Nuovo rifugio sul Sentiero delle Orobie

Mancava un rifugio sul bergamasco Sentiero delle Orobie, in quel tratto che collega il rifugio Benigni al rifugio Dordona. Un problema serio per gli escursionisti che avevano necessità di fare sosta in zona ed erano costretti a tappe lunghissime, oppure a soggiornare in albergo: soluzione comoda, magari, ma non nello stile di chi fa trekking. Da domenica 26 luglio 2015 la lacuna è colmata. Regione Lombardia, tramite il suo ente ERSAF (Ente regionale per i servizi all’agricoltura e alle foreste), mette a disposizione all’interno della Foresta regionale Azzaredo Casù, in comune di Mezzoldo (BG), il rifugio dedicato a Marco Balicco, già sindaco del comune.

Lo stesso Comune e la sezione del CAI Alta Valle Brembana, tramite una convenzione con ERSAF, gestirà il rifugio per i prossimi sei anni. Quest’anno sarà una gestione volontaristica, affidata a turno ai soci CAI, senza pretesa di garantire tutti i servizi di un rifugio quali siamo abituati sulle nostre montagne. Sarà pertanto opportuno per gli escursionisti contattare la sezione CAI Alta Valle Brembana (tel. 0345.82244 – email piazzabrembana@cai.itwww.caialtavallebrembana.it) per conoscere i giorni di effettiva apertura.

Il rifugio è un simpatico ed elegante edificio in legno, che si integra con una baita in pietra, tipica delle montagne bergamasche; è stato costruito su una precedente costruzione.

Dodici i posti letto e una trentina quelli a tavola. Moderni gli impianti di captazione dell’acqua, di riscaldamento, di produzione di acqua calda con impianto solare-termico. Arredamento moderno e confortevole, senza cedimenti al finto rustico. La nuova costruzione, posta a 1963 m, si colloca a poca distanza dal bivacco Alberto Zamboni, anch’esso di proprietà di ERSAF e gestito dal CAI dell’Alta Valle, di cui ogni anno si celebra la festa a fine luglio.

Domenica 26 luglio il programma prevede alle 10 il ritrovo al bivacco, dove viene ricordato dalla famiglia e dai colleghi Alberto Zamboni, caduto sul Monte Bianco nel 2004. Quindi, nel pascolo davanti al rifugio, alle 11, alzabandiera e messa. Segue l’inaugurazione ufficiale del rifugio con le autorità regionali e locali e il pranzo per tutti. E quindi, musica e canti.

L’edificio è stato realizzato dall’impresa Renato Magnati, con sede a Ponteranica ma storicamente “mezzoldese”, su progetto dello studio Flavio Della Vite e Carlo Fornoni architetti associati, di Bergamo, con cui hanno collaborato una serie di professionisti bergamaschi: Studio 28 A, studio Bergamini Villa (strutture), perito Massimo Poletti (impianti meccanici), ingegner Tranquillo Zamboni (impianto elettrico).

Per info: ERSAF 02.67404.451 – CAI 0345.82244

Come si raggiunge

Dal rifugio Madonna delle Nevi (1336 m): si risale la valle del fiume Brembo costeggiando il lato orografico sinistro fino a quota 1430 m circa: da qui (segnalazioni) si piega a sinistra e si comincia a salire nel bosco. Con percorso a tornanti si arriva alla baita Casù (1624 m) e si continua l’ascesa fino a sbucare fuori dall’abetaia a quota 1800 m circa. Verso destra si sale un costone erboso e si trova poi l’incrocio con il sentiero 124A. Di seguito, attraversando i pascoli, si passa dalla casera Azzaredo (1795 m), si toccano altre baite e si raggiunge il rifugio (2 h)

Dalla località Fraccia (1600 m): si percorre la strada che conduce al passo di San Marco e, presso il tornante n. 9 (1600 m circa – segnalazioni), si stacca sulla destra il sentiero per il bivacco e il rifugio. Il primo tratto è abbastanza pianeggiante e alterna tratti nel bosco e nei prati, fino a superare un torrente. Con percorso a tornanti si guadagna quota fino ad incrociare il sentiero 124 che si segue fino al rifugio (1 h 15’)

Sul sentiero 101: dal passo San Marco (1992 m) si scende sul versante valtellinese lungo la carrozzabile per circa 150 m. Si segue il sentiero che si stacca sulla destra fino alla stretta Bocchetta d’Orta. Da questa, il sentiero lascia la cresta per discendere un breve canalino erboso, ritornando così sul versante bergamasco. Il sentiero, con alcuni saliscendi, attraversa la conca erbosa fino al passo della Porta (2023 m) da cui si prosegue in falsopiano sino al Bivacco Zamboni (1955 m), posto poche decine di metri sopra il nuovo rifugio (2 h)

Provenendo dal lato opposto, si parte dalla baita Camoscio di San Simone (1781 m) e si sale alla Forcella Rossa (2055 m). Da qui si cala al cascinetto dei Siltri (1973 m) e al laghetto di Cavizzola, da cui si risale al bivacco Zamboni (2 h)

La Foresta di Lombardia Azzaredo-Casù è costituita in prevalenza da un grande pascolo e si estende per 114 Ha nel Comune di Mezzoldo lungo i versanti bergamaschi dello spartiacque orobico. La morfologia del versante, nella parte boscata, è uniforme con boschi a prevalenza di abete bianco e rosso, con sporadica presenza del faggio e di latifoglie minori e pioniere, per lo più in fase di colonizzazione del pascolo. I fabbricati regionali sono utilizzati per l’attività produttiva d’alpe (viene prodotto il formaggio D.O.P. “Bitto”) che a tutt’oggi corrisponde alla maggiore vocazione del territorio, a cui negli ultimi anni si sta affiancando anche il valore turistico, grazie al sentiero “101” denominato “Sentiero delle Orobie” che attraversa tutta la parte superiore del pascolo. La foresta è popolata da incisioni fatte dall’uomo a testimonianza della presenza umana in queste valli in tempi remoti.

ERSAF – ENTE REGIONALE PER I SERVIZI ALL’AGRICOLTURA E ALLE FORESTE 

Via Pola, 12 – 20124 Milano tel. (+39)02.67404.1 fax (+39)02.67404.299
email: comunicazione@ersaf.lombardia.it

 

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