Sfiducia e pessimismo. L’insostenibile declino delle vacanze in montagna nella torrida estate del 2015

La montagna come alternativa alle spiagge? Il caldo afoso che non risparmia le alte quote (32° a Courmayeur!) non induce a bene sperare. La crisi delle località alpine potrebbe diventare irreversibile, come senza speranze appare il declino del Club Alpino Italiano che perde vistosamente iscritti ed è per lo più latitante sullo scenario della tutela dell’ambiente come è possibile dedurre in questo sito. Emergono i soliti fattori negativi: domanda di soluzioni economiche, vacanze più brevi, scelte di località più vicine, meno escursioni in quota nei giorni feriali, vacanza principale concentrata nel mese di agosto, prenotazioni last minute (che poi significa 5 giorni prima) perché la componente meteo è fondamentale. La più recente e affidabile rilevazione dell’Osservatorio Turistico della Montagna elaborato da Trademark Italia evidenzia quelle che sono le componenti che determinano la scelta della vacanza in quota e le sue modalità di fruizione:

Trenino Renon
Nessuna flessione, a quanto pare, nel turismo in Alto Adige. Dove le proposte si moltiplicano. Le carrozze del famoso trenino storico che attraversa l’Altipiano del Renon, sopra Bolzano, sono per esempio al servizio di un’insolita esperienza: si assaggia a ogni fermata una specialità gastronomica diversa, abbinata a un vino altoatesino. info@bolzanodintorni.info www.bolzanodintorni.info

1°    Il prezzo. Resta la variabile più influente (anche se resta incoerente e inspiegabile la concentrazione dei turisti in agosto quando tutto costa il doppio). Le risposte degli intervistati sono univoche: dal budget dipendono la durata della vacanza e le scelte connesse (hotel, ristorante, shopping, entertainment, etc.). E’ dunque sempre più importante spostare l’attenzione dei turisti dal prezzo al valore dell’ospitalità, al piacere delle “emozioni”. Il prezzo spesso soffoca i contenuti. Pochi esaltano i benefit, la ricchezza dell’esperienza che località e strutture ricettive propongono. Invece di far vivere ai loro ospiti delle emozioni, gli operatori indulgono sugli aspetti commerciali, parlano come rappresentanti di commercio, come fossero venditori e non custodi e ambasciatori dell’ospitalità. Esattamente come accade alle località balneari gli operatori alberghieri, i gestori delle affittanze, gli uffici che si occupano di promozione tendono ad assomigliare a semplici venditori, ma questo non è marketing. E’ un continuo e impacciato tentativo di vendita che l’Alto Adige sa fare molto meglio degli altri;

2°    Il web. Con la rete si è accentuata la concorrenza tra gli operatori e le destinazioni. Purtroppo questa battaglia viene combattuta sul fronte dei prezzi, utilizzando i teorici benefici della proposta economica, una leva spesso poco seria, in apparenza competitiva ma malamente utilizzata nella comunicazione di due terzi delle località di montagna. La conseguenza è un generale appiattimento delle offerte, dello spirito e dei contenuti della vacanza in quota;

    L’esperienza. Anche la vacanza estiva in montagna ha bisogno di nuovi contenuti, nuove declinazioni e nuovi riferimenti. Per gli over ‘50 l’esperienza è tutto, le novità contano poco. Il cuore di tutto questo movimento di vacanze e di piacere è il territorio, ovvero la fusione tra l’idea di vacanza e il luogo in cui questa esperienza viene potenzialmente vissuta. Per le persone mature, che poi sono la stragrande maggioranza, la vacanza in quota non è più un momento di semplice e popolare svago immersi in un ambiente sano, quasi biologico, o di rifiuto delle spiagge affollate e roventi. La vacanza alpina non è più faticare e sudare scalando, non è nemmeno puro relax. E’ sempre più un’esperienza, attraverso la quale affermare sé stessi, confermare i propri valori, le proprie passioni, immersi in un territorio di cui già si conosce l’identità con il suo genius loci, l’unicità dello skyline, l’aspetto culturale, il suo stile di vita, le tradizioni gastronomiche e artigianali. Una fabbrica di fiducia per repeater e destinazione di quelli che hanno sentito l’elogio di quel luogo e di quell’esperienza. La vacanza in montagna, secondo i maggiori opinionisti, è un tributo del turista alla montagna, un omaggio ai giganti la cui ombra rassicura.

