Pro e contro l’eliski. Botta e risposta (cordiale ma non troppo) tra due guide alpine

Con attenzione Michele Comi, guida alpina della Valmalenco, segue in rete i movimenti degli operatori stranieri, guide alpine e altri siti che promuovono la pratica dell’eliski sul versante italiano delle Alpi. In primavera Michele aveva intercettato diverse promozioni di elicavalcate in Valtellina e più precisamente in Valmalenco e dato vita a un’importante manifestazione di protesta all’Alpe Arcoglio di cui il nostro blog ha dettagliatamente riferito.

Con l’approssimarsi della stagione invernale il monitoraggio continua e rivela nuove – e sorprendenti – promesse di svolazzi teutonici in Valmalenco, dalle quali si evince una sostanziale mancanza di conoscenza e di rispetto delle regole locali. Per questo Michele ha inviato una mail a Flory Kern, guida alpina e freerider tedesco che sul suo sito promuove una quattro giorni per l’introduzione all’eliski in Valmalenco in cui si promettono ben 15 punti di atterraggio fino a 3400 metri di quota.

Comi ha scritto una mail il 4 ottobre al collega ricordandogli che l’eliski in Valmalenco è proibito in quasi tutta la valle e che le zone protette SIC/ZPS includono tutta l’area del Disgrazia e del Bernina, mentre le poche aree disponibili, ovvero Arcoglio (nell’immagine sopra il titolo in una foto d’epoca) e Giumellino, sono poco appetibili per una quattro giorni di eliski.

Ecco tradotta la risposta di Flory, originariamente in lingua inglese:

Portraitflory4webjpg1“Grazie per le tue indicazioni a proposito dell’eliski in Valmalenco. So che la tua valle è molto stretta e rispetto le regole e le aree di atterraggio. Come probabilmente sai la gran parte dei nostri programmi di eliski sono lontani dall’Europa, e questo è il nostro business principale, quindi non siamo vincolati dalla promozione di un attività in un area in cui l’eliski è limitato. Ciò nonostante abbiamo dei clienti che vorrebbero provare a fare eliski per la prima volta e per loro la Valmalenco consente una buona esperienza iniziale. Considera anche che l’operazione ha un’interessante ricaduta economica sulle infrastrutture locali e sulle persone che collaborano con l’operazione. Ma stai sereno, se verremo a sciare saremo degli ospiti e rispetteremo il tuo punto di vista così come le regole del luogo”.

Flory

Ed ecco la replica di Michele al collega:

Michele-Comi_Open Circle - Melloblocco 2014“Ciao Flory, mi spiace ma la tua proposta è scorretta, tu promuovi 15 punti di atterraggio sopra i 2400 metri ma sai bene che le uniche aree permesse sono al di sotto dei 2400 metri di quota! Quanto all
a ricaduta economica sulle infrastrutture locali non mi trovi per nulla d’accordo, poiché ritengo che porti in Valmalenco ben pochi utili, soprattutto se comparati con il danno che procura a un approccio gentile, lento e sostenibile (the gentle enjoyment, slow and sustainable) di molte e molte persone. Io ritengo che una guida alpina dovrebbe capire che esiste un’etica che va oltre le regole del business. Perché allora non fare eliski in Svizzera? Nelle Alpi tedesche? In Francia o in Slovenia?”.

Michele

12 thoughts on “Pro e contro l’eliski. Botta e risposta (cordiale ma non troppo) tra due guide alpine

  • 24/10/2015 at 09:07
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    Bello questo scambio di idee. Vorrei averlo pubblicato io… perciò lo condivido volentieri!

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  • 16/10/2015 at 18:16
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    Il problema è che queste regole Fabrizio non esistono, se non in Trentino ed in Alto Adige ed in ristretti lembi di territorio sul resto dell’Arco alpino.
    Il fattore etico ci sta eccome, visto che, qua sì per regola, un elicotterista non può condurre per conto proprio un gruppo ma deve avvalersi del servizio di una Guida Alpina. Ancora più un problema di etica lo diventa quando Guide straniere che non possono volare sui loro territori perché proibito, approfittano del fatto che in Italia, come sempre oserei dire, le regole siamo gli ultimi a farle.
    Sarebbe interessante che Kern portasse le sue motivazioni negli altri Paesi dell Arco alpino per promuovere una liberalizzazione dell’eliski su quei territori e vedere che cosa gli viene risposto.
    Quindi come puoi immaginare il problema è soprattutto etico e se ne sta dibattendo in vari ambiti compresi i Collegi delle Guide Alpine proprio per questo motivo.

