Ossola dimenticata. In colpevole rovina in Valle Antigorio la palazzina liberty di Portaluppi

Piange il cuore a due passi da Crodo (Valle Antigorio) vedere la palazzina liberty annessa alla centrale idroelettrica di Crego così mal ridotta, una costruzione di cui invano mentre scriviamo queste note l’Enel cerca di sbarazzarsi. Il cartello “In vendita” affiora tra rovine, muri scrostati, pavimenti divelti, tetti sfondati, erbacce che ne invadono la facciata. Ma ci si rende da queste parti di quale sia il valore storico e culturale di questo manufatto? L’agenzia immobiliare a cui è affidata la vendita gentilmente informa che per “sole” 200 mila euro è possibile trattare l’acquisto. Ovviamente per i restauri occorre spendere molto più.

Centrale Crego
La centrale di Crego realizzata nel 1919 da Mario Portaluppi. Nella foto sopra il titolo un particolare dell’annessa palazzina in stato di abbandono (ph. Serafin/MountCity)

La palazzina ha le leziosità proprie del periodo liberty. A pochi passi, il Toce (o la Toce) disegna fantastiche marmitte in corrispondenza con il giardino glaciale di Verampio il cui fondovalle è considerato l’unica zona delle Alpi in cui è possibile osservare i livelli strutturali più profondi dell’edificio alpino, formati da gneiss granitoidi massicci di chiara origine continentale (cupola di Verampio).

Più in su verso Premia crepacci profondi decine di metri sono denominati orridi, incisi dall’erosione millenaria di torrenti sublglaciali. Alcuni di essi, come nel caso degli orridi di Uriezzo e Balmafredda formati dal fiume Toce nell’ultimo periodo glaciale, e oggi asciutti, sono percorribili per lunghi tratti; altri, come gli orridi di Balmasurda, Santa Lucia, Maiesso e Arvera ospitano l’attuale alveo del fiume. Insomma, un luogo incantevole che d’estate attira migliaia di turisti, ma che meriterebbe una migliore valorizzazione. Possibile che a nessuno venga in mente di fare di questa palazzina un centro visite in questo tratto dell’Ossola percorsa da notevoli flussi turistici, inserendovi una mostra sulla storia di quell’industria idroelettrica cantata da Ermanno Olmi nei suoi documentari, di quelle fonti pulite di energia che hanno alimentato i primi locomotori e i primi tram a Milano consentendo alla metropoli di porsi al centro del famoso triangolo industriale? Che cosa sono 200 mila euro, il prezzo di un monolocale a Milano, per una costruzione che rappresenta un pezzo di storia?

Le Alpi, com’è facile intuire, sono piene di edifici in questo deplorevole stato ed esiste una geografia dell’abbandono come ben sa la Commissione per la protezione delle Alpi (Cipra) che nel 2011 lanciò il progetto di architettura alpina “Constructive Alps” per le ristrutturazioni e costruzioni e sostenibili che nelle Alpi rispecchiano la varietà dell’architettura alpina: case unifamiliari, uffici, e poi scuole, municipi e chiese.

Cupola di Verampio
Il giardino glaciale di Verampio il cui fondovalle è considerato l’unica zona delle Alpi in cui è possibile osservare i livelli strutturali più profondi dell’edificio alpino (ph. Serafin/MountCity)

Qui, a pochi passi dalla palazzina che un tempo ospitava i tecnici addetti alla centrale idroelettrica, la Centrale di Crego (1917-1919) si presenta con le ampie superfici a bugnato rustico, i profili rinforzati da grossi conci in serizzo e i profili seghettati dei prospetti che richiamano l’architettura medioevale, anche se la testata cruciforme suggerisce una dimensione “sacra” dell’edificio.

Il luogo è indubbiamente magico, ai margini della piana alluvionale che si stende ai piedi di Crodo. La centrale è una delle sei progettate e realizzate da Mario Portaluppi (1888-1967) a partire dalla fine del XIX secolo, quando il celebre architetto milanese invase il dominio degli ingegneri, trasformando le centrali in opere d’arte industriali che contribuiranno a creare il mito dell’elettricità.

Portaluppi introdusse nella centrale repertori figurativi e progettuali innovativi, ispirati all’eclettismo e all’art déco per virare, nella seconda parte della sua attività, verso soluzioni moderniste.

Non aveva che 25 anni Portaluppi quando progettò per le Imprese Elettriche Conti la prima delle cinque centrali che verranno realizzate nelle valli Antigorio e Formazza. Le centrali sono quelle di Crevola (1923-1925), Verampio (1910-1912) ampliata nel 1930, Crego (1917-1919), Cadarese (1927-1929), Sottofrua (1922-1923). Richiami irresistibili, pietre miliari per un turismo culturale evoluto. Se mai qualche rappresentante delle “istituzioni” avesse orecchie per intendere.

Informazioni: immobiliare@studioglionna.com

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