L’agonia di un ghiacciaio diventato un fantasma

Era il secondo ghiacciaio delle Dolomiti, ora è quasi un fantasma. E i turisti salgono ad ammirarlo per l’ultima volta. Su “Trentino / Corriere delle Alpi” Andrea Selva racconta con significative immagini l’agonia del Fradusta che scende nel versante nord dell’omonima montagna (2.939 m), una delle principali vette delle Pale di San Martino, in provincia di Trento. Era il 2009 quando gli esperti del comitato glaciologico della Sat (Società Alpinisti Tridentini) avevano previsto la fine di questo ghiacciaio entro il 2015. Ci siamo, praticamente. E oggi la grande attrazione è vedere per l’ultima volta questo ghiacciaio morente che – nonostante un paio di inverni molto nevosi e un’estate autunnale come quella dell’anno scorso che ne hanno prolungato l’agonia – ha le stagioni contate. Quest’anno c’è, l’anno prossimo si vedrà. Lo spettacolo è per così dire agghiacciante. Il ghiacciaio muore sotto gli occhi dei turisti in pantaloncini corti, con l’acqua che scorre abbondante (anche di notte) producendo uno scroscio che pare la colonna sonora del riscaldamento globale. Ma niente applausi, per favore.

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