Il dolore di Messner per la morte del suo maestro

L’inaugurazione del nuovo museo alla Plose sopra Bressanone, la presentazione del libro sul Cervino e ora la partecipazione all’Expo come altoatesino doc a fare da testimonial allo speck proveniente dalla sua terra. Non c’è tregua per il vecchio Reinhold Messner (settanta e passa primavere) che si sta spendendo anche per aiutare gli amici del Nepal.

Sepp Mayerl
Sepp Mayerl e, sopra il titolo, Messner durante una tavola rotonda pro Nepal a Castel Firmian (ph. Serafin/MountCity)

Purtroppo in questi giorni una brutta notizia lo ha addolorato. Scalando nelle Dolomiti di Lienz ha perso la vita il suo maestro Sepp Mayerl che aveva 75 anni. Assieme a un collega stava salendo la “parete delle aquile” (Adlerwand) vicino a Lavant, al confine fra la provincia di Bolzano e la Carinzia. Messner sostiene che difficilmente sarebbe sopravvissuto nelle sue esperienze estreme se non fosse passato attraverso la scuola di Mayerl “uno dei pochi alpinisti in grado di procedere su ogni tipo di terreno. Non è uno specialista, sa arrampicare bene tanto su ghiaccio quanto su roccia: ha acquistato questa capacità passo per passo in anni di esperienze”.

Cervino di Messner
Il libro uscito per i 150 anni della prima scalata al Cervino.

Dell’Expo, Messner è ospite il 28 agosto. Nel corso della sua giornata milanese ha in programma la visita del Padiglione Zero, dello spazio dell’Alto Adige e del padiglione del Nepal, per lui una seconda patria (lo speck Alto Adige Igp viene proposto anche in versione gelato gastronomico nel “Gelato salumato” degli chef Filippo Novelli, Campione del Mondo di Gelateria, e Ciro Fraddanno di Athenaeum , l’Accademia del gelato di Comprital: ma tutto questo non sembra riguardare la visita del re degli ottomila).

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