Nuove adesioni al progetto “Quartieri in quota”

logo-quartieri-tranquilliNato sotto l’egida del più collaudato “Quartieri tranquilli”, il progetto pilota “Quartieri in quota”  si rivolge ai ragazzi delle scuole milanesi per creare “attraverso la montagna” occasioni di convivialità, integrazione e spirito di comunità. La prima riuscita esperienza, documentata in un video realizzato da Lorenzo Serafin, è del 13 settembre 2015. Undici ragazzi dagli 11 ai 13 anni del quartiere Gratosoglio, tutti accomunati dalla frequenza del centro diurno dell’associazione “Piccolo Principe”, per un sostegno scolastico, hanno scoperto in Valsassina e ai Piani Resinelli, ai piedi delle Grigne, il piacere del “mettersi alla prova” scalando le pareti attrezzate del Sasso d’Introbio e poi pernottando allo storico rifugio “Carlo Porta” del Club Alpino Italiano accompagnati dalle Guide alpine legate all’associazione “Attraverso la montagna”.

Nuove prospettive si aprono ora, alla luce di questa prima esperienza, per il progetto che è decollato con la partecipazione della Sezione di Milano del Club Alpino Italiano, del sito www.mountcity.it e di alcuni sponsor tra i quali  df-Sport Specialist e Focus Himalaya Travel.

“Ci proponiamo di avvicinare alla natura e alla montagna, con la sua forza e la sua bellezza, ragazzi dagli 11 ai 13 anni che hanno avuto poca o nessuna possibilità di vivere questa esperienza”, spiega la coordinatrice Elena Biagini, da diversi anni promotrice di iniziative di accompagnamento con l’associazione “Attraverso La Montagna” (ALM) di cui è presidente.

Un positivo incontro con la Commissione cultura del Consiglio di Zona 5 ha confermato in ottobre l’interesse per questo progetto in vista dell’assegnazione di un contributo che rappresenta una positiva premessa per le attività da svolgere nel nuovo anno scolastico: attività a cui hanno finora aderito, in Zona 5, l’Istituto Comprensivo Statale “Arcadia” e Istituto Comprensivo Statale di via Palmieri.

Ragazzi Gratosoglio al Porta copia
I ragazzi del Gratosoglio al rifugio Porta. Sopra il titolo, prove di arrampicata al Sasso d’Inrobio (ph. Elena Biagini)

Tre sono le classi che hanno fin qui dato la disponibilità assicurando la presenza dei docenti e la partecipazione a tutte le fasi del progetto, dalla necessaria preparazione nell’ambito scolastico alle prime uscite. “Si tratta di un progetto flessibile calibrato sulle classi coinvolte e sulle personalità dei ragazzi, e questo è un aspetto positivo”, spiega ancora la Biagini. “I nostri referenti nelle scuole dispongono di delibere dai consigli d’istituto e sono state coinvolte le associazioni dei genitori. Sappiamo di fornire uno strumento educativo a 360 gradi che rimane patrimonio degli istituti che aderiscono”.

Nello specifico, il progetto rivolto alle scuole ha la prerogativa, partendo da obiettivi educativi e didattici ben specifici, di unire la parte della teoria con l’esperienza diretta in ambiente. I ragazzi hanno bisogno di entrare nel vivo delle cose, di fare esperienza.

Il progetto, per alcuni classi, dura tutto l’anno scolastico e in base alla classe di riferimento (prima, seconda o terza media) si possono fare valutazioni di obiettivi molto diversi. Per esempio, in una terza per alcuni questa esperienza può divenire un progetto vero e proprio da portare all’esame finale.

Fare rete attraverso l’associazione “Quartieri tranquilli” e disporre d’importanti partnership come quelle con la Sezione di Milano del Cai e con il Parco delle Orobie, rappresenta uno dei punti di forza di questo progetto pilota. I cui organizzatori non si nascondono comunque le difficoltà sia nella ricerca di finanziatori sia nell’affrontare, con il determinante contributo di professionisti come le Guide alpine lombarde, le problematiche che l’andare in montagna inevitabilmente comporta.

Beltrame 1913Quando a Milano le montagne diventarono proletarie

Risalendo alle radici delle iniziative sociali cittadine “attraverso la montagna” e lo sport, va ricordato che i ceti popolari assunsero autonomamente l’iniziativa di frequentare le montagne agli inizi dell’altro secolo.

A Milano fin dal 1884 si costituì la Società Escursionisti Milanesi “Gamba bona” fra artigiani, impiegati e operai appassionati di podismo e di passeggiate in montagna. La “Gamba bona” fu di poco preceduta nel tempo dalla “Società Alpina Operaia A. Stoppani” (SAOAS) che – come ricorda una lapide posta sul Resegone un secolo dopo – fu fondata nel 1883 “in un radioso mattino di maggio” da un gruppo di operai lecchesi.

Due anni dopo nacque a Como il “Club Alpino Operaio” (CAO) che si distinse per le “gite collettive”, con partenza al sabato sera e marcia notturna “al suono brioso della fanfara sociale … per combattere il sonno”. Nel giugno 1911, a Monza, ebbe infine vita l’”Unione Operaia Escursionisti Italiani” (UOEI). Il motto era significativo: per il monte, contro l’alcool. Insomma, le Alpi al popolo ieri come oggi.

http://www.quartieritranquilli.it

http://www.caimilano.eu

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