Alpe Devero sotto assedio?

A pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca. Che cosa rappresentano le ruspe che in questa estate del 2015 ormai quasi alle spalle allargano l’unica pista di sci dell’Alpe Devero lasciandosi dietro una larga scia di terreno rossiccio che appare come una ferita nel verde intenso dei pascoli e delle foreste di questo angolo di paradiso? E’ ipotizzabile che sia in corso un progetto per il rilancio invernale di questo grande spazio dell’Ossola a più di 1600 metri? Chi scrive è rimasto sorpreso nel vedere all’opera “ruspe” e “benne” che spostavano massi, ammorbidivano pendenze. Si può immaginare che fosse per aumentare la valenza tecnica della pista?

Ciamporino invernale
L’area sciistica di Ciamporino sul versante della Val Divedro. Sopra il titolo sono visibili gli sbancamenti sull’attuale pista che scende all’Alpe Devero (ph.Serafin/MountCity)

Ora però una notizia che forse taglia la testa al toro. Al Devero in nome dello sci si commettono abusi che finalmente sono stati scoperti, come annuncia il sito wwwdovesciare.it riferendosi a una notizia riportata dal quotidiano La Stampa. “Alcuni lavori tra le piste da sci Cervandone e Loccia Ronda, all’Alpe Devero, sono stati casualmente scoperti dalla Forestale di Baceno”, spiega Dovesciare. “Alla quota di circa 2000 metri, in area protetta, sono stati trovati due escavatori che avevano già realizzato un tracciato di 300 metri, probabilmente utile a collegare due skilift e percorribile anche con mezzi fuoristrada. Non c’erano tuttavia le necessarie autorizzazioni per i lavori che, visto che si tratta di una Sic (una zona protetta come Sito di interesse comunitario), dovevano essere rilasciate anche dalla Regione e dalla soprintendenza e non solo dal comune competente. Il cantiere a quanto risulta è stato messo sotto sequestro; tra i reati contestati c’è l’abuso edilizio, paesaggistico e idrogeologico”.

Meno male che la Forestale ancora esiste e sta con le orecchie dritte. Se un “rilancio” davvero fosse in programma per movimentare i placidi inverni del Devero, non sarebbe da escludere l’aggancio alla rampante stazione invernale di Ciamporino sul versante della Val Divedro che in questi anni, grazie a robusti investimenti esteri (un magnate russo, si dice), si sta vistosamente allargando. Ora salendo al lago Sangiatto nel Grande Est del Devero si vede già chiaramente (e minacciosamente) spuntare verso sud la stazione a monte degli impianti di Ciamporino, a 2488 metri di quota.

Per chi ama il Devero è come se un orco si affacciasse in questo angolo di Piemonte che si ritiene protetto dalle colate di cemento soprattutto perché si trova nel Parco Naturale Veglia-Devero. Al progetto di collegamento accennano comunque Livia Olivelli e Alberto Paleari nel loro documentatissimo libro “Ossola bella e buona” (Monterosa edizioni).

Devero impianti
La partenza della seggiovia all’Alpe Devero (ph. Serafin/MountCity)

La possibilità di unire i due comprensori di Ciamporino e del Devero, dove nel frattempo sono stati creati centinaia di posti macchina al coperto e all’aperto (indispensabili in estate nei periodi di punta), dipenderebbe da una semplice parolina: l’aggettivo “contiguo”. Stando alle mappe, infatti, gran parte del Devero e dell’attigua val Bondolero sono considerate “aree contigue” al Parco.

“Gran bella invenzione”, commentano ironicamente la Olivelli e Paleari. “Nel parco, fosse per le leggi e i regolamenti, sarebbe vietato tutto: salvo…tranne…fatta eccezione per …se non in funzione di…fatto salvo che…se non autorizzato da…in deroga al…”. Ma dove l’area è semplicemente (e inspiegabilmente) “contigua” al Parco regolamenti e divieti cessano di esistere. Semplice no?

