L’Austria all’Expo invita a camminare nei boschi. Fa bene alla salute, merito non soltanto dell’ossigeno…

L’Austria all’Expo, nel suo padiglione trasformato in un bosco alpino con specifico micro-clima, offre un fresco rifugio ai visitatori del Decumano. La proposta è dichiaratamente commerciale. Viene spiegato che il padiglione è “un format verde riproducibile, sostenibile, esportabile dovunque nel mondo con il marchio Breathe.Austria”. Basta avere i soldi per comprarlo, ma si sa che in tempi di crisi esistono altre priorità.

Padiglione Austria (2)
In questa immagine e sopra il titolo due aspetti del padiglione austriaco.

Interessante. Il potenziale di questo sistema è di più di 60 chili di ossigeno prodotti ogni ora, una quantità sufficiente per far respirare circa 1.800 persone simultaneamente. La promozione la si trova facilmente su Internet. Parole suadenti. “Se vuoi avere (e godere di) un bosco alpino a impatto zero nella tua villa ad Abu Dabhi, rendere fresca e verde una nuova scuola a Lagos oppure riprodurre un’oasi di pini in mezzo a Pechino, dimentica l’utopia e chiedi invece lumi agli ideatori di Breathe.Austria. Il know-how è stato sviluppato sotto la guida di Klaus K. Loenhart, laureato di Harvard, attuale direttore dell’Istituto di Architettura e Paesaggio presso Graz University of Technology, nonché il leader di Landlab research platform e partner dello studio d’architettura e di landscape design Terrain”. A quanto si apprende, Breathe.Austria nasce come una risposta concreta ai problemi attuali di molte realtà urbane. Il sistema è completamente sostenibile dal punto di vista dei consumi delle risorse. Tutto il fabbisogno energetico del padiglione austriaco è infatti soddisfatto da fonti di energia rinnovabili: in primo luogo dalle cellule fotovoltaiche poste sulla copertura del padiglione.

Invece di impianti di aria condizionata vi si utilizza un processo biologico passivo di evaporazione e fotosintesi della vegetazione. Questo bosco austriaco di soli 560 m² misura infatti più di 43 mila m² di superficie fogliare che produce, appunto, la quantità d’ossigeno sufficiente per circa 2 mila persone.

Che sia sano camminare nei boschi lo dice anche la scienza. Per saperne di più consultiamo l’interessante volume del giornalista scientifico Jacopo Pasotti “La scienza in vetta” (www.codiceedizioni.it, 196 pagine, 16 euro) che dipana in un contesto grafico suggestivo tutto quanto riguarda gli aspetti scientifici delle montagne. Una lettura ideale anche per i giovani che di queste cose non ne sanno niente essendo la montagna perennemente latitante tra i banchi della scuola.

La scienza in vetta
Il piacevole e documentatissimo vademecum di Pasotti.

Sulla base di ricerche effettuate dalla University of California risulta dunque che in campioni d’aria prelevati in una foresta a 14 metri da terra sono presenti ben 120 composti in parte sconosciuti. Una miscela che garantisce effetti salutari notevoli.

“In Giappone”, annota Pasotti, “viene riconosciuta la validità terapeutica della passeggiata nel bosco, nota come shinrinyoku (che significa appunto ‘bagno d’aria di bosco’). Alcuni ricercatori hanno perfino scoperto che nei diabetici il livello di zucchero nel sangue crolla durante queste passeggiate”.

“Tra i composti organici trovati nella miscela d’aria dei boschi”, spiega ancora Pasotti, “il più diffuso è il pinene, presente nella resina, nei rametti e nelle gemme delle conifere e utilizzato nei prodotti di erboristeria. Il pinene fa parte della grande famiglia dei terpeni che comprende 23.000 idrocarburi di origine naturale, tra cui gli oli essenziali delle piante e il linonene, che è uno dei più conosciuti e ha un effetto antidolorifico”.

E qui ci fermiamo invitando ad attingere ulteriori informazioni dal documentatissimo libro di Pasotti. Dove comunque ci si riferisce a boschi naturali, mentre il clima proposto dall’Austria all’Expo è il risultato di una serie di procedure artificiali in combinazione con la piantumazione di veri alberi. E buone passeggiate, possibilmente nelle foreste di cui Alpi e Appennini sono notoriamente prodighi.

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