L’alta risoluzione atterra ai piedi delle Grigne, in un video 4K la visione alpina di Yuri e Fabio Palma

yuri-e-papone-estate-2013La nuova tecnologia di ripresa ad alta definizione denominata 4K è oramai una realtà, e da qualche tempo è atterrata anche sulle rive del lago a Lecco, dove un giovane e talentuoso videomaker, Yuri Palma con la preziosa consulenza del padre alpinista Fabio, sta sperimentando sfornando cose interessanti. Abbiamo approfittato dell’uscita su Youtube di questo nuovo video denominato semplicemente 4K – motion (pubblicato nel testo che segue e da cui è tratta l’immagine sopra il titolo) per chiedere a padre e figlio (nella foto accanto) come funziona la loro collaborazione. Fabio Palma ci ha risposto come sempre con entusiasmo raccontando la sua esperienza in un settore, quello dei video di montagna, che da diversi anni lo impegna e costituisce uno strumento sempre più importante per diffondere le imprese dei Ragni di Lecco di cui è presidente, e una visione della montagna ricca e suggestiva, in cui il gusto di Yuri per la scelta dell’immagine si somma alla conoscenza dei luoghi di Fabio. Una collaborazione invidiabile!
Nuove tecniche di ripresa e montaggio
Probabilmente a causa di un ormai cronico problema alla schiena, ho dovuto rallentare moltissimo l’attività di scalata, ma il vuoto derivatosi è stato immediatamente riempito dalla produzione di video e film, che già dal 2012 aveva preso corpo con il film Infinite Jest.
All’inizio del 2014 Yuri aveva in mano il montaggio e la co-regia del film Uli Biaho, un lavoro colossale perchè io avevo chiesto di non usare il clichè interviste. Non avevo idea, all’inizio, delle conseguenze di tale mia richiesta. Oggi i complimenti avuti da RCS, Cinehollywood e singoli come Messner e tanti altri rendono più dolce quel periodo, che fu però veramente troppo stressante per mio figlio.
Concluso quel lavoro, Yuri disse ad alta voce, ora voglio solo fare video per un bel pò di tempo, perchè voglio sondare delle idee.
Da allora, giugno 2014, Yuri sta facendo ricerca e analisi di queste nuove tecniche di ripresa e montaggio, con contatti molto forti anche con videomaker stranieri veramente di fama. Vedevo, anche sorprendentemente, che i suoi lavori venivano selezionati da cinefestival internazionali, e che alcune sue innovazioni erano commentate sui forum da gente con curriculum molto importante.
Certamente alla tecnica bisogna associare il gusto, e quello ce l’ha e alla grande, e la conoscenza dei luoghi, e qui intervengo io, perchè in fondo sono 30 anni che mi guardo intorno. Non sono mai stato un grande osservatore, le persone che scalano lo sono raramente, pensano alla via, e a salire. Però ho una buona memoria dei luoghi…così mi sono letteralmente messo a sua disposizione nella scoperta diciamo fotografica dei posti. Soprattutto quelli intorno a Lecco, ovvio, perchè non ha tempo per andare troppo in giro, essendo anche impegnato col nuoto agonistico.
L’estate 2015 è stata un’estate molto particolare: quattro anni fa avrei tentato almeno venti vie, sempre e comunque al limite, buttandomi su tiri impegnativi, psicologici, anche incoscienti. Sicuramente avrei iniziato ad aprire una via nuova, e così via. E invece quando potevo scarrozzavo Yuri per tramonti, albe, temporali, e così via, da Brunate alla Grigna, dai laghi dell’alta Brianza al Cilento.
Nei posti dove non può andare, ci pensano quelli che ragionano e lavorano come lui; per esempio Filippo Salvioni, il regista che ha firmato il film The great shark hunt per i Ragni e con cui Yuri ha un rapporto di enorme stima reciproca. Praticamente, si adorano a vicenda: fino a giugno Yuri considerava il suo miglior lavoro Escape from reality, un cortometraggio ancora inedito su web con riprese per la maggior parte di Filippo e concordate, anche tecnicamente, con lui.
Il mio ruolo in pratica è facilitare queste collaborazioni (per esempio secondo me uscirebbe una gran cosa da una sua collaborazione con Klaus Dell’Orto), perchè ci sono dei gran talenti (ci sono idee con nomi come Filippo Molteni e Alberto Locatelli, poi spero Manuel Bececco) che istruiti da Yuri su come fare certe riprese possono tirare fuori delle cose sensazionali, essendo dei superconoscitori delle loro attrezzature e dei formidabili artisti. Ci sono delle innovazioni di ripresa di Yuri che sono veramente tali, sono anche stato consigliato di brevettarle, che applicate in montagna darebbero dei risultati sensazionali, e anche questo è un mio obiettivo. In fondo si tratta di mostrare ciò che è bello nel modo migliore possibile…
Se dovessi citare cinque posti dove applicare queste tecniche direi, in ordine, Gran Sasso, Sibillini, Dolomiti bellunesi, Badile e rifugio Boccalatte, ma naturalmente non sarà per nulla semplice e anzi probabilmente, per ragioni di costo, impossibile. E allora… vai con le montagne più a portata di mano!
Fabio Palma

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