Qui Palamonti. “L’incanto del rifugio” e altre novità

Logo CAI-PALAMONTI (6)Le schede che proponiamo, per gentile concessione del Palamonti di Bergamo, sono state elaborate dalla Biblioteca della Montagna dello stesso Palamonti e inviate agli iscritti tramite la newsletter del CAI Bergamo – Sezione e Sottosezioni. Tra le novità più stimolanti va segnalato l’esordio del “ragno” Gigi Alippi nella letteratura con “Il profumo delle mie montagne” (Alpine studio) e tre godibilissimi saggi: “Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza” di David Le Breton (Edizioni dei Cammini), “L’incanto del rifugio. Piccolo elogio dell’ospitalità” di Enrico Camanni e “La vocazione di perdersi. Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti” di Franco Michieli, questi ultimi pubblicati da Ediciclo. Buona lettura!

In evidenza

  • Camminare. Elogio dei sentieri e della lentezza di David Le Breton. Edizione Edizioni dei Cammini. Dieci anni dopo “Il mondo a piedi”, David Le Breton torna sullo stesso tema, “come un camminatore che torna, anni dopo, su un percorso che ha immensamente amato”. Uomo di grande sensibilità e cultura, illuminato interprete del suo tempo, Le Breton raccoglie in queste pagine schizzi paesaggistici, riflessioni e aneddoti sul camminare e sui camminatori, rievoca tradizioni e personaggi storici, e ci offre un punto di vista inedito e ispirato su un aspetto insolito del viaggio. Percorrere sentieri e rotte insolite, sondare foreste e montagne, scalare colline solo per il piacere di ridiscenderle, poter contare solo sulle proprie forze fisiche, esposti di continuo agli stimoli del mondo fuori e dentro se stessi: questo è il camminare, un anacronismo in una contemporaneità che privilegia la velocità, il rendimento, l’efficienza. Per Le Breton camminare è un lungo rito d’iniziazione, una scuola universale, una filosofia dell’esistenza che purifica lo spirito e lo riconduce all’umiltà, un atto naturale e trasparente che restaura la dimensione fisica del rapporto con l’ambiente e ricorda il sentimento della nostra esistenza.
  • Cronache dai ghiacci. 90 giorni in Antartide di Chiara Montanari. Mondadori. Antartide, 2013. È la quarta volta che Chiara Montanari, un ingegnere del Politecnico di Milano, torna alla stazione Concordia, questa volta come responsabile della logistica. Vi trascorre i tre mesi dell’estate australe, quando il sole non tramonta mai. Concordia è la base di ricerca italo-francese situata sull’altipiano antartico a 3300 m di altitudine e a 1200 km dalla costa: un luogo isolato da tutto, un ambiente ostile, gelido, dove le condizioni climatiche impediscono qualsiasi tipo di vita. Ricercatori, biologi, climatologi di tutto il mondo vi studiano lo stato dei ghiacci e del pianeta. Per tutta la sua permanenza Chiara ha tenuto un diario, qui riproposto in forma narrativa, dove racconta la sua esperienza di vita in condizioni estreme. Come si vive a -50°C? Organizzare la vita quotidiana a Concordia non è semplice: l’approvvigionamento in viveri, materiali, carburante dipende dall’arrivo del convoglio via terra – la “traversa” – ma in Antartide nulla è più imprevedibile del meteo, e l’attesa può essere snervante e trasformarsi in un incubo. La gestione dei rapporti personali in un microcosmo asfittico, dove non vi è la possibilità di isolarsi né di allontanarsi, è l’altra dura prova cui sono sottoposti gli abitanti della base, resa ancora più delicata dalla presenza di solo 6 donne tra 60 uomini.
