La tragedia del traffico di bambini in Guatemala

Un’edizione vulcanica. E non è soltanto un modo di dire, perché sono i vulcani i protagonisti del XXI Film Festival della Lessinia che si è aperto a Bosco Chiesanuova sabato 22 agosto 2015. La rassegna cinematografica dedicata alla vita, storia e tradizioni in montagna, nel suo omaggio tematico annuale dedica ai vulcani una ricca retrospettiva a partire dal film inaugurale, il bellissimo “Ixcanul – Vulcano” dal Guatemala vincitore dell’Orso d’Argento alla Berlinale 2015. E’stato il primo dei 60 film in programma quest’anno, provenienti da 26 paesi di tutti i continenti, molti dei quali in anteprima italiana, per dieci giorni di proiezioni a cui sono attesi 15.000 tra spettatori e visitatori. Per chi se lo fosse perso nella stagione cinematografica appena trascorsa, va ricordato che “Ixcanul – Vulcano” rappresenta un affascinante viaggio nel cuore della comunità Maya. E’ una storia di denuncia contro la colonizzazione ambientata nella comunità indigena Kaqchikel. A raccontarla, sul grande schermo le immagini del lungometraggio-rivelazione, opera prima di Jayro Bustamante che ha conquistato l’Orso d’Argento alla Berlinale 2015.

Guatemala famiglia
La grande montagna ostacola i sogni della ragazza…

Protagonista è la diciassettenne Maria, ragazza maya che vive e lavora con i genitori nei campi di caffè alle pendici di un vulcano attivo. La grande montagna non è l’unico ostacolo al sogno di trasferirsi nella “grande città”. La sua condizione non le permette di cambiare il proprio destino: a breve la attende un matrimonio combinato con Ignacio, il supervisore della piantagione.

L’unica via d’uscita si chiama Pepe, raccoglitore di caffè che vorrebbe andare negli Stati Uniti: Maria lo seduce per poter fuggire insieme a lui, ma dopo promesse e incontri clandestini, il giovane se ne va e la abbandona incinta.

Il morso di un serpente costringe Maria a raggiungere quel “mondo moderno” tanto desiderato. La vita è salva, ma a un prezzo che non si sarebbe aspettata. “Ho trascorso la mia infanzia sugli altipiani del Guatemala, la terra dei Maya, circondata di vulcani e permeata di antiche tradizioni indigene” premette Bustamante nelle note di regia. “Anni dopo, mia madre condivise con me la sua indignazione quando scoprii che alcuni funzionari sanitari pubblici erano coinvolti nel sequestro di bambini maya”.

Questo è stato il punto di partenza di questo racconto struggente che si vale di una fotografia prestigiosa consentendoci di scoprire ambienti naturali straordinari. “Sfortunatamente, le comunità che abitano gli altipiani guatemaltechi dove sono cresciuto sono sempre state afflitte da un elevato tasso di discriminazione e hanno subito il violento impatto del traffico di minori nel corso del conflitto armato che ha flagellato il Paese e anche oltre. Il rapimento di bambini in Guatemala non è un segreto: con soli 14 milioni di abitanti, il Guatemala è diventato il principale Paese esportatore di bambini nel mondo. L’Onu riferisce di 400 sequestri di minori ogni anno, portati a termine in condizioni di assoluta impunità”.

Per saperne di più:

http://www.ffdl.it/it/blog/articolo/30/un-edizione-vulcanica

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