La bergera delle Marittime e la masai del Kenya

Il premio “Torino e le Alpi”, sostenuto dalla Compagnia di San Paolo, è andato quest’anno a “Enchikunye / Coming back home” di Sandro Bozzolo, film in concorso all’edizione 2015 di CinemAmbiente. Il film racconta l’incontro di una bergera delle Alpi Marittime, Silvia, con una giovane Maasai, Leah, che ha lasciato gli spazi della Rift Valley in Kenya per emanciparsi: dapprima Nairobi, l’università, il mondo occidentale.

Alpidoc
La copertina di “Alpidoc” dedicata all’incontro fra le due “guerriere” (ph. Nanni Villani)

“Un cosmo femminile antico e modernissimo” emerge, secondo Enrico Camanni, da questo film girato in un alpeggio della Valle Gesso. Presentato anche al TrentoFilmfestival, il cortometraggio ha avuto un’interessante anteprima nelle pagine della bella rivista trimestrale Alpidoc diretta da Nanni Villani, espressione delle sezioni cuneesi del Club Alpino Italiano.

A raccontare lo strano incontro tra queste donne “così diverse e così vicine” è lo stesso regista  Sandro Bozzolo (1986) che vive a Viola nell’alta Val Mongia, in provincia di Cuneo, ma ha trascorso lunghi periodi in Lituania, Colombia, Ecuador, Argentina e Germania.

“Ho conosciuto Leah due anni fa in Kenya”, racconta Bozzolo nella rivista Alpidoc. “Ho saputo che è cresciuta in una famiglia Maasai tradizionale, dedita alla pastorizia nomade. Quando l’ho incontrata studiava management a Nairobi, sfidando le consuetudini che non prevedono istruzione superiore per le donne Maasai. La sua storia mi ha riportato all’esperienza di Silvia, la bergera delle Marittime che da quarant’anni lavora con il suo gregge sfidando le convenzioni che fanno del pastore un mestiere prevalentemente maschile”.

Attualmente Leah, per interessamento di Carlin Pietrini studia all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo. “Nel 2007 e nel 2009, nel mio villaggio”, racconta la giovane, “abbiamo subìto delle gravissime carestie e perso molti animali. Mi sono resa conto che avrei dovuto lottare per avere una migliore istruzione e procurarmi i mezzi culturali per reagire di fronte ai problemi del nostro lavoro, senza dimenticare però le conoscenze tradizionali che hanno guidato i nostri passi fino a qui”.

Vincitori Torino e le Alpi
Da sinistra il regista Sandro Bozzolo, la protagonista Leah Lekanayla e il produttore del film Max Chicco (foto: CinemAmbiente). Nella foto sopra il titolo Leah e Silvia in un bellissimo scatto di Nanni Villani.

Silvia la bergera invece ha quasi sessant’anni e alpeggia con il gregge in Valle Gesso da quando ne aveva otto. È cresciuta con le pecore e vive a suo modo fuori dal mondo, ma anche dentro il mondo: lavoro, solitudini, montagne, stagioni, migrazioni.

“La sfida del film”, spiega Camanni nel sito “Torino e le Alpi”, “era farle incontrare e far nascere una relazione umana. Nelle atmosfere rarefatte e malinconiche delle Alpi Marittime, attraverso dialoghi silenziosi, sguardi ed emozioni appena dissimulate, Silvia e Leah si raccontano quanto sia grande il mondo, e quanto sia piccolo. Le pecore sono una metafora dell’ordine e del disordine della vita allo stato “brado”, dove la natura segue le sue leggi”.

Per saperne di più: www.ilmurran.it

http://www.torinoelealpi.it

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