“Everest e “Storie sospese”, doppia delusione alla Mostra del Cinema. Così frana sui grandi schermi il mito della montagna

Magra figura per la montagna alla Mostra del cinema. Zero applausi, zero fischi, praticamente nessuna reazione per “Everest”, il film che ha aperto fuori concorso la 72esima edizione della rassegna di Venezia. E gelo totale in sala: non poteva andare diversamente considerato l’argomento. Di qualche interesse invece “Storie sospese” arrivato per primo sugli schermi dei grandi circuiti, tutto giocato sull’attività di uno scalatore professionista esperto in disgaggi.

Il regista Stefano Chiantini (formato alla scuola di maestri della scrittura come Scarpelli, Cerami, Petraglia e Bruni) muove dalla vicenda reale di un borgo dell’Appennino bolognese che da un quindicennio combatte con il turbamento geologico del territorio attribuito dagli abitanti ai lavori di raddoppio dell’autostrada.

Thomas è un rocciatore ruvido e solitario che lavora per mettere in sicurezza le pareti. Sente di avere sulla coscienza la morte di un compagno la cui corda si è spezzata per un’avventatezza. Rimasto senza lavoro e con una famiglia da mantenere, Thomas accetta l’offerta di un vecchio “collega di roccia” che adesso gestisce una piccola impresa: c’è un lavoro per lui nello scavo di un tunnel autostradale che però è all’origine di frane che mettono a rischio, secondo un probo geologo, la sopravvivenza di un paese e turbano la fragile coscienza dello scalatore.

L’argomento è di attualità (si veda non solo il movimento di protesta no-TAV ma anche la frana di Ripoli, ai cui abitanti è dedicato il film), ma alle buone intenzioni del regista corrispondono una sceneggiatura sfilacciata, dialoghi colmi di banalità, attori volenterosi lasciati alla deriva. Irritante addirittura il personaggio della maestrina che si batte contro le speculazioni, interpretata da Maya Sansa che fa gli occhi dolci allo sposatissimo Thomas.

Per chi è interessato all’argomento, la cinepresa indugia sulla messa in sicurezza delle pareti, sul corretto uso del trapano per forare le rocce, sulle discese su corde statiche, ecc. Ma se questi sono i risultati, c’è il rischio che sulla montagna degli schermi precipiti un’indifferenza più distruttiva delle peggiori valanghe.

http://www.comingsoon.it/film/storie-sospese/50631/scheda/

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