  • Il leopardo delle nevi di Peter Matthiessen. Edizione BEAT. Nell’autunno del 1973 l’autore, in compagnia dello zoologo e naturalista George Schaller, percorse a piedi più di 250 miglia nel cuore della regione himalayana del Dolpo, l’ultimo baluardo rimasto dell’autentica civiltà tibetana. I due viaggiatori cercavano il leopardo delle nevi dell’Asia del nord, una creatura così poco avvistata da essere diventata quasi mitica. Pubblicato per la prima volta nel 1978, è il racconto di un viaggio avventuroso tra le gole profonde e le montagne del Tibet, ma è anche un racconto sulla vita e la morte, sul rapporto con la natura e sul senso dell’esistenza. Al viaggio e alla ricerca del mitico animale, si affianca un viaggio più significativo, quello alla ricerca dell’essenza della vita.
  • Il profumo delle mie montagne di Gigi Alippi. Alpine Studio. Alpinista tra i più forti della sua generazione, alla soglia degli ottant’anni, vissuti con energia e generosità, Gigi Alippi ha deciso di accomodarsi ad una scrivania per scrivere e raccontare senso e significato della sua visione verticale, dove l’atto di scalare è sempre un passo indietro alla volontà di vedere la bellezza di ciò che c’è intorno, per condividerne con gli altri lo stupore. Conoscendo Gigi e la sua meritata fama nell’ambiente lecchese, culla di tanti fuoriclasse, non sorprende di leggerlo a suo agio in un saliscendi di racconti che ci portano a spasso per la geografia delle montagne del pianeta. Grigna, Cervino, Grand Capucin, McKinley, Dru, Lyskamm, Sarmiento, Monte Bianco, Monte Rosa, Pizzo Badile, Brenta, Bernina, Disgrazia, Tre Cime di Lavaredo, Buckland, Jirishanca, Lothse, e tanto altro ancora, in Africa, in Patagonia… ovunque. Venti capitoli per un titolo suggestivo, Il profumo delle mie montagne, che non ha nulla di casuale. Delle montagne, delle cime, Gigi sente infatti l’odore, e prova a renderci partecipi di una simile magia, provando a spiegare ciò che è davvero più facile intuire che comprendere razionalmente. Una grande storia d’amicizia e d’amore, per esempio, per la famiglia, per i compagni d’avventura, per essere parte di una generazione e di un luogo, Lecco, in qualche modo predestinati.
  • L’anello delle Orobie. Il nuovo sentiero centro-orientale di Lucio Benedetti e Chiara Carissoni. Edizione Lyasis. Il “Sentiero delle Orobie” è un itinerario che consente di raggiungere tutti i rifugi delle Orobie in provincia di Bergamo e che vede il passaggio ogni estate di centinaia di escursionisti. Grazie alla sezione del CAI di Bergamo è stato possibile, con due nuove tappe aggiuntive, completare il percorso ad anello, partendo e arrivando alla località di Ardesio in val Seriana. In questa guida dal formato tascabile, descriviamo le 8 tappe con cartine dettagliate e fotografie e vogliamo dare al lettore una ragione in più per camminare nelle splendide Orobie.
  • Alimentazione e montagna
    La locandina dell’incontro sull’alimentazione in programma venerdì 9 ottobre al Palamonti. Sopra il titolo il rifugio Tagliaferri del Cai Bergamo.

