L’addio di Varese a Luigi Zanzi

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Luigi Zanzi (1938-2015)

Una gravissima perdita per la cultura alpina. A Varese dov’è nato nel 1938, si è spento il 30 maggio 2015 Luigi Zanzi, grande amico della montagna. Da qualche tempo era ammalato e di colpo le cose sono precipitare. Avvocato, docente di Metodologia delle scienze storiche, era uno scrittore fervido e appassionato, grande amico di Walter Bonatti e di Reinhold Messner al quale ha dedicato il saggio “Un pensiero montano” (CDA, Vivalda, 2004). Del suo saggio più recente, “Trittico alpestre” (Mondadori, 171 pagine, 15 euro), si è occupato in aprile MountCity. Questa volta il professor Zanzi aveva deciso di prendersi cura di Francesco Petrarca e della sua celebre prima ascensione al Mont Ventoux, 1912 m, lungo il boscoso versante settentrionale. Molti ancora si domandano se il racconto di Petrarca nelle “Lettere familiari” fu un’allegoria o se l’ascensione avvenne davvero. In “Trittico alpestre” Zanzi non nutre dubbi e difende perentoriamente, con la forza delle sue ricerche, l’autenticità della testimonianza petrarchesca. La stessa passione con cui si è preso cura in un libro del “caso” Bonatti assieme ai “saggi” Alberto Monticone e Fosco Maraini per mettere fine – ammesso e non concesso che ci sia riuscito – a una storia decisamente infinita e ammuffita.

Zanzi e Messner
Con Reinhold Messner di cui era grande amico.

Zanzi viene giustamente considerato un “maitre à penser” della cultura montana alla cui valorizzazione ha dedicato un’impressionante quantità di studi e ricerche ricevendo premi ed encomi. Ha raccontato, per fare qualche esempio, la storia dei Walser, ha esplorato i Sacri monti tracciando un insuperato atlante. Alla “filosofia” dell’amico Messner ha poi dedicato quel “pensiero montano” che mette in luce le ragioni più intime di una filosofia anarchica “respirata a pieni polmoni al vento delle più alte montagne”.

Il “trittico alpestre” presentato il 21 aprile 2015 a Milano, nella sede del Touring Club Italiano con la partecipazione di Francesco Cetti Serbelloni, Enrico Rizzi e Teresio Valsesia, è stata l’ultima occasione per ascoltare Zanzi, oratore coinvolgente, con il fuoco nelle vene.

Zanzi ha compiuto i suoi studi a Varese (Liceo classico) e indi in Collegio a Pavia, laureandosi con lode in Giurisprudenza nel 1960. Il suo impegno politico si è radicato fin dal 1964 nella militanza, con Altiero Spinelli, per il Movimento Europeo, di cui è stato a lungo membro del Comitato centrale. È stato assessore alla Programmazione economica presso il Comune di Varese. Ha svolto molteplici ricerche nel campo della storia della natura e della storia della scienza. Addio caro Luigi, vivrai per sempre nei cuori di chi ama e frequenta la montagna.

One thought on “L’addio di Varese a Luigi Zanzi

  • 04/06/2015 at 15:38
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    La scomparsa di Luigi Zanzi, persona nobile ed autentica, mi ha colpito profondamente.
    Le mie più sentite condoglianze alla famiglia.

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