E allora? “Se vogliono che il Devero resti il posto più bello del mondo”, sostengono Livia e Alberto (e noi, modestamente, con loro), “bisogna che gli abitanti, gli operatori, i frequentatori, si oppongano alla costruzione di nuovi impianti sciistici. Il posto più bello del mondo non si eredita, bisogna mantenerlo ogni giorno con amore e costanza. Abitare, svolgere la propria attività, o anche solo passare qualche giorno di vacanza nel posto più bello del mondo (che però è anche uno dei posti più difficili del mondo) è frutto di scelte intelligenti e responsabili, è frutto di amore e cultura, di buona volontà, a volte di sacrificio”.

E intanto che cosa stanno tramando sull’altro versante? Per la fine del 2016 a San Domenico di Varzo, una nuova cabina a otto posti congiungerà il paese a Ciamporino con fermata intermedia alla Casa Rossa in sostituzione della seggiovia. “C’è solo un impianto di questo tipo in Europa e lo stanno costruendo in Svizzera, sarà sempre con design Porsche, come l’ultima seggiovia inaugurata. La novità sarà poi la fermata intermedia sotto terra, quasi come fosse una stazione della metropolitana: sarà così un impianto a bassissimo impatto ambientale”, ha spiegato al sito “Neveitalia” Andrea Malagoni, responsabile tecnico della San Domenico Ski.

Va da se che la bellezza e l’importanza dei luoghi dal punto di vista naturalistico sono testimoniate dalla vicinanza, anzi, dalla “contiguità” del Parco Naturale Veglia e Devero. E’ certo, certissimo anzi probabile che le due aree possano confluire in un grande comprensorio sciistico a oltre 1600 metri di quota. Dove la neve, ben che vada, cade abbondante e rimane a lungo. Per la gioia, almeno per ora, soprattutto di scialpinisti e ciaspolatori.

Vedere anche:

http://www.neveitalia.it/ski/sandomenico/news/a-san-domenico-di-varzo-una-nuova-cabinovia-per-il-2016

http://www.dovesciare.it/news/15/09/2015/alpe-devero-collegamento-tra-skilift-abusivo-sigilli-al-cantiere

15 thoughts on “Alpe Devero sotto assedio?

  • 21/09/2015 at 23:08
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    Il futuro della montagna è nel turismo sostenibile fatto di qualità e non di quantità…basato sulla tutela del territorio sul mantenimento delle peculiarità locali, sul rispetto delle tradizioni…e non sulla massificazione e sul turismo usa e getta dello sci !! Ma è mai possibile che dopo tanti anni di errori non si riesca ancora a capire che il vero capitale su cui investire è questo?? Chi vive in montagna e nega questo nega il proprio passato e bestemmia contro chi prima di lui a sudato per creare quell’equilibrio uomo-territorio che oggi sembra non importare più a nessuno!
    Per fortuna oggi qualche legge che tutela il territorio c’è…ed è giusto che chi le infrange venga perseguito!

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  • 20/09/2015 at 09:57
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    E’ sempre pietoso per un montanaro come il sottoscritto leggere le reazioni di gente che vive in montagna contro chi vuole salvaguardare l’ambiente. Questi montanari attratti da uno sviluppo che fugge il progresso stanno consolidando l’immagine del montanaro isolato, ignorante, aggressivo. So che non è così, si tratta di una minoranza, ma questa minoranza sa urlare e offendere con slogan banali che si ripetono da 50 anni. A Devero è possibile fare altro, proporre altre strade che incrocino un turista più affezionato, stabile. A Devero è possibile riprendere il controllo, quindi il lavoro autentico della montagna. Solo che è necessario abbandonare schematismi ripetitivi e fallimentari, che osserviamo anche in Alto Adige, in Trentino dove debiti abnormi degli impianti vengono ripagati con soldi pubblici, ovunque. Probabilmente chi ha scritto troppo di Alto Adige non conosce la situazione. A differenza loro io vi vivo: rispettando altri meriti della gente dell’Alto Adige, specie riguardo paesaggio e agricoltura.

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  • 18/09/2015 at 15:34
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    Appartenendo alla “gente di merda”, termine con cui ci apostrofa uno dei nostri interlocutori il cui commento demenziale siamo costretti, per decenza, a cestinare, vorremmo semplicemente osservare che al Devero, in nome di un presunto sviluppo, è stata violata la legge e che un sindaco ha autorizzato lavori di sbancamento che fino a prova contraria non si potevano e dovevano fare in quell’area. Se e quando ci sarà un chiarimento per questa incresciosa situazione, saremo lieti di darne notizia.

