Gli alpeggi? Monumenti da difendere e restaurare

Scuola edile logoConservare gli alpeggi per proteggere la montagna. Dopo quasi cinquant’anni di sostanziale disinteresse nei confronti di questo patrimonio rurale in parziale abbandono, si comincia a prendere coscienza delle sue potenzialità. Lo dimostra in Lombardia il progetto “Alpeggi: risorsa culturale delle Orobie Nergamasche” che impegna quindici operatori specializzati in metodi e tecniche di intervento edile nel rispetto del paesaggio, dell’ambiente naturale e della sua biodiversità. Il corso per maestranze è stato realizzato dalla Scuola Edile di Bergamo nell’ambito del progetto A.R.C.OROBIE – Alpeggi: Risorsa Culturale delle Orobie bergamasche, – fase 2, progetto promosso e coordinato dal Parco delle Orobie bergamasche, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano (Centro Ges.Di.Mont di Edolo) e i Comuni di Colere, Gromo, Oltressenda Alta, Taleggio, Valbondione, Valnegra e Vedeseta e finanziato da Fondazione Cariplo e da Regione Lombardia.

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Un patrimonio da valorizzare (ph. G. Perletti)

Il corso per maestranze della durata di 40 ore è stato proposto dalla Scuola Edile di Bergamo con il supporto del Parco delle Orobie bergamasche e dell’Università degli Studi di Milano. Sono stati approfonditi temi specifici quali l’utilizzo dei materiali tipici nelle costruzioni di montagna, come legno e pietra, e di tecniche costruttive tradizionali, il problema della logistica di cantiere nel rispetto dell’ambiente naturale, l’utilizzo di supporti di impianti tecnologici eco-compatibili, nonché la necessità di operare in una logica di sostenibilità degli interventi in ambiti sottoposti a vincoli ambientali e paesaggistici.

Il corso si è chiuso con un cantiere didattico, tenutosi il località Bricconi in Comune di Oltressenda Alta, dove un vecchio fienile è stato ristrutturato e riqualificato in Centro Parco grazie al progetto A.R.C.Orobie. Il cantiere didattico, cui ha significativamente partecipato anche l’architetto.Gaetano Puglielli funzionario Soprintendenza per i Beni Architettonici e il Paesaggio di Milano, ha permesso agli iscritti di fare un’esperienza diretta nella ristrutturazione di edifici rurali di montagna, in particolare restaurando una muratura antica rovinata da un maldestro intervento precedente.

“Siamo molto soddisfatti della riuscita del corso”, ha commentato Yvan Caccia, presidente del Parco delle Orobie Bergamasche. “Lavorare sugli alpeggi vuol dire porre attenzione su più aspetti, affinché si possa innescare un percorso virtuoso a 360°: è interesse del Parco proporre modelli che supportino l’attività agricola in montagna sia per motivi di ordine socio-economico, sia quale elemento essenziale della conservazione del paesaggio montano e della sua biodiversità”.

“L’Università, referente scientifico di A.R.C.Orobie”, ha detto a sua volta Anna Giorgi, direttore del Centro Interdipartimentale di Studi Applicati per la Gestione Sostenibile e la Difesa della Montagna – Centro Ges.Di.Mont di Edolo – Responsabile Scientifico di A.R.C.Orobie, “sta lavorando a modelli di analisi degli alpeggi funzionali allo sviluppo di attività agricole sostenibili, nonché alla strutturazione di linee guida e buone pratiche validate proprio sugli interventi realizzati nell’ambito del progetto ed esportabili in tutto il territorio montano”.

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Un alpeggio dopo il restauro.

Il corso ha fornito ai partecipanti tutti gli strumenti utili a favorire la riscoperta di un’identità territoriale e valoriale comune, come ha spiegato Valter Andreoli, presidente della Scuola Edile di Bergamo. “Per intervenire su un’area tanto delicata in quanto a biodiversità come quella orobica”, ha spiegato ha spiegato Angelo Chiari vicepresidente della Scuola Edile di Bergamo, “è fondamentale disporre di un’ottima capacità di analisi che, unita a competenze tecniche e scientifiche, possa valorizzare il patrimonio rurale. Ci siamo orientati verso un corso che avesse un approccio integrato ai lavori, puntando molto anche all’attività sul campo con il cantiere didattico. Grazie a quest’esperienza le 15 maestranze hanno quindi avuto modo di mettere in pratica ciò che in un primo momento avevano appreso solo a livello teorico, imparando a relazionarsi con la figura del sovrintendente, strategica per ogni cantiere”. “Per la prima volta agli edifici rurali di montagna”, ha infine chiarito il direttore del Parco, Mauro Villa, “viene concretamente riconosciuta dignità di monumento e ciò viene fatto da un Parco il quale ha innanzitutto a cuore la gestione della biodiversità perché il vero fine ultimo di A.R.C.Orobie è agevolare in montagna il mantenimento dell’agricoltura sostenibile, ovvero l’attività che è all’origine stessa della bellezza dei nostri paesaggi e che può preservarne la biodiversità. I prati e i pascoli sono frutto di positiva interazione tra uomo e ambiente e tale rapporto deve continuare: Per questo ci sembra che A.R.C.Orobie possa rappresentare un esempio strategico per la manutenzione e lo sviluppo del territorio”.

http://www.scuolaedilebg.eu

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