Allegria, gli sci di Mike vanno all’asta

StriscioneOltre 400 lotti appartenuti alla vita privata e professionale di Mike Bongiorno vengono messi all’asta a Milano in due tornate martedì 20 ottobre 2015 alle 16 e alle 21 presso la Casa d’Aste Il Ponte in via Pontaccio 12, nell’elegante palazzo Crivelli che per l’occasione si fregia di uno striscione con l’esclamazione “Allegria!”. L’iniziativa della Fondazione Mike Bongiorno è stata voluta dalla moglie e dai figli per sostenere le persone in difficoltà e riqualificare gli spazi comuni del quartiere Gratosoglio con una nuova piazza intitolata, guarda caso, “Allegria”. Naturalmente non mancano tra gli oggetti all’incanto testimonianze della sua passione per la montagna e per lo sci in particolare. Come i Volkl con cui disegnava perfette traiettorie sulla pista del Ventina a Cervinia o gli attrezzi da fondo con cui purtroppo si ruppe un femore negli ultimi sprazzi della sua intensa attività sciistica. O il piumino rosso che lo accompagnò anche al Polo Nord. O infine la vignetta di Walter Molino sulla Domenica del Corriere che lo raffigura mentre perde l’equilibrio sugli sci e si spezza una gamba.

Sci Mike copia
I mitici Volkl di Mike messi all’incanto in un’asta benefica (ph. Serafin/MountCity)

Immagini e simboli e memorabilia di una passione sconfinata per la montagna che MountCity è andato a fotografare. E che ora emerge da un’intervista che il vostro blogger gli fece nel 2008 in occasione di un incontro televisivo a cui parteciparono Reinhold Messner, Mauro Corona e il presidente generale del Cai Annibale Salsa. Fu in quella circostanza che Mike quasi implorò un riconoscimento da parte del Club Alpino Italiano. Diventare socio onorario era il suo sogno: avrebbe portato un po’ di allegria in un sodalizio che forse ne aveva bisogno e mai come adesso sembra averne.

L’intervista

Domanda inevitabile: qual è Mike la sua montagna del cuore?

“Ma è ovvio, il Cervino. Anche se Cervinia dove ho trascorso alcuni dei più bei giorni della mia vita soffre della cattiva urbanizzazione che sappiamo. A Cervinia, tolto lo sci, non resta altro. Quando il tempo è bello è il posto più bello del mondo, quando è brutto ti si stringe il cuore”.

Il Cervino è stato anche teatro di una sua disavventura…

“E’ vero, mi sono fatto portare in vetta con un elicottero per realizzare uno spot pubblicitario. Poi il tempo si è messo al brutto e sono rimasto lassù, bloccato e spaventatissimo. Non ripeterei più quell’esperienza per tutto l’oro del mondo”.

Mike e Annibale confabulano copia
Mike Bongiorno manifesta al presidente generale del Cai Annibale Salsa il desiderio di diventare socio onorario. Correva l’anno 2008. Sopra il titolo, il suo abituale modo di rivolgersi al pubblico (ph. Serafin/MountCity)

Insomma, a Cervinia lei si considera di casa. Che cosa in particolare la lega a questa località?

“Per trent’anni ho sciato lì, vi pare poco? Un giorno con Bepi Garnero, maestro di sci, abbiamo fatto il calcolo di quante migliaia di chilometri abbiamo percorso sulla pista del Ventina. Pensi che quando ero ancora in forma mi facevo sei volte la pista in una sola giornata. Mi fermavo solo a metà. Per rivolgere lo sguardo al Cervino”.

Il suo migliore compagno di sciate?

“Nessun dubbio, è stato Bepi. Ha cominciato come battipista, poi ha fatto carriera come maestro di sci aprendo un negozio di abbigliamento. Insieme sciavamo come matti. Partivamo il mattino alle dieci e finivamo alle cinque. Sette ore filate. Prima che seppellissero le sue spoglie, mi sono seduto accanto a lui a piangere. E’ stato un impareggiabile compagno di avventure. Siamo stati insieme anche al Polo Nord”.

Dicono che con gli sci lei pennellasse…

“E’ vero, avevo molto stile. Ero arrivato al punto che curvavo con il semplice pensiero”.

Allo sci ha dedicato tanta passione, dallo sci ha avuto tanto. Ma lo sci le ha dato anche qualche dispiacere, vero?

“Adesso dico una cosa che sembrerà un po’ esagerata. Io ero fiero di me quando mi chiedevano: ma eri tu che venivi giù così bene? E la soddisfazione era maggiore di quando qualcuno diceva: però, Mike, che bella trasmissione hai fatto! Eh sì, quante avventure… E quante fratture. Sono tutto una frattura. Cosa volete. Sono cose che capitano quando si scia come ho sciato io. Mettevo gli sci in ottobre e li toglievo a metà luglio. Sciavo tutti i week end, con tutte le nevi. Ho sciato con Leo Gasperl e Giuseppe Pirovano, due che hanno fatto conoscere Cervinia nel mondo”.

L’episodio che ricorda più volentieri?

Piazza Allegria
Nel quartiere Gratosoglio nascerà una piazza Allegria (ph. Serafin/MountCity)

“Ho fatto un paio di volte da apripista nella famosa gara del Furggen, su una pista che poi è stata chiusa perché giudicata troppo pericolosa. Era lunga dieci chilometri. Il primo tratto era una cosa spaventosa. Ogni anno mieteva un paio di morti tra gli sciatori che non valutavano bene le insidie e volavano subito, sui lastroni di ghiaccio della partenza, finendo nel burrone. Poi hanno scavato nella roccia più di trecento scalini da scendere con gli sci in spalla rischiando comunque disastrose scivolate. L’ultima volta che ho aperto la gara mi sentivo un campione. E non era solo un’impressione. Il cronometro ha segnato otto minuti e dieci secondi. Otto minuti, pensate, per fare dieci chilometri di discesa. Ma niente in confronto ai tempi realizzati da tedeschi e austriaci allora in gara: cinque minuti, secondo più secondo meno! Anche la parte finale era pericolosa. Non ha idea di quale ecatombe…”.

Un bilancio, per concludere…

“Volentieri, eccolo. Cinquant’anni di sci e un’infinità di fratture: due volte la caviglia e sempre nello stesso punto sulla pista del Bardoney, una volta il ginocchio, un’altra il femore. Un’altra volta ancora ho preso una botta tale…Dimenticavo: al gomito mi hanno tolto la capsula sinoviale. Ne ho viste insomma di tutti i colori. Però è stato bello, sarei pronto a ricominciare”.

Il catalogo degli oggetti di Mike Bongiorno all’asta è visibile su www.ponteonline.com

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