Classico e moderno. Valmasino, Bregaglia, Disgrazia, Valsesia, Daone: arrampicate per tutti i gusti

Solo granito 2Molto atteso, è nelle librerie specializzate il secondo volume di “Solo granito” con cui Mario Sertori completa il giro d’orizzonte delle “arrampicate classiche e moderne nelle Valli del Masino e del Disgrazia”. Si chiude così il cerchio con il versante settentrionale-occidentale e si entra nel cuore severo del massiccio, risalendo le profonde laterali che si diramano dalla Val Bregaglia e dalla Val Chiavenna. L’autore si è presa una soddisfazione che gli sarebbe mancata se la guida fosse uscita in un unico volume. Ha potuto infatti includere due selvagge vallate, poste agli antipodi l’una dall’altra, la Val del Forno e la Val Schiesone. E’ stata inoltre ampliata la parte descrittiva, in particolare quella riguardante gli accessi, le discese e le relazioni degli itinerari, rivedendo anche la parte grafica e inserendo immagini panoramiche di ampio formato.

In aggiunta a ciò, il volume è arricchito di una serie di racconti d’ascensione firmati da scalatori di riferimento corredati dalle loro schede biografiche (Versante Sud, Luoghi verticali, 368 pagine, 32 euro).

In “Valsesia Rock” (Versante Sud, Luoghi verticali, 192 pagine, 27 euro) Davide Borelli e Nicola Degasparis evidentemente delusi per la scarsa frequentazione delle falesie inserite nello splendido scenario di cui gli autori sono invece profondamente innamorati, hanno reagito nel modo più logico e concreto.

Sertori
Mario Sertori autore di “Solo granito 2” e, nella foto in alto Badile e Cengalo visti dal cielo (ph. Serafin/MountCity)

Si sono prima di tutto impegnati a sviluppare e ad ampliare la ricchezza delle vie che impreziosiscono Alagna, Val Grande, Val Sermenza, Varallo e Bassa Valsesia, dedicandosi poi a riprendere un’accurata descrizione di quelle già presentate nelle precedenti edizioni e ad aggiornare l’elenco con quelle realizzate successivamente fino ai nostri giorni. Non c’è che da augurarsi che la nuova guida riesca sì a soddisfare gli auspici dei due autori, ma soprattutto colga nel segno di attirare tanti appassionati che potranno imbattersi in un ambiente dove l’arrampicata rappresenta diversivo sportivo di alta qualità, ma più ancora è un’occasione per gustare la bellezza di un ambiente incomparabile.

Per concludere questa serie di segnalazioni, raccomando la consultazione di “Daone boulder” di Stefano Montanari (Versante Sud, Luoghi verticali, 368 pagine, 30 euro). A distanza di sei anni la guida torna a uscire arricchita di tutte le novità di tanti altri massi che un vero alpinista, lasciate le corde per dedicarsi al bouldering, ha pazientemente descritto dopo averli ancora una volta scoperti e puliti.

Giovandosi della collaborazione di tanti preziosi amici, Montanari ha fatto così salire a 1500 i complessivi passaggi a disposizione sui vari blocchi dislocati nei dieci settori che si incontrano sul percorso di questa valle laterale del Trentino, che da Daone sale verso il Parco Naturale Adamello Brenta.

L’autore presenta anche la palestra a cielo aperto da lui stesso creata con decine di massi ripuliti e ben accessibili. Sono tre i percorsi differenziati per difficoltà crescenti, a partire da quello adatto anche per i più piccini.

Renato Frigerio

BottaniBottani, l’uomo del Badile

Molto opportunamente Mario Sertori dedica in “Solo granito 2” un ricordo all’indimenticabile Felice Bottani scomparso nel 2012 a 81 anni a Morbegno (SO). Bottani fu tra i primi ripetitori della famosa via Cassin sulla parete nord est del Badile e fece parte del comitato organizzatore delle celebrazioni dell’impresa mezzo secolo dopo, nel 1987. Ma la sua fama è soprattutto legata al suo talento organizzativo, alla capacità di coinvolgere amici e appassionati in iniziative di grande contenuto etico e sociale. Fu tra gli ideatori del Trofeo Ezio Vanoni tra il 1950 e 1960, presidente del Gruppo Edelweiss Morbegno, gran trascinatore e colonna del carnevale morbegnese. Fu Vigile del fuoco volontario, collaboratore delle associazioni Avis e Aido, curatore della Chiesetta dell’Angelo Custode. Collaborò all’allestimento del museo vallivo in Valmasino, benemerito dello Sport nel 1981 (premio Panathlon). Ebbe riconoscimenti dalla Croce Rossa, dal Corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, Stella del Cardo e Premio Marotta. Una bella e mite persona, un uomo prezioso e indimenticabile.

www.versantesud.it

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