Traforo dello Stelvio. Ombre sul protocollo di intesa

I Verdi altoatesini non ci stanno e sull’ipotesi di un tunnel sotto lo Stelvio, progetto che rientra nel protocollo di intesa firmato dai presidenti Maroni e Kompatscher, hanno presentato in luglio un’interrogazione per conoscere i termini dell’accordo, denunciando “interessi prettamente economici, ma anche che si intraprenda questa strada senza che, in Sudtirolo, nessuno ne sappia nulla”. Ecco il testo dell’interrogazione firmato da Riccardo Dello Sbarba e Brigitte Foppa e diramato il 17 luglio da Altarezia News.

L’interrogazione Lo smantellamento del Parco nazionale dello Stelvio ha già dato il via all’assalto alle risorse naturali di quell’area protetta. Da Milano ci arrivano notizie preoccupanti. Dalla Lombardia infatti abbiamo ricevuto il testo della Deliberazione della Giunta regionale nr. 3609 approvata nella seduta del 21 maggio 2015 che ha come oggetto “PROTOCOLLO D’INTESA CON LA PROVINCIA DI BOLZANO PER LA VALORIZZAZIONE DELL’AREA DELLO STELVIO”. La delibera approva appunto questo protocollo d’intesa, allegato alla delibera stessa, che porta le firme del presidente Maroni e del presidente Kompatscher. Il protocollo d’intesa ha al centro il progetto della costruzione di un “traforo stradale” da costruirsi sotto il passo dello Stelvio, tra l’alta Valtellina e la Val Venosta, con collegamento verso la val Mustair e i Grigioni.

Il protocollo, con allegata una scheda tecnica, giustifica il progetto con argomenti d’impronta esclusivamente economica, con poco riferimento alla tutela della natura e dell’ambiente, fin qui missione fondamentale del Parco. Si dice infatti che l’area dello Stelvio ha un’importanza economica decisiva per le popolazioni locali, che le Alpi devono cessare di essere un ostacolo allo sviluppo e alle comunicazioni e dunque vanno “aperte all’Europa” e che le popolazioni devono poter decidere in prima persona su che cosa fare del proprio territorio.

Viene ricordato anche che il progetto per quanto riguarda la Lombardia risale al 2002, anno in cui è stato predisposto dal comune di Bormio un primo studio. Tale progetto, tra l’altro, per la Lombardia sarebbe alternativo alla realizzazione di un collegamento ferroviario tra Tirano ed Edolo, con tunnel di Mortirolo, progetto già inserito negli strumenti urbanistici ma che ora la Giunta Maroni pare voler abbandonare. Quindi, strada invece che rotaia.

Altri dettagli:

  • il finanziamento del tunnel stradale sotto lo Stelvio, e fin da subito delle diverse fasi di progettazione, verrebbe garantito dal Fondo Comuni Confinanti, dunque a carico della Provincia di Bolzano;
  • la realizzazione del tunnel verrebbe affidata a “Infrastrutture Lombarde Spa”, che curerebbe tutte le procedure di appalto;
  • nei prossimi due anni dovrebbe essere portato a termine il primo studio di fattibilità, interamente finanziato dal Fondo per i Comuni Confinanti;
  • il protocollo ha validità di 3 anni, poi si tratterebbe, in base ai risultati dello studio di fattibilità, di passare all’elaborazione del progetto preliminare; questa fase verrebbe finanziata per quota dalle amministrazioni interessate, laddove per la Lombardia ancora una volta verrebbe utilizzato il Fondo Comuni Confinanti.

Non sappiamo se questo protocollo sia poi stato firmato anche dal presidente Kompatscher. Ci sembrerebbe paradossale che si intraprenda questa strada senza che, in Sudtirolo, nessuno ne sappia nulla. Certo è che, comunque sia, va fatta chiarezza e che – firmato o no il protocollo – la Delibera della Giunta regionale Lombarda esprime certamente le intenzioni della Giunta Maroni e certamente il presidente Kompatscher, e/o l’assessore competente, e/o la Giunta provinciale ne devono essere al corrente. Su questo progetto va fatta assoluta chiarezza, poiché una simile opera avrebbe un impatto enorme che cambierebbe totalmente – nel bene o nel male va valutato attentamente – l’economia, la società e l’ambiente dell’area dello Stelvio e la stessa missione del Parco.

Si chiede:

  1. Il Presidente Kompatscher ha firmato questo protocollo d’intesa con la Regione Lombardia? Se sì, per quali ragioni economiche, sociali e ambientali la Giunta provinciale considera la possibilità di un’opera simile?
  2. Se il Presidente Kompatscher non ha firmato tale protocollo d’intesa, quali sono le ragioni della mancata firma? Il progetto è comunque sul tavolo del confronto tra Regione Lombardia e Alto Adige? Come si prevede che si sviluppi il confronto tra le due amministrazioni su questo argomento?
  3. Come ritiene la Giunta provinciale di informare e far partecipare la popolazione altoatesina, e in particolare quella della Val Venosta, alla valutazione di questo progetto, o comunque su questa richiesta della Lombardia? E perché finora l’informazione è mancata?
  4. La Giunta provinciale ritiene che anche per il Sudtirolo un tunnel stradale sotto lo Stelvio sia un’opera da valutare e che potrebbe avere vantaggi per il nostro territorio, oppure ritiene di dover fin d’ora scartare questo progetto in quanto non interessante e forse anche nocivo per il nostro territorio? In un caso o nell’altro, se ne chiede le ragioni.

Fonte: http://www.altarezianews.it/wp-content/uploads/2009/08/stradastelvio.jpg

2 thoughts on “Traforo dello Stelvio. Ombre sul protocollo di intesa

  • 09/08/2015 at 09:23
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    Ogni volta che escono notizie di tunnel fra la Valtelina e le aree limitrofe (Mortirolo, Stelvio, Val di Lei, Livigno-Svizzera) non so perché mi viene il mente di parafrasare il nome di una via di Andrea Savonitto allorché quando scoprì che un gruppo di ragazzi aveva letteralmente tracciato con il pennello il percorso delle vie di arrampicata in una nota palestra del lecchese, aprì: “Verniciati il cervello Condor maledetto”. Ecco in questo caso si potrebbe sostituire a “verniciati” “trapanati” e sostituire a Condor (lasciamo stare il maledetto) i vari sostenitori dei trafori valtellinesi. Ma voi pensate veramente che il traforo si farà? Ahahahaaha! L’unica cosa di positivo che ci vedo è che chiedendo 100 forse si potrebbe ottenere 10 con il prolungamento della ferrovia fino a Bormio: ne trarrebbe giovamento la Valtellina alleggerita dal traffico tirustico, soprattutto invernale, e soprattutto la cittadina dell’alta Valtellina.
    Stranamente non si parla mai invece dell’unico collegamento veramente utile, fosse anche solo ferroviario, quello con la Mesolcina.

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