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  • Pingback: Pro e contro l’eliski. Botta e risposta (cordiale ma non troppo) tra due guide alpine | Neve & Valanghe - Schnee & Lawinen

  • 16/10/2015 at 12:11
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    Caro Michele, se ancora fosse necessario per capire, le due tesi (tua e di Kern) sono allo stato attuale emblematiche per quanto rigurarda la visione della nostra professione. Da una parte chi considera che essere e fare la Guida sia non solo un rapporto di lavoro, ma che coinvolga anche tutto un insieme di atteggiamenti etici e di valorizzazione dell’ambiente (il nostro posto di lavoro oltretutto) che oltre a mantenerlo il più possibile in una condizione di vivibilità rispettosa, incoraggi la certezza di una sopravvivenza dello stesso almeno dove questo risulta meno contaminato (antropizzato). Dall’altra parte chi vede nell’esercizio della professione un buon metodo per fare ciò che anglofonicamente si definisce “Business” con annessi e connessi che questo comporta nell Era della Globalizzazione.
    Abbracciare questa professione, viverne gli aspetti esaltanti ma anche quelli deprimenti come la difficoltà a reperire clientela e di conseguenza vivere di entrate dignitose (Guide Alpine arricchite col proprio lavoro mai conosciute!), significa abbracciare una cognizione diversa da quella dello Yuppie in carriera, significa godere del tempo libero a disposizione per esplorare posti nuovi, mangiando panini di mortadella e dormendo in tenda, senza rimpiangere il fatto che c’è chi può permettersi il 5 stelle cibandosi dii ostriche e champagne…
    Dev’esserci un attaccamento profondo e quasi mistico con la montagna o l’ambiente in genere che ti dia la sensazione di essere il custode privilegiato di segreti antichi da trasmettere a chi ci chiede di farsi accompagnare nella wilderness!
    Chi crede invece di trovarvi facile guadagno si mette alla stregua di uno qualunque che sa sciare bene (in questo caso lo sci) ed a quel punto UIAGM o meno conta poco, ciò che potrai trasmettere sarà certamente adrenalina ma niente di più e quella si può trovare in infiniti modi.
    Il mettere in antitesi situazioni consimili tipo eliski e motoslitte lo trovo oltremodo un atteggiamento puerile, sintomo dei tempi, per sgravarsi delle proprie responsabilità e continuare a farsi gli affaracci propri giustificandoli con scuse che alimentano la polemica ma non risolvono nulla.
    Bene hai risposto sul fatto che parlare serve poco, bisogna agire e chi ha qualcosa da recriminare senza aver fatto un bel niente in proposito farebbe meglio a tacere o meglio ancora a porsi con modestia chiedendo e non giudicando!
    Se dovesse servire (ma non credo, visto che già ne abbiamo parlato) hai tutto il mio appoggio sia morale che pratico dove ci sarà possibilità di intervenire in proposito!
    Stefano Michelazzi – Guida Alpina

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  • 16/10/2015 at 11:18
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    Credo che MountCity sarebbe ben disposto a sostenere una campagna anti-cingolati…

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  • 15/10/2015 at 23:44
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    Luca perché non ti attivi in prima persona per contrastare l’abuso dei mezzi cingolati? Io l’ho fatto ad esempio con la predisposizione della petizione e raccolta firme già nel 2012 contro la follia dell’apertura alle motoslitta a Campagneda assieme a Beno, direttore della rivista “Montagne divertenti” e dal 2011 con l’ideazione del raduno sciistico annuale (Arcoglio-Torre) che propone il piacere di ritrovarsi sulla neve, riscoprendo un antico momento di sport e natura nella splendida conca di Arcoglio utilizzando la sola energia dei propri muscoli.