    L’incanto del rifugio. Piccolo elogio dell’ospitalità di Enrico Camanni. Ediciclo. Nell’intimità del rifugio la fragilità è palpabile, l’ansia dell’ascensione resta fuori. Il mondo è ridotto a pochi metri abitati e il rifugio è un’isola al riparo dall’immensità. L’incantesimo si incrina in prossimità dell’alba, quando il primo alpinista apre la porta ed esce a scrutare le stelle: “È bel tempo, bisogna andare!”. E si rompe del tutto quando ci si rimette in cammino lasciando definitivamente alle spalle le pigre liturgie della sveglia, gli odori rassicuranti di minestrone e di caffè, i rumori domestici delle stoviglie. Anche se oggi il moderno turismo alpino di massa ha trasformato il rifugio in un posto abbastanza simile agli hotel di fondovalle, luogo di passaggio e di commercio più che di incontro, il rifugio gode ancora di alcune sue inalienabili peculiarità. Enrico Camanni va alla ricerca di quelle peculiarità, materiali e immateriali, di quei momenti che rendono indimenticabili il passaggio in un rifugio: come il trascorrervi la notte quando il silenzio avvolge la montagna e ci si sente finalmente soli, con il rumore del vento.

  • La vocazione di perdersi. Piccolo saggio su come le vie trovano i viandanti di Franco Michieli. Ediciclo. Che cosa accade quando si lascia temporaneamente il mondo organizzato dall’uomo per affidarsi ai suggerimenti, visibili e invisibili, offerti dalla natura stessa? La riflessione e i racconti di un esperto che nelle sue avventure ha cercato la via in territori selvaggi e solitari. Franco Michieli è geografo, esploratore di montagne,guida e giornalista-scrittore. Ha imparato a muoversi sulla terra orientandosi senza tecnologie, come gli animali migratori. Perdersi, o deviare rispetto a un percorso sperimentato,è la tecnica utilizzata dalla natura per evolversi. Anche in campo culturale molte novità e scoperte avvengono perché deviando da una tradizione ci si imbatte per caso in qualcosa di nuovo che si rivela interessante. Cristoforo Colombo ha trovato l’America mentre cercava l’Asia. Fin dalle sue prime traversate in montagna, Franco Michieli ha scoperto che accettare un mondo in cui ci si può perdere e dove si può finire su una strada imprevista e sconosciuta è un buon modo per rinnovarsi. Andare in natura è il modo più universale, a portata di mano, per distogliersi saltuariamente da troppe false sicurezze e vie prestabilite e mettere alla prova di persona il comportamento del mondo. In realtà, finché seguiamo itinerari preconfezionati o ben segnalati, non abbiamo modo di sapere cosa accadrebbe se la via la cercassimo leggendo la sola natura. Tutto cambia se teniamo la rotta interpretando le forme del territorio così come ci si presentano, osservando i movimenti apparenti del sole e della luna, decifrando il reticolo fluviale, navigando nella nebbia secondo la direzione del vento, e molto altro. Questo piccolo saggio non indaga solo come recuperare le capacità naturali di orientamento dei nostri antenati, ma anche la dimensione spirituale che nasce da questa straordinaria e dimenticata esperienza.
  • Prealpi bresciane. 125 cime tra Sebino, Val Trompia e Val Sabbia di Ruggero Bontempi, Fausto Camerini e Roberto Ciri. IdeaMontagna. Estese sul vasto territorio montuoso compreso fra il Lago d’Iseo a ovest e il Lago d’Idro a est, le Prealpi Bresciane costituiscono il settore occidentale delle Prealpi Lombarde Orientali, al confine meridionale dell’imponente massa tonalitica del Gruppo dell’Adamello da cui sono separate dal Passo Croce Domini. Spingendosi a meridione fino alle Colline Bresciane, ormai prossime alla Pianura Padana, offrono ampie possibilità escursionistiche sia estive che invernali, con panorami che si spingono dalle alte vette del Monte Rosa fino alle più basse cime dell’Appennino Tosco-Emiliano. Nonostante la quota modesta le cime delle Prealpi Bresciane permettono di soddisfare sia le preferenze degli escursionisti che le esigenze degli alpinisti, in particolare nel periodo invernale quando le vette più elevate offrono interessantissime traversate di cresta, salite lungo canali o pendii adatti allo scialpinismo all’insegna della libertà. Comprende 125 vie normali a cime montuose nei gruppi di: Guglielmo, Setteventi-Muffetto, Dosso Alto, Palo-Savallo, Sonclino, Doppo-Conche e Maddalena-Cariadeghe.
  • Walter Bonatti: fotografie dai grandi spazi di Walter Bonatti. Edizione Contrasto. Le immagini di Walter Bonatti compongono un lungo, unico diario di viaggio dove, in una sequenza non cronologica ma certo non casuale, si intrecciano visioni e ricordi legate alla figura del grande esploratore e alpinista. Le fotografie sono accompagnate da brevi note dello stesso autore, parole tratte dai suoi molti testi: da quelli apparsi sulla rivista Epoca negli anni dal 1965 al 1978, alle memorie dei suoi libri, ai resoconti delle conferenze tenute negli ultimi anni. Si tratta di notazioni con cui Bonatti illustrava il senso e il valore di ogni immagine e, insieme, il senso e il valore unico di ognuna delle sue tante avventure.

Altre novità

Banditen. Uomini e donne nella Resistenza bergamasca di Angelo Bendotti (Il filo di Arianna) • Bouldering in Valle Gesso. Linee reali, atto 1: Vallone di San Giacomo di Paolo Bertolotto, Giovanni Massari e Marco Torielli (Edizione Blu) • Dare un senso alla vita di Cesare Maestri (Edizione Mame) • Eppur si vive. Nuove pratiche del vivere e dell’abitare nelle Alpi occidentali di Maria Anna Bertolino (Edizione Meti) • L’Italia in bicicletta. Autori vari (Touring) • La strada dei monti. 26 itinerari sui luoghi della Resistenza bergamasca di Roberto Cremaschi (Publistampa) • La valle del Riso di Amerigo Baccanelli (PromoSerio) • Le fontanelle di Bergamo di Gianluca Licata • Storia dell’alpinismo di Claire-Elaine Engel (Mondadori) • Viaggiare in bicicletta. Per pedalare in città o girare il mondo tutto ciò che serve al perfetto cicloturista di Roberta Ferraris (Touring) • Via Sett, via Spluga. Da Thusis a Chiavenna due percorsi, mille emozioni… di Luca Merisio (Lyasis).

