Campione della solidarietà alpina è quest’anno il polacco Jan Apoloniusz Rajwa. Medaglia d’oro agli eroi del Pelmo Bonafede e Giustina

Per il 44° anno a Pinzolo (TN) si assegna la Targa d’argento per la Solidarietà alpina, il più prestigioso premio internazionale attribuito a personalità del Soccorso alpino, ma anche a personaggi che fanno della solidarietà il loro credo. Tra questi, in passato, il pontefice Karol Woytila, grande amico della montagna, e il Dalai Lama ricevuto con tutti gli onori dal comitato presieduto da Angiolino Binelli, coraggioso pioniere del soccorso in montagna.

Quest’anno la Targa viene assegnata al polacco Jan Apoloniusz Rajwa che in un comunicato dell’organizzazione viene definito “uomo di vasta cultura, studioso e amante della montagna, una vita dedicata alla scienza e alla ricerca nel campo della speleologia per aver contribuito con le sue profonde conoscenze e la sua attività didattica alla formazione dei volontari del soccorso alpino specializzati in interventi dentro le grotte”.

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Viene premiato “per aver contribuito con le sue profonde conoscenze e la sua attività didattica alla formazione dei volontari del soccorso alpino specializzati in interventi dentro le grotte”.

In Raiwa il Comitato del premio ha inteso riconoscere sia l’importanza di quanti operano in questo settore sia la valenza delle sue ricerche e la disponibilità a tradurle in iniziative concrete a favore del prossimo. Fondamentalmente, il premiato di quest’anno è un uomo di scuola, alle spalle un curriculum di grande spessore fatto di studi, di insegnamento, di esperimenti ed splorazioni.

La cerimonia della premiazione si tiene sabato 19 settembre a Pinzolo in municipio alle ore 12, alla presenza di autorità civili, militari e religiose italiane e straniere, dell’Ambasciatore di Polonia a Roma Tomasz Orłowski, dei premiati nelle edizioni precedenti e della popolazione.

Nella circostanza vengono consegnate ai famigliari due medaglie d’oro alla memoria di Alberto Bonafede e Aldo Giustina, caduti durante una missione di soccorso sul Monte Pelmo, su segnalazione del presidente nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico Piergiorgio Baldracco e del Delegato CNSAS del Veneto Fabio Bristot.

Il programma prevede il tradizionale incontro del venerdì tra il premiato e alcune classi di alunni delle scuole primarie e secondarie dell’Istituto comprensivo della val Rendena e una serata musicale di benvenuto in onore degli ospiti.

BonafedeIl grande sogno di Alberto Bonafede

“Fare la Guida alpina”, scriveva Alberto Bonafede, che con Aldo Giustina riceve a Pinzolo una medaglia d’oro alla memoria, “è sempre stato il mio sogno. Ho cominciato a sciare e a scalare da piccolo e, quando vedevo mio padre (anche lui è una guida) che partiva con i clienti speravo sempre che mi portasse con lui. Quando accadeva ero il bambino più felice del mondo. Quindi già molto presto ho cominciato a frequentare le più facili scalate dei dintorni, di seguito, con gli amici e qualche volta con mio padre, ho ripetuto le più famose vie classiche delle Dolomiti. Poi sono entrato a far parte del Soccorso alpino e del gruppo Rocciatori Caprioli San Vito e, alla fine nel 1995, ho finalmente iniziato il corso Nazionale Guide Alpine. Questa è stata un’esperienza indimenticabile che mi ha permesso di conoscere molti luoghi ma soprattutto molta gente nuova in tutto l’arco alpino, dandomi la possibilità di scambiare opinioni e di mantenere preziose amicizie e contatti utili anche per il futuro. Finito il corso mi ritrovo qui in una zona tra le più belle del mondo ad esercitare questa meravigliosa professione”.

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