Duecentomila passi da Rabbi a Bormio per il futuro del Parco dello Stelvio. L’impegno di Mountain Wilderness Italia

MW striscione
Lo striscione di MW con un gruppo di partecipanti al trekking. Al centro con il cappellino giallo Luigi Casanova, consigliere nazionale e portavoce del movimento ambientalista internazionale Mountain Wilderness nonché vicepresidente di CIPRA Italia.

Da Rabbi nel Trentino a Bormio, duecentomila sono stati, in sei tappe, i passi dei partecipanti al trekking di Mountain Wilderness Italia per la salvezza del Parco dello Stelvio e il rilancio del Parco europeo delle Alpi Centrali (PEACE). L’iniziativa ha piacevolmente coinvolto in un contesto naturale davvero splendido escursionisti giunti da tutta Italia (Abruzzo, Lazio, Veneto, Lombardia, Piemonte).

A Bormio il 25 luglio si è discusso sui significati profondi delle aree protette in Italia e si è presentata la “Carta di Fontecchio”. Il documento è stato messo a fuoco nel 2014 dalle associazioni che formano il “Tavolo Interassociativo” per le aree naturali protette nel corso di un importante convegno nazionale dal titolo: “Parchi capaci di Futuro”.

MW logoIn quell’occasione si decise di elaborare un ampio documento che tenesse conto delle proposte e dei suggerimenti più originali emersi durante il convegno e di molte riflessioni successive. Ora il documento è stato completato nella sua parte fondamentale. Si chiama, appunto, “Carta di Fontecchio” dal nome del paese abruzzese dove il convegno ebbe luogo per iniziativa Italia Nostra, Mountain Wilderness Italia, Touring Club, LIPU, Federazione Pro Natura..

La Carta  intende offrire all’opinione pubblica, alle amministrazioni provinciali, regionali, nazionali, al mondo della politica, ai sindaci interessati, un’originale visione/proposta del ruolo cruciale che le aree naturali protette potrebbero giocare come volano di uno sviluppo davvero sostenibile, riscattando i grandi spazi naturali dalla emarginazione di cui fino ad oggi sono stati vittime. Le associazioni proponenti sono convinte che questo processo virtuoso potrà essere intrapreso solo se si giungerà a un’alleanza tra le forze più consapevoli dell’ambientalismo e le popolazioni locali.

Trekking Stelvio in marciaDelegazioni MW da tutta Italia, il confronto è aperto 

  • Il trekking nel Parco dello Stelvio ha visto la presenza di delegazioni MW provenienti da tutta Italia: Abruzzo, Lazio, Marche, Veneto, Trentino, Lombardia, Piemonte;
  • Attorno all’obiettivo del mantenimento della unitarietà del parco nazionale dello Stelvio e del lancio della proposta PEACE si sono ritrovate le associazioni ambientaliste nazionali, in modo particolare Mountain Wilderness, Italia Nostra, CAAI – Club Accademico del CAI, Italia Nostra, Pro Natura, LIPU, FAI, senza dimenticare altri notevoli contributi provenienti anche dal mondo culturale e scientifico;
  • L’iniziativa ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica, grazie all’impegno dei media nazionali, uno scandalo nazionale che si voleva tenere sottobanco: l’Italia, unico paese dell’Unione Europea che sta smantellando un parco nazionale storico, 1935;
  • L’iniziativa ha trovato convinzione e condivisione sui territori attraversati riguardo la proposta del progetto PEACE;
  • Gli escursionisti hanno proposto l’attivazione di più corridoi. Il corridoio ecologico delle Alpi Centrali, i corridoi delle esperienze umane e delle amicizie maturate durante migliaia di passi e di fatiche, i corridoi di innumerevoli bellezze ambientali e paesaggistici, i corridoi della fauna selvatica che non accetta confini, né regionali né nazionali, corridoi culturali, corridoi storici, corridoi che uniscono identità di vita e linguistiche diverse (italiani, tedeschi, romanci), i corridoi della consapevolezza dei cambiamenti climatici in corso, i corridoi di una natura che grida, ovunque, allarmata e non ascoltata, mille emergenze che l’uomo e la politica non vogliono vedere;
  • E ancora è stato esplorato il corridoio del confronto, del dialogo. Discutendo, nonostante la stanchezza, circondati da montagne imponenti, da cascate e ghiacciai, i messaggi di Alexander Langer – a lui era dedicato il trekking -, diversi passaggi dell’enciclica Laudato Si’ di papa Francesco 1°, di come realizzare istituzionalmente il parco PEACE partendo dalle esperienze di rete sociale e politica della Fondazione Dolomiti UNESCO e della rete delle riserve del Trentino.

Questo e altro ancora è stato il trekking dello Stelvio: ora è compito delle associazioni attivare i percorsi istituzionali che portino il parco a uscire da una crisi che è divenuta cancrena, che riporti orgoglio nelle popolazioni locali e che impedisca follie che stanno maturando come il paventato collegamento stradale fra l’area della valle Venosta (Trafoi) e la Valtellina.

Luigi Casanova, portavoce di Mountain Wilderness Italia onlus (da http://www.mountainwilderness.it)

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