Manolo e Brunello s’incontrano al Festival della mente

Logo festiival della menteSegnatevi la data: sabato 5 settembre 2015. E il luogo: Sarzana, in provincia di La Spezia. Il grande musicista Mario Brunello e il grande scalatore Manolo detto il mago, classe 1958, tentano di raccontare l’immensità della natura, l’importanza del silenzio e la ricerca infinita della libertà. L’incontro, in programma alle ore 15.30 nel corso del Festival della mente giunto alla dodicesima edizione, s’intitola  “La montagna e il silenzio”. Ascoltare Manolo, al secolo Maurizio Zanolla, è sempre un piacere, sentirlo parlare di montagna può mandare in estasi i suoi tanti ammiratori. Ma che cosa lega lo scalatore di Fiera di Primiero e il violoncellista Brunello? Sono due le passioni condivise da uno dei violoncellisti più apprezzati al mondo e da uno dei pionieri italiani dell’arrampicata libera: la montagna e, appunto, il “silenzio”. Se Brunello ha portato la musica classica sulle più alte vette alpine per liberarla dai cliché e dai rituali del concerto, e per immergerla nel silenzio più puro, Manolo ha vissuto la sua dedizione verso l’arrampicata su placca verticale, spesso in free solo, testando i propri limiti, sfidando il pericolo a mani nude, al di fuori delle regole, in mezzo al silenzio delle pareti di roccia.

Brunello
Mario Brunello e, sopra il titolo, Manolo con la figlioletta Alice (ph. Serafin/MountCity)

Il Festival della mente in programma dal 4 al 6 settembre 2015 viene considerato la prima rassegna europea dedicata alla creatività e ai processi creativi. Il filo conduttore quest’anno riguarda la responsabilità, tema intrigante per un paese – l’Italia – dove la colpa è sempre di qualcun altro. Sessanta sono i relatori internazionali in 38 incontri. Tutti da scoprire.

Brunello, che sarà anche possibile ascoltare domenica 6 sulle Apuane a patto di raggiungere a piedi il sito del concerto, è stato il primo italiano a vincere il Concorso Čaikovskij di Mosca. Il suo repertorio spazia dalla musica barocca e Bach alla musica contemporanea e al jazz. Suona un violoncello Maggini del ‘600. Ha sempre preso parte alla manifestazione “I Suoni delle Dolomiti”, che ogni anno porta in quota la musica colta e classica. Ha pubblicato “Fuori con la musica” (Rizzoli, 2011) e “Silenzio” (Il Mulino, 2014).

Maurizio Zanolla, in arte Manolo, è stato il primo in Italia a praticare l’arrampicata libera e il primo italiano a salire una via d’arrampicata di difficolta 8b. Ha praticato il free solo climbing fino all’8a con “Masala Dosa” in Totoga nel 1992. Nel 2006, a 48 anni, sale il suo primo 9a, “Bain de Sang” nella falesia svizzera di Saint-Loup. Nel 2009, a 51 anni, chioda e libera “Eternit” nella falesia del Baule. Non ha mai voluto partecipare alle competizioni di arrampicata.

Nel 2012 Manolo incantò il Trentofilmfestival con il film “Verticalmente démodé” in cui portava a compimento un progetto iniziato negli anni 90, quando su quello specchio di roccia non vedeva altro che rughe disegnate e pochi appigli sfuggenti. Arrampicare per lui non è solo un gesto atletico, una performance sportiva, ma, come in questo caso, un atto d’immaginazione in bilico tra l’ossessione e la catarsi.

Festival della mente
La rassegna sugli spalti del castello di Sarzana.

Certamente l’alpinismo è per Manolo ricerca interiore, ricerca di equilibrio e di espansione di se stesso. Quanto questa ricerca può averlo aiutato anche nella vita ordinaria, per esempio nel rapporto con i figli Alice e Nicolò? “Credo che la montagna”, ha risposto recentemente Manolo al giornalista Matteo Serafin, “mi abbia aiutato in tutto quello ho fatto nella vita. Ha trasformato la paura di un bimbo in un rispettoso timore, piegando l’arroganza dell’adolescenza. Attraverso la fatica la montagna mi ha poi insegnato ad apprezzare e misurare le cose raggiunte. Quanto all’equilibrio è certo stata la più grande e irraggiungibile ambizione della mia vita. Credo di non avere il tempo per raggiungerlo, ma il percorso mi ha insegnato che l’apparente inutile attività di scalare le montagne nasconde anche, fra le altre cose, quel germe che permette e permetterà all’uomo di continuare a conoscersi, e soprattutto di esplorare al di là di ogni razionalità”.

Per saperne di più:

http://www.festivaldellamente.it/it/category/edizione-attuale/

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