Matterhorn batte Cervino su Google. I mille volti della Gran Becca in un sorprendente viaggio nel suo mito

Bozzetto con Cervino
Bruno Bozzetto con il manifesto dedicato al festival del Cervino (ph. Serafin/MountCity).

Aveva visto giusto una dozzina d’anni fa Bruno Bozzetto nel disegnare un manifesto con il Cervino in veste di sciantosa che, adorabile, scende delle scale con l’immancabile tappeto rosso. Più che mai superstar, la Gran Becca ha avuto un giusto tributo per i 150 anni della prima scalata il 16 giugno anche al Mondadori Megastore di piazza del Duomo a Milano. L’occasione era offerta dalla presentazione del libro del giornalista milanese Paolo Paci “Nel vento e nel ghiaccio” della Sperling, un viaggio nel mito di questa superba montagna che in 150 anni di scalate ha visto salire in vetta 50.000 alpinisti ma che ha anche voluto un drammatico tributo di sangue con 500 vittime, 17 all’anno. Delle quali non si può non tener conto pur nel tripudio celebrativo: e infatti sul versante svizzero viene annunciato un monumento all’alpinista ignoto le cui spoglie irriconoscibili e non identificabili spesso sono venute alla luce dopo anni di sepoltura tra i ghiacci.

Un motivo in più per temerlo questo Cervino visto che un summiter su cento non torna purtroppo a casa, ma anche per offrire una gradita aureola a gente comune come Paci che ne ha coraggiosamente calcato la vetta e a fuoriclasse come Alessandro Gogna, genovese naturalizzato milanese, che alla Mondadori si è unito a Paci per raccontare di uno dei suoi capolavori realizzato aprendo una via sull’inviolato “Naso” di Zmutt dalla parte che raramente si ha occasione di osservare.

Cervino_Chabod
Il Cervino in un dipinto di Renato Chabod.

“Creste e pareti del Cervino. 150 anni di storia alpinistica 1865-2015” s’intitola ora la mostra che Gogna con Alessandra Raggio ha allestito alla Casa delle guide del Breuil ripercorrendo le eroiche imprese sulla Gran Becca attraverso i volti e le storie di chi le ha compiute, con fotografie, oggetti e documenti. A curare la regia della riuscita tappa milanese di queste Cerviniadi è stato invece Marco Albino Ferrari che con largo anticipo aveva aperto le celebrazioni conducendo in porto in febbraio un numero speciale di Meridiani Montagne da lui diretto.

Ma il grande interesse dell’incontro al quale hanno partecipato a Milano gli storici Laura e Giorgio Aliprandi, a loro volta autori di un saggio sul Cervino d’imminente pubblicazione, era anche dovuto alla presenza di Edith Zweifel delle organizzazioni turistiche di Zermatt che ha fatto capire come gli svizzeri abbiano in questa circostanza fatto le cose particolarmente in grande invitando alle celebrazioni nientepopodimento la regina Elisabetta d’Inghilterra, memori che fu proprio la regina Vittoria a tenere a battesimo nel 1865 la sciagurata ascensione del britannico Whymper conclusa con la morte di tre dei suoi sudditi.

Paci e De Martin
Paolo Paci, a destra, riceve a Trento le congratulazioni del presidente del TrentoFilmfestival Roberto De Martin (ph. Serafin/MountCity)

Come ha ricordato la gentile signora Zweifel, uno dei momenti chiave del giubileo sarà in Svizzera l’inaugurazione del rinnovato rifugio Hörnli e dell’attigua Berghaus Matterhorn, sulle pendici del Cervino a 3260 metri di quota, ristrutturate giusto in tempo per i festeggiamenti con il saggio impegno di ridurre drasticamente i posti letto per evitare eccessivi affollamenti sulla “normale” svizzera.

Hoernli
La nuova Hörnlihütte.

Il Patriziato di Zermatt e la fondazione “Hörnlihütte 2015” hanno agito – ha spiegato la signora Zweifel – con l’intento di adeguare la struttura “alle esigenze odierne in fatto di sostenibilità ambientale, sicurezza, igiene e funzionalità” (vedere il sito web www.hörnlihütte2015.ch) e con investimenti per circa otto milioni di franchi. Una cifra cospicua ma comprensibile in rapporto alla notorietà di cui gode il versante svizzero e che risulta infinitamente superiore a quello italiano. Basti pensare che la ricerca della voce Matterhorn su Google offre in un anno 28.100.000 risultati rispetto ai miserelli 11.800 del Monte Cervino. Nel complesso, si legge sempre nelle avvincenti pagine del libro di Paci, il Cervino/Matterhorn fa comunque da calamita per circa 3 milioni di turisti all’anno: non certo delle briciole, anche se la Tour Eiffel di turisti ne vanta 7 milioni, le Piramidi 10 milioni e 22 milioni (buon per noi) la piazza San Marco a Venezia.

Leggi qui il programma delle celebrazioni a Cervinia: http://www.lovevda.it/it/eventi/cervino-150-calendario-eventi

Commenta la notizia.