Nel museo di Ogliari una montagna che non c’è più

Un traliccio di sostegno divelto, seggiolini di un impianto di risalita, un grosso motore diesel in primo piano e tutto intorno macerie. Una frana sembra essersi abbattuta su ciò che poteva essere una stazione sciistica, ma non ci troviamo in montagna ma sulle rive di quel Lago Maggiore che non ha saputo trovare i soldi per evitare la chiusura di un impianto funiviario storico ed importante come il collegamento Stresa – Mottarone.

Funicolare Brunate
La funicolare che s’inerpicava da Como a Brunate. Sopra il titolo il postale che in una giornata portava da Domodossola a Briga scavalcando il Sempione.

Qui siamo a Ranco e questi pochi relitti sono ciò che resta della sede originale del Museo dei Trasporti dedicato all’avvocato milanese Francesco Ogliari che ha riaperto venerdì 4 settembre presso la prestigiosa sede di Volandia a poca distanza dal Terminal Uno di Malpensa.

Duecentocinquantamila euro, una cifra ingente, è costato il trasloco dell’eredità che la famiglia Ogliari ha lasciato a Volandia ed alla comunità Lombarda che ha risposto con slancio grazie all’intervento di enti pubblici e privati come Regione Lombardia, Provincia di Varese, Fondazione Cariplo, Fondazione Comunitaria del Varesotto e Ferrovie Nord Milano.

Chi non conosceva questo museo privato, ma sempre aperto gratuitamente al pubblico, non può capire quante carrozze, locomotive a vapore ed elettriche, impianti di risalita, tram, autobus erano stati raccolti in anni di passione assieme a pensiline ferroviarie, semafori, orologi da stazione, lampioni  (si dice 25000 pezzi!) .

La nuova sede di Volandia offre una superficie ben maggiore e la possibilità di passeggiare fra i mezzi esposti (e di visitarne alcuni) osservandoli dopo aver letto chiari cartelli esplicativi che ne raccontano la storia.

Ferrovia Monte Generoso
Un pezzo di storia dei trasporti in montagna: la ferrovia del Monte Generoso.

Per gli appassionati di montagna ci sono sorprese interessanti a cominciare da una carrozza postale svizzera che faceva il tratto Domodossola – Briga attraverso il Sempione. A bordo il manichino di una elegante signora dell’Ottocento sembra attendere ancora la partenza. A seguire il vagone bianco-azzurro della linea delle Centovalli, poi il trenino che saliva al Monte Generoso negli anni Sessanta.

Poco lontano, impennata come quando si trovava nella sua stazione di Como, un vagone della funicolare che sale a Brunate inaugurata nel 1890. Non meno importante, anche per l’originale sistema di trazione misto ferro-gomma, la Guidovia della Guardia che portava dal mare fino al monte Figogna (800 m) nel genovese. Entrato in funzione del 1929 terminò il suo servizio nel 1967.

Anche una funivia fa parte della collezione. Ora aspetta solo di essere restaurata per poter essere di nuovo esposta al pubblico.

Una bella gita, cari ricordi per i nonni e divertimento assicurato per i nipotini che, per quanto riguarda il museo Ogliari, termina con la visita all’enorme plastico ferroviario che occupa la superficie di un grosso appartamento di sei locali. Ma non finisce così: qui, nella stessa sala, inizia la visita al Museo del Volo con un tuffo nella storia, nell’attualità e nel futuro dell’aviazione e della conquista dello spazio.

Testo e foto di Dario Monti

www.viestoriche.net

OgliariL’avvocato con il pallino dei vecchi treni

Milanese, Francesco Ogliari (1931-3009) a cui è dedicato il Museo dei Trasporti a Volandia è stato avvocato di Cassazione, dottore di filosofia e diritto canonico, professore di storia dei trasporti. Per venticinque anni ha presieduto il Museo nazionale della scienza e della tecnica di Milano. Ha scritto una Storia dei trasporti in ottanta volumi e molteplici testi di storia e di altre discipline. Eccolo felice a bordo di uno dei “suoi” treni d’epoca.

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