Collegamento sciistico Alagna–Zermatt: un questionario “davvero singolare”

La parola definitiva sul progetto di collegamento tra la Valtournenche e la Val d’Ayas, da cui potrebbe sorgere un maxi comprensorio da 549 km di piste di sci, spetta ora ai cittadini. Tutti i capifamiglia residenti nelle due Gressoney, ad Ayas, Valtournenche e Alagna hanno ricevuto un questionario redatto dai proponenti l’opera (Alplinks) in cui sono invitati a indicare se sono favorevoli o meno all’iniziativa. Il collegamento darebbe vita al terzo più grande domaine skiable del mondo in un’area con tracciati mediamente sopra i 2000 metri che, come evidenziato da Fondazione Montagna Sicura nello studio di fattibilità, è favorevole agli effetti dell’innalzamento della linea delle nevi e non dovrebbe risentire di particolari problemi da un punto di vista dell’innevamento naturale.

Il costo dell’opera si aggirerebbe intorno ai 50 milioni di euro con la costruzione di un impianto di collegamento tra la Val d’Ayas e il Colle delle Cime Bianche (2.982 m) dove già arrivano gli impianti di Valtournenche che poi confluiscono in quelli di Breuil-Cervinia, quest’ultima collegata con la località svizzera di Zermatt. Secondo Legambiente i questionari rappresenterebbero tuttavia una “grande mistificazione” sulla reale portata della proposta. “I proponenti”, spiega un comunicato di Legambiente, “si sono soffermati sulle caratteristiche del tronco in quota, senza evidenziarne gli aspetti di alterazione paesaggistica in un contesto di assoluta naturalità e, in particolare, sorvolando del tutto sull’impatto enorme che sarebbe generato dal primo tronco (per il quale è prevista una telecabina) e dalla ipotizzata pista di sci fra il Colle superiore delle Cime Bianche e la stazione intermedia”.

Con la consueta sensibilità nel trattare temi ambientali, Il Fatto Quotidiano pubblica il questionario definendolo “davvero singolare” insieme con le controdomande redatte da Fabio Balocco, avvocato e ambientalista, che qui riproduciamo. Come noto, l’impostazione della domanda può risultare determinante nel determinare la risposta.

Fabio Balocco
Fabio Balocco, avvocato e ambientalista, autore del contro-questionario

Il contro-questionario del giornale “Il Fatto Quotidiano”

  • Ritiene, alla luce di quanto contenuto nel progetto di collegamento che la creazione del terzo comprensorio sciistico al mondo sia un elemento importante per lo sviluppo futuro delle vallate coinvolte?
(“Ritiene che le vallate coinvolte – che sono già ampiamente infrastrutturate e vivono già dei proventi dello sci di pista per buona parte dell’anno – debbano sacrificare allo sci di pista quel che resta di intatto del loro territorio?”)
  • Data la possibilità di utilizzo estivo dei nuovi impianti, ritiene che vi possa essere un nuovo impulso alle attività di questa stagione? (“Ritiene che sia salutare frequentare la montagna tutto l’anno con dei mezzi di risalita o non piuttosto con le proprie gambe, migliorando la propria salute fisica e psichica?”)
  • L’accesso a piste ed impianti a quote più elevate garantisce la possibilità di aperture anticipate ed allungamento della stagione? (“Ritiene che sia già sufficiente aprire gli impianti con neve finta a novembre e chiuderli a maggio, come attualmente avviene, caldo permettendo?”)
  • Le maggiori quote medie che si otterranno sull’intero comprensorio sono un elemento di maggior garanzia in relazione all’aumento della temperatura globale e il conseguente innalzamento della quota dell’innevamento naturale? (“In considerazione del costante aumento delle temperature, ritiene che abbia senso in futuro puntare esclusivamente sullo sci di pista? E’ a conoscenza dei costi energetici della neve finta?”)
  • I benefici sull’economia e sulle popolazioni sono tali da giustificare un investimento di circa 50 milioni di euro? (“Ritiene che l’ambiente ed il paesaggio abbiano un prezzo? Quanto ritiene possa valere un vallone intatto in una regione ampiamente infrastrutturata come la vostra? Ritiene che se ci sono 50 milioni di euro da spendere, lo sci debba essere in testa nelle preferenze cui destinarli?”)
  • “Può essere una scelta giusta per favorire la clientela internazionale che rappresenta già oltre il 50% delle presenze? (“Ritiene che una clientela internazionale pari ad oltre il 50% delle presenze non sia già sufficiente? Non ritiene che la clientela italiana sia diminuita a causa dei costi eccessivi dello sci di pista?”)
  • L’estensione del comprensorio così come prospettato favorirà un turismo meno mordi e fuggi ma orientato alla permanenza di più giorni? (“Ritiene che il turismo in montagna nella stagione invernale debba essere improntato solo allo sci di pista? Lei è a conoscenza del numero degli appassionati di ciaspole e scialpinismo?”)
  • A suo avviso si favoriranno investimenti in strutture turistiche e di servizi con conseguente aumento dell’occupazione e del benessere generale? (“Un aumento del benessere deve necessariamente transitare attraverso il depauperamento dell’ambiente naturale? Ritiene che i posti di lavoro strettamente legati allo sci di pista siano qualificati?”)
  • Le scelte tecniche e lo studio eseguito forniscono sufficienti garanzie sul contenimento degli impatti ambientali?
(“Si deve scegliere di aumentare ancora l’impatto ambientale nella sua regione e non piuttosto lasciare spazi liberi e naturali per le future generazioni?”)
  • Tale opera deve essere realizzata? (“Che cosa penserebbe di un questionario indirizzato a ottenere risposte che avallano una scelta già presa a monte?”)http://www.ilfattoquotidiano.it

 

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