Passerelle sospese, bolle di vetro. Ecco la montagna acchiappaturisti

La piattaforma lignea che si protende dall’alto per consentire di ammirare la meravigliosa cascata del Toce in Val Formazza induce a pensare con una certa nostalgia ai tempi in cui in montagna l’offerta di brividi avveniva in modo discreto, nel rispetto del paesaggio che quassù alla Frua attirava negli anni Trenta i pionieri del turismo alpino. Oggi si investono cifre da capogiro per offrire qua e là nelle Alpi analoghi brividi. Con la speranza che il turista abbocchi senza sentirsi in dovere di amare la montagna con tutto l’oneroso corredo di attenzioni che ciò comporta.

Poco meno di un milione di euro è costata a Pré-Saint-Didier, secondo La Stampa, la passerella sull’Orrido sospesa a 180 metri di altezza su uno strapiombo con il Monte Bianco di fronte. A saltare subito all’occhio pare che sia il punto forte del percorso: ovvero una passerella che si proietta nel vuoto per 12 metri e mezzo. Una delizia, forse, chissà, non solo per i gonzi che vi si avventurano palpitando.

Peak Walk Les Diablerets
Il Peak Walk, grande attrazione a Les Diablerets, in Svizzera. In alto la vecchia piattaforma lignea sospesa sulla cascata del Toce in Val Formazza, prototipo degli artifici acchiappa-turisti (ph. Serafin/MountCity)

Sono stati invece investiti 500 mila euro dalla Compagnie du Mont Blanc per realizzare una “bolla” di vetro sospesa nel vuoto sopra un precipizio di circa 1.000 metri. Battezzata “Un passo nel vuoto”, è questa l’attrazione proposta ai turisti sul versante francese del Monte Bianco. La struttura – costituita da un’armatura di metallo e da cinque vetri – è collocata sull’Aiguille du Midi, a 3.842 metri di quota, sul versante francese. I visitatori possono entrare nella bolla e ammirare il panorama con l’emozione del vuoto sotto i piedi.

Ora giunge anche notizia di una maxi-passerella che dal 2016 consentirà ai visitatori di circolare liberamente attorno all’Aiguille du Midi (3.842 metri). I francesi la chiamano «la Pipe». E’ un tubo lungo 35 metri, qualcosa come  87 tonnellate d’acciaio. L’opera permetterà ai turisti di fare il giro completo dell’Aiguille du Midi.

Se questo è il trend del turismo alpino c’è poco da entusiasmarsi. Siamo all’ultima spiaggia ed è con un senso di pena che seguiamo il reiterarsi di queste costose proposte che sfruttano l’orrido insito nelle montagne esorcizzandolo con strutture di duralluminio e cristallo. E poi, ve ne sarete accorti, è tutto un illuminare nottetempo le montagne con le fotoelettriche (Cervino) e con fuochi artificiali, creando pirotecnici show di luci e di colori (la citata cascata del Toce è una delle tante…vittime). Come se le bellezze naturali non bastassero più a mandare in estasi i turisti.

Sembra dunque che senza proporre nuove emozioni da luna park sia impossibile attirare il turista ritenendolo a torto o a ragione un beota. E in questo gli svizzeri sono maestri. A Les Diablerets hanno appena inaugurato il Peak Walk, primo ponte sospeso al mondo che collega le vette di due montagne vicine. E’ la nuova grande attrazione della località elvetica. Dove la montagna è deliberatamente un luna park anche per merito (o per colpa?) della celebre “archistar” Mario Botta che proprio in quell’area, a 3000 m, ha progettato un ristorante “spaziale” in corrispondenza con la stazione a monte della funivia.

Qui i raffinati degustatori delle alte quote possono provare un’esperienza definita… “gastroramica”: un neologismo che indicherebbe la fusione della gastronomia con un panorama mozzafiato. Questo perlomeno si legge nelle promozioni elvetiche su internet che hanno il pregio di non temere il ridicolo. Di questo passo dove andremo gastroramicamente a finire?

