Nuovi no alla funivia tra il Cervino e il Monte Rosa

“La progettata funivia rappresenta una minaccia per il paesaggio del meraviglioso vallone delle Cime Bianche e dell’alta Val d’Ayas”. Così si espressero nel 2014 in MountCity i milanesi Laura e Giorgio Aliprandi, illustri studiosi della cartografia storica delle Alpi e assidui frequentatori della zona. Ora c’è un gruppo di tecnici al lavoro per realizzare uno studio di fattibilità. Ma si allunga altresì l’elenco di chi boccia il progetto di innalzare piloni e tirare funi d’acciaio tra il Cervino e il Monte Rosa: tra questi Agrap (i gestori di rifugi alpini piemontesi), Cai, Italia Nostra, Le Ciaspole, Legambiente, Mountain Wilderness, Pro Natura, Wwf e Giovane Montagna. Tutti riuniti nel coordinamento “Noi nelle Alpi”. In un documento parlano di “rischio di distruggere l’ultimo lembo non compromesso del versante Sud del Monte Rosa”. “Saint Jacques diventerebbe”, hanno spiegato gli Aliprandi, “un posteggio di auto o, nel caso si mettessero delle navette, un agglomerato di case senza senso. L’attuale comprensorio del Monterosa Ski è splendido con piste per tutti i livelli e a noi non sembra ci sia necessità di allargarlo ancora”.

Il progetto riguarda la costruzione di una funivia in due tronconi lunga 8 chilometri e del costo di 65 milioni di euro. “Non ci convince”, scrivono le associazioni ambientaliste, “la tesi secondo la quale la tipologia impiantistica scelta permetterebbe di contenere l’impatto ambientale perché richiederebbe un numero ridotto di piloni. Qualunque intervento pesante in un’area incontaminata la compromette irrimediabilmente. La portata oraria ipotizzata, poi, presuppone una robusta infrastrutturazione di tutta l’area a valle dell’impianto, con la necessaria costruzione di parcheggi, aree per l’accoglienza dei turisti”. E aggiungono: “Tutto questo in nome di una tipologia di sviluppo turistico invernale (la monocultura dello sci alpino) che già da anni mostra la corda, in Valle d’Aosta in particolare. Lo dimostrano le croniche difficoltà in cui versano le società funiviarie valdostane, che devono periodicamente cambiare assetto, accorpandosi per sopravvivere o facendo ricorso al generoso aiuto della Regione”.

“Siamo convinti”, è la conclusione, “che per lo sci siano sufficienti gli impianti esistenti e crediamo che esistano altre vie per lo sviluppo futuro delle terre alte, vie che passano attraverso la valorizzazione del territorio nelle sue specificità naturalistiche, storiche, geologiche. Su questa base lavoreremo, nei prossimi mesi, a un progetto alternativo per lo sviluppo della Val d’Ayas”.

Dal canto suo, secondo Legambiente dopo la presentazione ai cittadini dei Comuni coinvolti nelle scorse settimane, seguita dall’invio di alcuni questionari, è scattata l’operazione di “grande mistificazione” sulla reale portata della proposta. “I proponenti”, spiega un comunicato di Legambiente, “si sono soffermati sulle caratteristiche del tronco in quota, senza evidenziarne gli aspetti di alterazione paesaggistica in un contesto di assoluta naturalità e, in particolare, sorvolando del tutto sull’impatto enorme che sarebbe generato dal primo tronco (per il quale è prevista una telecabina) e dalla ipotizzata pista di sci fra il Colle superiore delle Cime Bianche e la stazione intermedia”.

Sul piano economico, secondo Legambiente è stato fornito il costo del solo impianto di risalita senza far cenno agli ulteriori investimenti necessari, come la realizzazione della supposta pista nella parte alta del vallone delle Cime Bianche, per quella di rientro fra l’arrivo dell’attuale funicolare a Ciarcerio e la partenza a Frachey, per la creazione di nuovi parcheggi a Frachey e Saint Jacques in sostituzione degli attuali, che sarebbero in buona parte occupati dalla nuova stazione di partenza. “Non si è poi parlato degli investimenti necessari per rinnovare gli impianti in scadenza o spesso fermi per vento nei comprensori del Breuil e del Monte Rosa: almeno altri 40 milioni. Si pensa forse di aumentare ancora di più il costo dello skipass?”

Vedere anche: http://www.aostasera.it//articoli/2015/07/11/36705/funivia-fra-la-val-dayas-e-cervinia-per-legambiente-si-tratta-di-una-grande-mistificazione

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