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  • 17/09/2015 at 12:20
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    quella che chiamate ferita marrone è terra, dove crescerà della bellissima erba di colore verde, semplice movimento terra, paragonabile ad un campo arato, non vedo il problema, il territorio va vissuto tutti i giorni per conoscerlo

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  • 17/09/2015 at 11:28
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    Chi ha scritto questo articolo dovrebbe fare il politico… solo problemi e complicazioni… il devero ha bisogno di manutenzione e sviluppo! Vorrei anche ricordare che se non fosse arrivata l’enel, questo angolo di paradiso, sarebbe sconosciuto alla maggior parte della gente e molto probabilmente oggi non ci sarebbe nulla…

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  • 17/09/2015 at 11:07
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    Mi augurerei, che i ciaspolatori, che tanto strillano in inverno, riportassero i loro rifiuti, deiezioni comprese a valle, a casa loro, invece di insozzare la piccola perla delle alpi.
    E magari, anche i tanti turisti che in estate la frequentano, tutti non attrezzati per la montagna,

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  • 17/09/2015 at 10:42
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    Pessimo articolo (articolo e’ un eufemismo). Caro autore prova a vivere in montagna, prova a spalare la neve, prova a vedere la tua valle in agonia, prova a combattere con regolamenti fatti per la pianura, prova a conoscere quello di cui parli. Poi esprimi la tua.

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    • 18/09/2015 at 12:43
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      Esattamente !!! Non sanno di cosa parlano !!

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  • 17/09/2015 at 09:32
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    Bellissime parole, però a me sembrano che non hanno alcun fondamento, si gli impianti da sci avranno ben un impatto ma se costruiti bene sara pur minimo. bisogna sostenere idee che fanno crescere il territorio, sepre ovvio senza esagerare, ma se non si fa niente cosa si crede che succedera, con il passare del tempo e l’aumentare dei vincoli e delle leggi anche quei pochi che hanno attività saranno costretti a chiudere e rimarra solo una valle incantata per quei pochi che il weekend fanno una passeggiata magari anche con i panini e senza portare alcun beneficio alla comunità. Mi chiedo come mai tutti sostengono l’alpe devero e pochi amano la parte vicina del parco l’alpe veglia, forse perche a devero hanno costruito una strada che ti porta comodamente alla piana e a veglia devi salire a piedi? ma salendo a piedi non e piu suggestivo e piu affascinante? vorrei vedere se non avessero costruito la strada per devero e bisognerebbe partire da Goglio quanta gente amerebbe devero. in conclusione io credo che alcune opere, costruite con i giusti criteri, siano importanti per far conoscere e amare e far crescere un terrritorio.

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  • 17/09/2015 at 09:09
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    Com’è possibile paragonare la vastità dell’Alto Adige (o dell’Engadina) con l’ambiente raccolto e naturalisticamente prezioso del Devero? Dove i turisti che salgono d’estate fanno il pieno di ossigeno e di polenta con le salsicce, altro che cappuccio e brioche. E dove il pubblico servizio navette per ridurre l’impatto del traffico lascia parecchio a desiderare a beneficio dei più redditizi taxi.

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  • 17/09/2015 at 09:07
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    Ma per piacere! La mantieni tu la gente che vive in Devero?? È una valle che sta morendo, facile venir su una volta all’anno e poi aver la presunzione ed il coraggio di dire: “non toccatemi il posto più bello del mondo altrimenti poi quando vengo in vacanza non posso più dire ai miei amichetti della bassa che sono stato in un luogo incontaminato bellissimo!” Ci vuole sviluppo e innovazione, altrimenti tra qualche anno questa valle morirà, albergatori e chiunque possiede un attività sonl costretti a chiudere, quelli come te salgono una volta all’anno e vengono a bersi un caffè e mangiare una torta in due, perché giustamente vogliono risparmiare ma allo stesso tempo godersi il paradiso e la pace di questi posti!

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  • 17/09/2015 at 08:19
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    Fortunatemente un po’ di Sviluppo e permettetemi: danno dove? Mai stati in Alto Adige? Voi coi vostri soldi che fate? Cappuccino e brioche e ” che bello che bello” ? Per mantenere abitati i posti ci vuol altro. Se no andate in Valgrande. Please!

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