Montagna cenerentola. Fra gli 800 eventi letterari di BookCity ha brillato solo la stella di Mauro Corona

Schermata 2015-10-26 alle 10.49.35E’ singolare e, purtroppo, significativo che tra gli 800 eventi della rassegna BookCity Milano (dal 23 al 25 ottobre 2015) uno solo sia stato dedicato alla montagna a differenza degli altri anni, quando nel palinsesto di questa grandiosa rassegna era stata addirittura inserita la Sezione di Milano del Cai grazie alla sua attivissima Commissione culturale. L’evento ha avuto per protagonista Mauro Corona, e che protagonista!, che sabato 24 e domenica 25 ottobre ha conquistato i cuori dei milanesi in una città avida di novità, dove ha fatto la sua  figura anche il Milano Mountain Film Festival con 140 irriducibili appassionati nella serata di avvio al cinema Arca. Tanti, pochi? La montagna continua a rappresentare un amore esclusivo, un mito per pochi, a meno che non si trasformi in luna park.

A BookCity Milano, che ha registrato 150 mila visitatori, si è parlato di sport, di medicina e salute, di cibo e cucina, di cibo e letteratura, si è celebrato Dante Alighieri, ma nemmeno un cenno ai 150 anni della conquista del Cervino che ha prodotto parecchia letteratura, e neanche uno spazietto riservato all’immancabile libro di Reinhold Messner uscito in questa circostanza.

Corona a BookCity
Corona dialoga a BookCity con Paolo Di Paolo…

E meno male che c’era Mauro, uomo di grande simpatia, che ha dialogato con Paolo Di Paolo sulla forza misteriosa della montagna: “Se saremo capaci di avvertire le presenze nascoste nel buio, avremo fatto il passo decisivo per capire che inseguire i segreti della montagna non vuol dire nient’altro che ricercare noi stessi…”.

Corona ha firmato le copie del libro “I misteri della montagna” (Mondadori, 235 pagine, 19 euro) presso Mondadori Megastore, poi ha passeggiato a braccia nude in maglietta in piazza del Duomo mentre gli astanti indossavano piumini. Infine se l’è moderatamente spassata all’Expo apprezzando la fantasie degli architetture ma annoiandosi a morte (come dargli torto?) all’interno dei padiglioni.

Corona in piazza Duomo
…poi va a spasso in maglietta in piazza del Duomo.

“E’ un peccato”, ha spiegato Corona al cronista del Corriere della Sera, “smantellare tutte queste strutture. Questo luogo dovrebbe rimanere intatto, qui potrebbero trovare spazio laboratori per l’artigianato e la musica, luoghi dove spiegare ai ragazzi come muoversi nei boschi con l’aiuto di cacciatori e guide alpine. Insomma, luoghi dove recuperare l’uso delle mani che abbiamo perso. Partendo dai bambini, che spesso non sanno nemmeno più che sapore ha una carezza”.

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