Spray anti orso? Che cosa si aspetta a legalizzarlo?

Attnto orso...
Attento, orso…

E’ opportuno l’uso di uno spray antiaggresione al peperoncino in caso di incontri ravvicinati con l’orso? Il preparato contenuto in bombolette tascabili infastidisce come si sa le prime vie respiratorie e gli occhi, provocando effetti transitori, non nocivi né tossici per la salute. Non causa lesioni né temporanee né permanenti a danno della persona o del soggetto colpito a due o quattro zampe. Una volta usato, provoca all’aggressore per circa 20-25 minuti la chiusura degli occhi e la parziale chiusura delle vie respiratorie, dando così il tempo di scappare e/o chiamare aiuto.

Una sola fondamentale riserva. Questo spray usato per gli umani viene considerato inefficace per i plantigradi ed è necessario un preparato diverso, più potente e utilizzabile a debita distanza dall’aggressore. A qualcuno dispiace che l’impiego dello spray antiorso in Italia non sia consentito e non sappiamo quanti dei nostri lettori possano condividerne l’impiego. Ora però l’autorizzazione a utilizzarlo la chiede la Provincia di Trento che “sta facendosi parte attiva presso il competente Ministero affinché esso sia reso legale e ne darà immediata comunicazione se e quando lo diverrà”. Lo conferma Maurizio Zanin, dirigente trentino del servizio Foreste e fauna, rispondendo alla lettera inviata da Christian Bertoldi che aveva presentato alla Provincia il conto (58 euro) per l’acquisto di una bomboletta di spray al peperoncino.

Spray anti orso
Il getto può arrivare fino a dieci metri di distanza.

Rivolgendosi al suo interlocutore, il dirigente precisa: “In base alla normativa vigente la spesa da Lei sostenuta non è rimborsabile da parte dell’Amministrazione provinciale”. Aggiunge però che “il dispositivo acquistato non risulta essere idoneo, per le sue caratteristiche tecniche, all’eventuale difesa da attacchi da orso e quello creato allo scopo è attualmente vietato in Italia”.

In considerazione di ciò la Provincia di Trento spingerà perché la normativa cambi. “In Italia”, ha detto al Corriere Trentino lo stesso Zanin intervistato dal giornalista Luca Marognoli, “è ammesso con decreto del Ministero dell’Interno solo lo spray al peperoncino contro l’aggressione di persone: un preparato che si trova nelle armerie” (ma basta cercarlo in Google per procurarselo).

C’è però un dispositivo specifico – precisa il dirigente – che è commercializzato negli Stati Uniti e in Canada, dove esiste da sempre. Il funzionamento è analogo, ma lo spray americano, in vendita a 40 dollari, possiede un volume maggiore e ha una distanza di getto concentrato molto superiore: arriva dai 6 ai 10 metri. Il principio attivo? È quello contenuto nel peperoncino.

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