Novità in DVD

  • Alpi di Armin Linke. Edizione Absolut Medien. Le Alpi come un particolare laboratorio della modernità: uno dei più vasti ecosistemi naturali del continente europeo, principale riserva di biodiversità, e allo stesso tempo la più antropizzata tra le grandi catene montuose del mondo, con numerose aree ricreative e turistiche. Le Alpi come un luogo chiave in cui osservare e studiare la complessità delle relazioni sociali, economiche e politiche che contribuiscono alla trasformazione del paesaggio ed alla percezione che di quest’ultimo abbiamo. Il film, nato da una ricerca del regista Armin Linke e dell’architetto e antropologo trentino Piero Zanini, ha avuto una lunga fase di lavorazione durata ben 8 anni ed è stato preceduto da una versione “in progress” premiata alla Biennale di Architettura di Venezia e al Festival di Cinema e Architettura di Graz. In particolare, “Alpi” pone attenzione là dove le attività umane, incontrandosi con la montagna, generano una sorta di attrito le cui scintille si riverberano anche sul piano dell’immaginario.
  • Gleno. Dove finisce la valle di Francesco Di Martino. Siamo nella Val di Scalve, la stessa valle dove l’acqua del Povo, il primo dicembre del 1923, provocò il disastro della diga del Gleno: sono passati ormai novant’anni e la vita continua a scorrere. Il film documentario prende spunto dal solco lasciato da quel vortice di fango per raccontare la vita delle persone che oggi abitano questi luoghi, che hanno un rapporto stretto con la natura che li circonda. Uomini che eleggono la montagna a propria bussola in una continua scoperta di sé, che rinnovano ogni giorno lo stupore per i suoi mutamenti repentini e a volte paurosi. Giovani che scelgono di scalare vette irraggiungibili ai più, forti delle proprie mani e della propria testa. C’è anche chi arriva da lontano alla ricerca di un lavoro e di un paesaggio diversi e chi non riesce a dimenticare quel primo dicembre 1923 e fa del suo ricordo preziosa testimonianza per le nuove generazioni. La montagna ci restituisce uno sguardo alto, soltanto all’apparenza indifferente all’affanno del mondo che vive ai suoi piedi.
  • L’alpinista di Giacomo Piumatti e Fabio Mancari. Edizione Stuffilm. Agostino Gazzera, detto “Gustin”, negli anni ’50 è un operaio della Fiat, figlio di quel proletariato italiano uscito malconcio dalla seconda guerra mondiale ma pieno di speranze per il futuro. “Gustin” però non è solo un operaio, è anche un sognatore, un ragazzo curioso che non si accontenta del turno in fabbrica ma che vuole scoprire luoghi mitici e affascinati. In una Torino “fabbrichizzata” il giovane “Gustin”, tra il turno di lavoro in fonderia e quello nella seconda officina dove arrotondava lo stipendio, s’immagina a percorrere le vie di montagna aperte da alpinisti leggendari come Cassin, Boccalatte e Gervasutti. Nonostante il poco tempo a disposizione, egli, con quella determinazione tipica della sua generazione, inforca una bicicletta vecchia e arruginita per raggiungere quelle vallate che ha solo sempre visto da Torino attraverso i finestroni della Fiat. In un primo momento “Gustin” si limita a seguire la gente che va verso i rifugi poi quando la curiosità si fa sentire sempre di più, decide di iniziare a salire le vie delle palestre di roccia torinesi con un cordone di canapa e qualche chiodo fatto in casa. La curiosità lo spinge sempre più in alto facendogli vivere esperienze mitiche tra le vette cunesi e i quattromila valdostani. “Gustin” le ha conquistate tutte, le sue vette, dal Monviso al Cervino fino “all’università dell’ alpinismo”, il Monte Bianco, senza mai dimenticarsi del mondo difficile da cui arrivava. Questa è la storia di un alpinista operaio e del suo rapporto con la montagna, mondo selvaggio e affascinante che non fa sconti a nessuno.

Biblioteca della Montagna c/o Palamonti, Cai Bergamo, via Pizzo della Presolana, 15. Tel 035.4175475. Fax 035.4175480. Email: biblioteca@caibergamo.it. Orari: Lunedì: 21.00 – 23.00 / Martedì: 15.30 – 18.30 / Mercoledì: 21.00 – 23.00 / Giovedì: 15.30 – 18.30 / Venerdì: 21.00 – 23.00/ Sabato: 15.30 – 18.30

Valoti designato alla Presidenza generale del Cai

Su delibera del Consiglio direttivo, i soci bergamaschi hanno deciso la designazione di Paolo Valoti alla carica di Presidente generale la cui elezione avverrà nel 2016. A Valoti, uno dei “padri” del Palamonti, figura di spicco del Cai e dell’alpinismo bergamasco, le più amichevoli congratulazioni da parte di MountCity.

Alimentazione e montagna, tavola rotonda e mostra

In concomitanza con la rassegna Bergamo scienza, il Palamonti ospita venerdì 9 ottobre alle ore 21 una tavola rotonda sul tema “Alimentazione e montagna”. Relatori sono Giorgia Carabelli, Danilo Gasparini, Giorgio Martini e Oriana Pecchio che trattano l’alimentazione dell’alpinista, del trekker e degli atleti che partecipano a competizioni in ambiente alpino. Una mostra aperta anche alle scolaresche riguarda a sua volta “Agricoltura di montagna: ricerche e visioni innovative”.

www.palamonti.it/‎

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