Erri De Luca scala a torso nudo in un libro sui “suicidi fotografici”

Apostati
Il libro è pubblicato da Enrico Damiani Editore.

Tempi duri per Erri De Luca, scrittore alpinista. Non sono bastati gli otto mesi di reclusione per istigazione a delinquere chiesti dal pm Antonio Rinaudo al termine della sua requisitoria al processo in corso a Torino per alcune dichiarazioni dello scrittore sui sabotaggi alla Tav. Non è bastato l’intervento del soccorso alpino per toglierlo recentemente dai guai (cose che capitano) a Gaeta durante una scalata con successivo ricovero in codice rosso… Ora in un libro appena uscito per Enrico Damiani Editore e intitolato “12 apostati, 12 critici dell’ideologia italiana” lo prende di mira Guido Vitiello. Il saggio viene ripreso sulle pagine domenicali del Sole 24 Ore del 4 ottobre sotto un titolo decisamente spietato: “Patetica fiera delle vanità”. Per Vitiello gli scrittori italiani sarebbero prigionieri, fino alla autoparodia, dei loro “candidi narcisismi”. Si riferisce, nel caso di De Luca, a un’immagine scattata da Roberto Nistri per una mostra intitolata “Nel selvaggio mondo degli scrittori. I protagonisti della narrativa italiana fotografati nel loro habitat naturale”.

Un candido narcisismo? (ph Roberto Nistri)

“Erri De Luca”, scrive Vitiello, “è fotografato a torso nudo, in un bianco e nero contrastato da minatore brasiliano di Salgado, mentre è intento ad arrampicarsi sulle gole del Nera in Umbria. Il testo di accompagnamento compendia tutte le atrocità della sua prosa, ed è merito stilistico di De Luca riuscire a essere riconoscibilmente De Luca in ogni frase, se non in ogni sillaba (‘Scalando so di essere il passante di un varco lasciato da un ritiro di acque. L’asciutto che mi ospita è provvisorio, ma io più di lui’), ma l’immagine, che sembra ammiccare alla mitologia dello scrittore-atleta, in una linea che unisce Hemingway e Mishima, grida da ogni pixel un solo nome: D’Annunzio!”.

De Luca è uomo di mondo e non dovrebbe prendersela. Non è il solo scrittore ad apparire in questi “suicidi fotografici” (sic) analizzati con perfidia da Vitiello. Niccolò Ammaniti ha occhi fissi da pesce, Paolo Giordano si sporca le mani (di marmellata) e Carlo Lucarelli, cantastorie dell’Italia criminale, esamina con sguardo intento e omicida un mitra…E poi diciamolo: in questo momento Erri è circondato da amici e sostenitori che, giustamente, si schierano al suo fianco contro le esose richieste del pm e manifestano per la libertà di espressione: che in Italia è o dovrebbe essere garantita a tutti dalla Costituzione.

3 thoughts on “Erri De Luca scala a torso nudo in un libro sui “suicidi fotografici”

  • 20/10/2015 at 18:32
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    Bene per la sentenza, ma io non mi vanterei troppo, chiamando in causa Ghandi e Mandela. Mentre De Luca invocava il sabotaggio ragazzi incappucciati lanciavano sassi e molotov, e questo non è bello!

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  • 20/10/2015 at 10:23
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    Erri De Luca è stato assolto dal reato di opinione e non c’è che da compiacersi. La sentenza tuttavia non distingue tra opinioni intelligenti e opinioni prive di buon senso. Come questa, rozzamente espressa da chi condivide, liberissimo di farlo, lo stile che De Luca manifesta come scrittore e come uomo.

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  • 07/10/2015 at 00:24
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    Ma che blog “di montagna” siete? fate pubblicità a chi insulta scrivendo spazzatura…questo e’ un post più da cattivelli frustrati che da veri amanti della montagna…mah…

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