Gli istruttori che “mettono in sicurezza” i ragazzi del disagio

Alpiteam logoNon appartenendo a una particolare sezione del CAI, ma mettendo le sue strutture tecniche, i suoi istruttori a disposizione di tutte le sezioni, gruppi e associazioni che ne richiedono l’intervento, Alpiteam “Scuola di alpinismo Lombarda” collabora con quelle realtà del sociale, operanti nell’ambito del cosiddetto “disagio”, per le quali l’esperienza dell’alpinismo e “dell’andare in montagna” può rappresentare un momento educativo di crescita e di recupero psicosociale. “Nella sua autonoma impostazione gestionale e mentale”, spiega Renato Frigerio in un ampio servizio pubblicato nella rivista “Uomini e sport”, house organ dell’organizzazione df Sport Specialist (www.df-sportspecialist.it), “in Alpiteam matura ben presto una concezione che si rifà agli originari ideali del CAI, tesi a considerare l’alpinismo come qualcosa di più di una semplice pratica sportiva, ma come movimento atto a far vivere la montagna nelle sue diverse dimensioni, date dai suoi ambienti naturali di particolare bellezza. Un alpinismo che si fa opportunità di recupero di potenzialità, risorse e qualità, che spesso non sono riconoscibili e utilizzabili da alcuni individui, a causa delle limitazioni esistenziali dovute all’abuso di sostanze stupefacenti. L’incontro con l’Arca di Como, la cooperativa che dal 1975 si occupa del disagio giovanile ha fatto scattare una più approfondita riflessione sulla sua vocazione sociale”. Ecco una significativa testimonianza sul difficile “passaggio chiave” che gli istruttori lombardi invitano a compiere: un pssaggio in cui sono impegnate varie organizzazioni.

Alla ricerca del “passaggio chiave”

“Passaggio Chiave” è un insieme di servizi e istituzioni che hanno in comune l’utilizzo della montagna come strumento educativo nella cura di persone dipendenti da sostanze. Nato nel 2013, è un gruppo di montagnaterapia aperto che si riunisce con una cadenza più o meno mensile presso il Ser.D di Monza, ed è attualmente composto da: Associazione Dianova, Alpiteam (Scuola regionale di alpinismo), Arca di Como, Comunità il Molino, Comunità Nuova, Coop. Atipica, Coop. Di Bessimo e Ser.D di Monza.

Nel lungo cammino di fuori uscita dal legame patologico con le sostanze stupefacenti, alcol e altri comportamenti disfunzionali, coloro i quali, in un certo momento della loro vita, trovano dentro di sé e nella relazione con l’Altro un “qualcosa” che li spinge a scegliere di cambiare vita, decidono di “osare” di “forzare” quelle difese che li hanno tenuti “ancorati” per molto tempo a un stile di vita non più proponibile.

Ognuno di loro deve affrontare e risolvere il proprio “passaggio chiave”, sia dentro di sé come nelle relazioni. Scelgono di vivere momenti fondamentali e determinanti l’esito positivo del loro cammino, della loro salita verso una ridefinizione di sé, superando e vincendo la paura del vuoto, la paura di non farcela, la sfiducia in se stessi, oltrepassando il limite della loro “visione di sé”, varcando la porta dell’impossibile scoprendo un nuovo modo di rischiare: è possibile cambiare, si può andare oltre al proprio passato e riscattarlo con nuovi legami, con nuove relazioni e con nuove prospettive.

La scelta da parte del nostro gruppo di nominarci “Passaggio chiave” sboccia da questa consapevolezza, cioè di nascere, di costituirci come testimonianza che la montagna e l’andare in montagna sono paradigmi pedagogici, strumenti educativi per coloro i quali stanno sperimentando nelle comunità terapeutiche, nei servizi, nei centri diurni, la possibilità di affrontare faticosamente “i loro passaggi chiave” nel superamento della loro dipendenza da ciò che li ha bloccati nella loro esistenza. E di tali realtà, o meglio di questo “passaggio chiave”, Alpiteam diviene lo strumento “tecnico” in quanto Scuola del CAI.

La nostra intenzione, il nostro progetto è quello di trasmettere un messaggio, di valorizzare un’opportunità (l’andare in montagna), di creare una rete di Servizi (realtà terapeutiche e sezioni del CAI) e una riflessione pedagogica e una elaborazione teorica. Ma soprattutto il nostro obiettivo è quello di accompagnare in montagna coloro i quali vivono esperienze di disagio, convinti che la montagna e l’alpinismo possono diventare “elementi di protezione” per coloro che vivono “sprotetti” la loro vita.

da “Uomini e Sport”, per gentile concessione

One thought on “Gli istruttori che “mettono in sicurezza” i ragazzi del disagio

Commenta la notizia.