    No motoslitte: http://www.lemontagnedivertenti.com/Sites/83/WebExplorer/Collaboratori/foto%20x%20articoli%20vari/Petizione%20Motoslitte%202012.pdf

    Per la cronaca le incursioni aeree in programma sono ben più di una giornata l’anno:
    Flory Kern
    Lombaheli 1: 26.02. – 01.03.2016
    Lombaheli 2: 01.03. – 05.03.2016
    Lombaheli 3: 05.03. -09.03.2016

    I tirolesi di Yellow Travel
    HELIVAL1601: 26.-28.02.2016
    HELIVAL1602: 11.-13.03.2016
    Cui aggiungere potenzialmente ogni fine settimana frutto della costuita ATI tra Monterosa travel&C che ha visto il pronunciamento critico della sez Valtellinese del CAI già evidenziato su questo sito: http://www.mountcity.it/index.php/2015/10/10/si-allarga-il-fronte-anti-eliski-il-cai-valtellinese-si-pronuncia-contro-un-nuovo-progetto-in-valmalenco/

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  • 15/10/2015 at 21:30
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    Nella scorsa stagione, salendo al raduno no-heliski in Arcoglio, una motoslitta prepotente infastidì alquanto il mio approccio a piedi e quindi “gentile” verso il rifugio Cometti. Fate qualcosa anche per questo grave problema della zona, quantitativamente e qualitativamente ben più rilevante del Flory Kern che passa una volta all’anno. Se c’è una motoslitta in giro la senti per ore intere a sgasare ed eruttare fumi di scarico, l’elicottero dopo 2 minuti se ne va. Siate coerenti con le vostre lotte intestine. Grazie.

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  • 15/10/2015 at 19:47
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    Grazie Michele per il tuo prezioso lavoro. Mi impressiona solo l’incapacità da parte di uomini di montagna di comprendere da soli, che l’unico business conveniente per tutti è quello della tutela e della preservazione delle nostre montagne.

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  • 15/10/2015 at 16:18
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    Quanto hai ragione Michele! Già basta un elicottero del Soccorso a rompere l’incanto (ma quello lo capisco e lo accetto…) figurati quello per portare quattro persone a sciare fuori dal caos… Quanto alla ricaduta economica ti do ragione. Ho visto al Moncenisio. Pullmino con 5 francesi che vengono in Italia (in Francia, è vietato essendo un Parco Nazionale), li scaricano, li mettono sull’elicottero, e ritornano a portarseli negli alberghi in Francia…. Forse, forse, han preso un caffè….

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    • 16/10/2015 at 16:01
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      Mi fa sorridere il fatto che per qualcuno se una persona come Michele si attiva su un determinato punto (eliski in Valmalenco) automaticamente debba elevarsi a paladino del rispetto dell’Alpe (vedi commenti su motoslitte). Qua più che posizioni contrastanti sul mestiere della guida si tratta di rispetto delle regole che per quanto suoni strano anche in Italia dovrebbero valere. Per tutti, stranieri compresi. Dunque Michele ha tutta la ragione dalla sua, etica a prescindere, e sacrosanto diritto a farla valere.

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      • 16/10/2015 at 18:18
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        Il problema è che queste regole Fabrizio non esistono, se non in Trentino ed in Alto Adige ed in ristretti lembi di territorio sul resto dell’Arco alpino.
        Il fattore etico ci sta eccome, visto che, qua sì per regola, un elicotterista non può condurre per conto proprio un gruppo ma deve avvalersi del servizio di una Guida Alpina. Ancora più un problema di etica lo diventa quando Guide straniere che non possono volare sui loro territori perché proibito, approfittano del fatto che in Italia, come sempre oserei dire, le regole siamo gli ultimi a farle.
        Sarebbe interessante che Kern portasse le sue motivazioni negli altri Paesi dell Arco alpino per promuovere una liberalizzazione dell’eliski su quei territori e vedere che cosa gli viene risposto.
        Quindi come puoi immaginare il problema è soprattutto etico e se ne sta dibattendo in vari ambiti compresi i Collegi delle Guide Alpine proprio per questo motivo.

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