La querelle sul confine tra Italia e Francia

Volo con tricolore
Fabio Volo durante il collegamento dal rifugio Torino. Sopra il titolo, l’intervento dello studioso milanese Giorgio Aliprandi intervistato da Fabio Fazio.

La querelle sul confine tra Italia e Francia sul Monte Bianco sbarca su Raitre. Se ne è confusamente parlato, senza ovviamente arrivare a una conclusione, sabato 26 settembre 2015 nella trasmissione “Che fuori tempo che fa”. In studio, con Fabio Fazio, c’erano i milanesi Laura e Giorgio Aliprandi, cartografi storici che da una trentina d’anno studiano quest’antica vertenza originata ai tempi di Napoleone dai militari francesi decisi ad appropriarsi anche del Monte Bianco Italiano, ben al di qua della linea spartiacque. In collegamento dal rifugio Torino c’era invece la sera del 26 settembre in veste di inviato speciale un infreddolito Fabio Volo che alla fine ha finto d’involarsi verso la vetta legato alla guida alpina Abele Blanc concludendo la sua penosa esibizione.

Pochi giorni prima, a chiedere l’attenzione del governo sulla vertenza era stato il parlamentare Aldo Di Biagio (Area Popolari) con un’interrogazione elaborata e firmata anche dal senatore valdostano Albert Lanièce. “Come denunciato anche dal presidente della regione Valle d’Aosta Augusto Rollandin in una nota indirizzata al Presidente del Consiglio”, hanno scritto Di Biagio e Lanièce, “la ciclica disputa sulla individuazione della linea di confine tra i due Paesi avrebbe ricadute immediate e importanti in termini di giurisdizione applicabile nella quotidianità: sia per le attività anche commerciali che si svolgono in quelle aree, quali la funivia Skyway Monte Bianco e l’adiacente rifugio Torino, sia per l’individuazione delle autorità competenti e delle eventuali responsabilità per situazioni inerenti a tale ambito territoriali”.

Ora sull’ingarbugliato argomento cerca di fare chiarezza il Consiglio direttivo nazionale di Mountain Wilderness con un comunicato che qui pubblichiamo nella sua integrità.

MW logoChe cosa si nasconde sotto quel polverone

La discussione sui confini tra Italia e Francia, di cui ha molto confusamente trattato anche una recente puntata di “Che fuori tempo che fa”, spinge Mountain Wilderness Italia a esporre all’opinione pubblica interessata qualche essenziale chiarimento. Innanzitutto, e non a caso, l’argomento è stato sollevato in relazione ai possibili abusi perpetrati dall’ammodernamento faraonico della funivia che da Entreves raggiunge la Punta Helbronner.

Tale vetta minore si trova, si, nel massiccio del Monte Bianco, ma non ha niente in comune con la vetta vera e propria del Monte Bianco stesso, dalla quale dista circa dieci ore di scalata, con un dislivello di mille e quattrocento metri circa. Per comprendere di cosa si stia parlando bisogna tenere a mente questa precisazione essenziale.

La sensazione è che tutto questo polverone sia stato sollevato appositamente dalle autorità della valle d’Aosta per confondere le acque, evitando di farsi trovare con le dita sporche di marmellata. Se è vero che la Francia rivendica (a torto, su dubbie testimonianze storiche) la proprietà esclusiva della vetta massima del Monte Bianco e traccia – in quel punto limitato – i confini al di là dello spartiacque naturale, è altrettanto vero che detti confini passano, come è logico, proprio sullo spartiacque, lungo tutto il resto del massiccio, Colle del Gigante e punta Helbronner inclusi. E ciò con l’accordo dell’Italia, confermato nel dopoguerra.

Non si capisce con quale logica la Valle d’Aosta, azionista della funivia, possa rivendicare il criterio dello spartiacque per quel che riguarda la massima vetta, sostenendo contestualmente che al Colle del Gigante invece i confini – chissà perché – dovrebbero unire il Grand Flambeaux alle Aiguilles Marbrés, lungo un pendio glaciale che scende verso la valle di Chamonix.

Per chi non conosce la zona, si tratta di luoghi ben lontani dallo spartiacque. E’ evidente che tale forzatura viene avanzata, spudoratamente, solo per rivendicare la possibile appartenenza della punta Helbronner interamente all’Italia e cavarsi così dai pasticci.

Helbronner (1) copia
La faraonica stazione di arrivo dell’impianto valdostano a Punta Helbronner.

Perché invece i “pasticci” ci sono, eccome! Senza aver ottenuto i necessari permessi dalla sola autorità che avrebbe avuto il diritto di concederli, vale a dire il Ministero dell’Ecologia, lo Sviluppo sostenibile e l’Energia (perché sul versante francese l’intero massiccio del Monte Bianco è un “site classé”, sottratto alla giurisdizione del comune di Chamonix), non solo la metà francese della vetta della Punta Helbronner è stata modificata radicalmente per ospitare una parte del nuovo, avveniristico e arrogante edificio, ma gli stessi pendii orientali francesi che sostengono in direzione sud la cresta spartiacque sono stati gravemente manomessi per creare una spianata, lunga quasi cento metri e un tempo del tutto inesistente.

Si tratta, per chi ha seguito gli ultimi sviluppi della vicenda, proprio di quella spianata abusiva, percorsa oggi in lungo e in largo da folle di turisti non attrezzati, il cui accesso il sindaco di Chamonix ha pensato bene di chiudere con un cancelletto, onde evitare di venire coinvolto negli effetti giuridici di qualche incidente.

Sull’intera vicenda Mountain Wilderness Italia ha inviato un esposto alle autorità francesi (Procura di Bonneville e Prefettura di Annecy) e ne attende una risposta. Va segnalato che l’irregolarità del procedimento era già stata denunciata più di un anno fa alla Procura di Aosta, ma senza esito.

Il Consiglio direttivo nazionale di Mountain Wilderness Italia

One thought on “La querelle sul confine tra Italia e Francia

  • 02/10/2015 at 15:41
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    Dall’Ufficio stampa del senatore Aldo Di Biagio presso il Senato della Repubblica riceviamo e volentieri pubblichiamo quando segue:

    Gentile redazione, in merito al vostro articolo “La querelle sul confine tra Italia e Francia sbarca su Raitre”, ci preme innanzitutto ringraziarvi per aver menzionato l’interrogazione che abbiamo presentato con il collega Lanièce, anche in qualità di membri della Commissione Ambiente al Senato, sull’argomento in oggetto.
    Vorremmo inoltre sottolineare che le motivazioni di tale interrogazione parlamentare vertono esclusivamente sull’individuazione di un oggetto istituzionale che dovrebbe arbitrare obiettivamente la querelle del confine.
    Proponendo a tal proposito una gestione diplomatica tra Italia e Francia, che avvii una gestione super partes della questione.
    Io e il mio collega, muovendo anche da una autentica passione per la montagna che ci accomuna, non vorremmo mai vedere erigere “steccati” di nessun tipo.
    Nessuna ingerenza comunque sulle polemiche e perplessità sollevate da Mountain Wildreness. Verso le quali non siamo intenzionati a muovere alcun tipo di analisi o proposta, visto che non fanno parte dell’oggetto illustrato nella nostra interrogazione.
    Certi di un Vostro cortese riscontro, ringraziandovi per la disponibilit
    Aldo Di Biagio Alberto Lanièce

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