Il grande abbraccio della val Formazza agli amici svizzeri

Abbraccio
L’incontro del sindaco di Formazza Bruna Piera Papa con i someggiatori dello sbrinz (sopra il titolo, l’arrivo sui prati di Riale). Ph. Serafin/MountCity

Ad attendere i someggiatori svizzeri a Riale con la fascia tricolore sopra la felpa color malva c’era Bruna Piera Papa, sindaco di Formazza. Sui prati fiumi di turisti, un mercatino di oggetti di artigianato e il rincorrersi dei bimbi in costume walser. La carovana “extracomunitaria” della Sbrinz Route proveniente dal Lago dei Quattro Cantoni sembrava non arrivare mai, dispersa tra le brume dei pascoli di Bettelmatt.

Ma nessuno aveva fretta quel 27 agosto. Il mondaccio cane di questa estate funestata dalla tragedia infinita dei migranti sembrava remoto, irreale, totalmente estraneo (com’è logico) all’atmosfera gioiosa che Bruna Piera Papa orchestrava con maestria scrutando dietro gli occhiali lassù, verso la diga di Morasco, l’arrivo degli amici elvetici un po’ provati dalla lunga camminata.

Infine l’incontro che più festoso non si può immaginare. E l’abbraccio con il capocarovana dai baffoni spioventi, lo sguardo magnetico, il cappello orlato di fiori di campo. Poi un beve scambio di cortesie sui prati e l’omaggio agli svizzeri del bel volume di Enrico Rizzi “Storia della Val Formazza” edito da Sandro Grossi di Domodossola.

Someggiiatori sbrinz
La carovana ha varcato il confine italiano al passo del Gries, in alta Val Formazza (ph. Serafin/MountCity)

Ancora una volta è stata un’edizione felicemente riuscita questa della Sbrinz Route, entrata tra ragli e nitriti in questo verde territorio nella parte nord orientale dell’Ossola dove i 446 abitanti vivono nelle loro casette di favola, in tre per chilometro quadro.

Quest’anno erano una ventina i muli e cavalli, compreso un pony bizzoso, con cui gli svizzeri sono “calati” in Italia attraverso lo storico passo del Gries (2479 metri), arrivando fino alla piazza Mercato di Domodossola in un tripudio di bandierine dei vari cantoni e di fiori di campo. Come sempre erano stracarichi di forme di sbrinz, il formaggio che sembra aver soppiantato nell’immagine della gastronomia elvetica il celeberrimo Emmenthal. Ma che, diciamolo francamente e con tutto il rispetto per gli amici biancocrociati, impallidisce davanti alla fragranza dei bettelmat e dei kastel che deliziano i palati qui nell’Ossola.

Festa a Riale
La festa sui prati di Riale in onore della “Sbrinz Route” sullo sfondo della Walser Schtuba (ph. Serafin/MountCity)

La carovana dello Sbrinz è l’evidente frutto di un’accorta operazione di marketing.  Ma non solo. Questa rievocazione in costume ha un senso preciso. Lungo le mulattiere dell’Ossola percorse dai someggiatori, per secoli il traffico è sempre stato intenso in un senso e nell’altro e un vivo sentimento di amicizia ha sempre legato ossolani e vallesani. Oggi quei percorsi rappresentano il meglio che può offrire l’escursionismo tra queste Alpi Lepontine e sempre più si parla di una ciclabile che da Domodossola compia a ritroso il cammino della Sbrinz Route risalendo il Toce ed entrando nella vicina Confederazione attraverso il passo San Giacomo.

http://www.sbrinz-route.ch/home.html

Papa con walser

Una terra guidata da una Papa (il sindaco) e da un Re (il parroco)

“Siamo felici di accogliere la Sbrinz Route e di ripercorrere in tal modo le origini della comunità di Formazza che ha vissuto con questi mezzi di trasporto fino a cento anni fa”, ha detto Bruna Piera Papa, sindaco di Formazza, che all’arrivo della Sbrinz Route ha guidato a Viale con la fascia tricolore la delegazione walser. Particolare curioso. I formazzini si vantano di disporre tra i loro rappresentanti di un Papa (meglio sarebbe dire una Papa) e di un Re, facendo riferimento al parroco don Aldo Re, dipendente dalla Diocesi di Novara. Nella foto Bruna Papa all’incontro con gli amici svizzeri, poco prima di ricevere il focoso abbraccio di Daniel Fluher, il capocarovana dei someggiatori che al suo arrivo si annuncia con un urlo da cow boy (ph. Serafin/MountCity)

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