Passando dagli aspetti sociologici e di marketing all’analisi dell’andamento stagionale, gli operatori turistici del Panel di Trademark Italia (intervistati tra il 22 giugno e il 7 luglio) manifestano un certo pessimismo per la stagione 2015, ma rispetto allo scorso anno cresce sensibilmente la quota di operatori che prevede un incremento della propria performance, che passa dal 2,4 al 10,1%!

Dal sondaggio emerge anche come quelli che fino a qualche tempo fa potevano essere considerati dei cambiamenti legati alla congiuntura ora devono essere letti come dati strutturali: il primo in negativo, e cioè il calo continuativo della clientela italiana, lo afferma il 53% degli operatori intervistati (un trend che prosegue da cinque anni); l’altro in positivo, in quanto la quota di operatori che prevede un miglioramento dei flussi internazionali aumenterà fino al 29,4%. A supporto c’è un altro 49,7% che si aspetta una conferma del movimento straniero. A risentire positivamente dell’incremento dei flussi internazionali sulle montagne italiane sono soprattutto le località dell’Alto Adige (dove la parte del leone la fanno tedeschi, austriaci e svizzeri) e della Valle d’Aosta (scelta in particolare da francesi e inglesi).

Stimolati su richieste, atteggiamenti e stili di consumo dei turisti, gli operatori del Panel sottolineano come la leva del prezzo determini sempre più le scelte dei turisti, soprattutto di quelli italiani e nello specifico dei nuclei famigliari della X generation con i figli, che optano sempre più per soggiorni brevi (3-4 notti) e week-end. Il peso crescente che il prezzo ha assunto nella scelta della vacanza appanna il valore dei servizi e la qualità dell’ospitalità che non sono più l’elemento baricentrico dell’offerta. Ecco perché bisogna cominciare a puntare sui contenuti dell’esperienza di vacanza, sulle motivazioni e sulle passioni dei turisti per allontanare la loro attenzione dal prezzo e fidelizzarli.

Interrogati sulla spesa media dei loro clienti, il 51,9% del campione è certo che la maggior parte dei turisti ridurrà la spesa media per la propria vacanza con tagli lineari su tutti i consumi (lo scorso anno questa percentuale era però superiore al 59%).

Parallelamente il 50,1% degli operatori del ricettivo ammette di attendersi una riduzione dei ricavi. Questo dato, che si riduce di 8 punti percentuali rispetto al 2014, vede contrarsi anche le aspettative del volume di questa diminuzione, prevista tra il -3 e il -5 percento.

 

Barometro dell'offerta turisticaIl barometro dell’offerta turistica

Le elaborazioni dell’Osservatorio della Montagna per l’estate 2015 indicano una flessione complessiva del movimento turistico. Tra i segmenti in contrazione, secondo gli operatori interpellati, le famiglie con bambini e i gruppi organizzati, sia di sportivi sia di anziani.

La flessione media complessiva, in termini di presenze, dovrebbe aggirarsi attorno al 4-5%, ma in alcune aree (dove le quote di turismo internazionale sono molto ridotte) potrà raggiungere il 10%.

Da notare che per una famiglia di 2,4 persone (media nazionale) l’impegno economico per la vacanza in montagna nell’estate 2015 si attesta sui 1.035 euro (solamente 15 euro in meno del 2014).

Per informazioni: Trademark Italia +39 0541 56111 – Responsabile: Stefano Bonini

 

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