alpinisti, esploratori, scrittori e artisti. Un susseguirsi di ghiacciai, crepacci, seracchi, distese di neve su cui si elevano pinnacoli e creste di roccia, balconi naturali e pareti vertiginose, che compongono un quadro quasi astratto nella sua eterea bellezza.

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