Carlo Alberto Pinelli risponde al presidente delle guide impegnate nel reality della Rai. “L’alta montagna non è solo un fondale pittoresco”

Ricapitolando, in luglio componenti del Comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness Italia hanno sottoscritto un documento (vedere MountCity) in cui si manifestavano motivate perplessità riguardo all’ammodernamento degli impianti funiviari presenti sul versante italiano del massiccio del Monte Bianco.

Il Comitato si è poi espresso, come riportato da MountCity, su un nuovo aspetto della campagna per promuovere tali impianti: la RAI, con l’appoggio della società che gestisce la nuova funivia, ha deciso infatti di realizzare, tra le vette e i ghiacciai del Monte Bianco, in questa stessa estate, una sorta di “Isola dei famosi” utilizzando il corpo delle guide di Courmayeur per condurre su scivoli ghiacciati, creste affilate e pareti rocciose un gruppo eterogeneo di personaggi noti al grande pubblico televisivo, ma del tutto digiuni di alpinismo.

Sul reality della Rai sul Monte Bianco le Guide Alpine attraverso il loro ufficio stampa hanno diramato il 7 agosto un comunicato. Un testo che ignora quanto sull’argomento è stato espresso dal Comitato etico-scientifico di Mountain Wilderness.

A CesareCesa Bianchi, presidente delle Guide alpine, risponde ora Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness.

Il vero significato della protesta

Caro Cesa Bianchi,

ho la sensazione che tu non abbia colto (o voluto cogliere?) il significato della protesta. E’ ovvio che la professione di guida ha a che fare – onorevolmente – anche con i principianti che si legano a una corda per la prima volta, o per la prima volta si allacciano i ramponi. Anzi, proprio questa è la vocazione di base della vostra professione. Qui stiamo invece criticando uno spettacolo televisivo animato da un gruppo eterogeneo di personaggi, popolari presso un certo tipo di pubblico di bocca buona, che si cimentano con la montagna non perché spinti da interesse personale per la pratica dell’alpinismo, ma per alimentare la propria fama mediatica e forse anche perché ben pagati. 

Il reality (o come volete chiamarlo), anche ove fosse stato realizzato con le migliori intenzioni (cosa di cui mi permetto di dubitare, forte della mia lunghissima esperienza professionale in televisione), porterà due risultati negativi: contribuirà alla diffusione dell’idea che l’alta montagna non sia altro che un fondale pittoresco di fronte al quale è possibile e lecita qualsiasi operazione commerciale; e, secondo, che l’alpinismo sia in sostanza solo una grottesca gara messa in atto per regalare al pubblico seduto in poltrona un effimero  brivido. Nessuno di noi pensa che la montagna sia “sacra” di per se stessa; però crediamo che sia doveroso rispettare i sentimenti di chi, sulla montagna incontaminata, ha fatto e fa un importante investimento affettivo e morale. Anche se costoro fossero una minoranza.

E’ curioso come molte guide professioniste abbiamo perduto la consapevolezza della posta in gioco. Un tempo qualcuno aveva parlato, a tale proposito, della “sindrome del sagrestano”. Di questo passo, caro Cesa Bianchi, perché non suggerire a Rai2 di ambientare il prossimo “reality” nella basilica di San Francesco ad Assisi, o addirittura in San Pietro, a Roma? 

Forse sarebbe utile che rileggessi con attenzione il testo elaborato dal nostro ottimo comitato etico-scientifico. Con amicizia.

Carlo Alberto Pinelli, presidente di Mountain Wilderness Italia

4 thoughts on “Carlo Alberto Pinelli risponde al presidente delle guide impegnate nel reality della Rai. “L’alta montagna non è solo un fondale pittoresco”

  • 11/08/2015 at 08:07
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    Mentre qui in Italia si discute sul reality i nostri cugini francesi depositano sul “fondale pittoresco” cemento e un lungo tubo per fare il giro panoramico dell’Aigulle du Midi.

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  • 11/08/2015 at 01:44
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    Ma in fondo chi più di una guida ha fatto (o potrebbe aver fatto) e fa un importante investimento affettivo e morale sulla montagna incontaminata?

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  • Pingback: Carlo Alberto Pinelli risponde al presidente delle guide impegnate nel reality della RAI. “L’alta montagna non è solo un fondale pittoresco” | Neve & Valanghe - Schnee & Lawinen

  • 10/08/2015 at 16:08
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    Non mi stupisce il comunicato cerchiobottista dei vertici della categoria cui appartengo (da cui mi dissocio pubblicamente) del tutto simile a quello pronunciato sulla questione nuova super funivia Cervina-Valtournenche, con buona pace delle norme deontologiche generali che ricordano come la professione non può essere essere ridotta al mero fatto commerciale, regolato solo da criteri quantitativi.
    Mi risulta che un ordine professionale non “difende” cioè, a priori, il professionista, ma tutela e promuove la professione ed in questo caso le Guide nella società. Ruolo che risponde ad un interesse pubblico, che va oltre l’aspetto tecnico, investendo quello più generalmente culturale ed, in particolare, quello etico…

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