Vi proponiamo ora, per gentile concessione, la lettura di quanto scrive dettagliatamente sulla Stampa Cristian Pellissier a proposito del ponte (sull’) orrido appena creato a Pré-Saint- Didier.

E per pavimento una griglia trasparente

Una spesa di poco meno di un milione di euro per realizzare un sentiero panoramico lungo l’Orrido di Pré-Saint-Didier. Il progetto è stato lanciato dall’amministrazione comunale e finanziato dall’assessorato regionale del Territorio. I lavori sono conclusi da poco, è stata superata anche la fase dei collaudi e probabilmente già la prossima primavera il tracciato sarà inaugurato ufficialmente. A saltare subito all’occhio è il punto forte del percorso, ovvero una passerella che si proietta nel vuoto per 12 metri e mezzo; sotto ai piedi uno strapiombo di 180 metri, di fronte tutta la catena del Monte Bianco.  

Salto nel vuoto
Il “salto nel vuoto” all’Aguille du Midi.

Il progetto è stato illustrato nell’ambito del convegno “Vivere le Alpi”, organizzato dalla Fondazione Courmayeur. A svelare i dettagli dei lavori è stato il progettista e direttore dei lavori, l’ingegnere Marco Fiou. “Abbiamo voluto dare una sensazione di leggerezza”. Ecco qual è stata la linea guida nell’ideazione della passerella, ed ecco perché si è puntato sulle trasparenze. La vera protagonista non doveva essere la passerella ma la vista che la stessa regala, sia guardando verso il basso, sia guardando verso l’alto. 

Il sentiero parte dallo stabilimento termale e arriva sino al Parco avventura, lo si percorre tutto con una passeggiata di circa mezz’ora. L’obiettivo del Comune era quello di “riqualificare la zona per ampliare l’offerta turistica. I numeri sono interessanti. È stato lo stesso Fiou a snocciolarli: “Abbiamo calcolato che su questo percorso, e quindi sulla passerella, potrebbero passare 10-15 mila persone all’anno”. Il numero è stato calcolato tenendo conto delle presenze sia delle Terme sia del Parco avventura.  

Per realizzare la passerella sono stati spesi 434 mila euro. “Sono state varie”, ha spiegato l’ingegner Fiou, “le problematiche che abbiamo dovuto affrontare, soprattutto legate alla sicurezza, e quindi alla realizzazione delle fondamenta”. E non sono mancati gli imprevisti: “Noi ci aspettavamo che nella zona ci fosse molta roccia, invece proprio in quel punto c’era molto materiale sciolto”. Solo per le fondazioni della passerella sono stati spesi 149 mila euro. Sono stati inseriti dei pali nel terreno, poi reso stabile da cemento armato, infine sono state posizionate delle funi che reggono la struttura.  

La passerella è completamente in metallo, ma l’effetto leggerezza è stato centrato grazie alla trasparenza. Come camminamento una griglia, che permette di vedere cosa c’è sotto ai propri piedi. “In un primo momento si era pensato”, ricorda Fiou, “di posizionare ringhiere vetrate”. Poi l’opzione è stata scartata per i costi e per la funzionalità. “Abbiamo considerato vari aspetti: le vetrate necessitano di pulizia e durano meno. Così abbiamo scelto l’acciaio zincato, non serve nessuna manutenzione e possiamo essere certi che tra 50 anni sarà ancora nelle stesse condizioni di oggi. La sensazione aerea che si prova camminandoci sopra è molto forte”. Il sentiero è delimitato da una staccionata realizzata in legno di castagno, ed è costato 228 mila euro. 

Cristian Pellissier

Fonte: http://www.lastampa.it/2013/11/05/edizioni/aosta/brividi-a-prsaintdidier-pronta-la-passerella-sullorrido-sospesi-a-metri-di-altezza-grWjm2b0tshVMkEedJvoRJ/pagina.html

One thought on “Passerelle sospese, bolle di vetro. Ecco la montagna acchiappaturisti

Commenta la notizia.