I segreti del Sacro Monte di Varese: scoperti affreschi d’epoca sforzesca e sepolture medioevali

“Quando i monti diventano sacri” era il titolo di un articolo pubblicato da MC il 12 luglio 2015 in cui si racconta il “viaggio fotografico di Franco Restelli fra sentieri e cappelle“. Il libro definito “un viaggio straordinario che diventa esperienza culturale, artistica e spirituale” ha spinto tante persone ad avvicinarsi per la prima volta a Sacri Monti più o meno noti e ad apprezzare anche le possibilità escursionistiche che offrono, soprattutto nel periodo invernale, quando il cammino procede lungo pendii riparati, quando l’aria è più trasparente e gli alberi spogli lasciano correre lo sguardo su panorami stupendi.

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Un affresco della cripta: Gesù con San Pietro e San Paolo (ph. D. Monti / Vie Storiche). Nella foto sopra il titolo Santa Maria del Monte appare tra i rami ai pellegrini che salgono da Varese.

Una novità di grande rilievo storico ed artistico riguarda il Sacro Monte di Varese, un motivo in più per programmare una visita ed una passeggiata: gli scavi archeologici eseguiti nella cripta romanica e nel corridoio sotto l’altare del santuario di Santa Maria del Monte hanno rivelato resti murari e pavimentali di una precedente chiesetta del quinto secolo, appena più tarda rispetto all’epoca in cui l’arcivescovo di Milano, secondo la leggenda, fece costruire un altare in questo luogo per celebrare la vittoria sugli Ariani.

Di non minore importanza la scoperta di una serie di affreschi d’epoca sforzesca che, rimuovendo un contrafforte in pietra e un armadio nel corridoio d’accesso, sono tornati alla luce in quella che è stata subito ribattezzata la “Sala delle tre Madonne”. Sono emerse infine antiche sepolture medievali addossate alla navata del santuario. (cfr. “La cripta del Sacro Monte svela i suoi segreti” di Sergio Redaelli su www.viestoriche.net).

Salire al Sacro Monte è una consuetudine per molti varesini e per tanti altri che percorrono il Viale delle Cappelle con lo spirito del pellegrino oppure per ritrovare, nel cammino, un momento di riflessione o semplicemente di svago.

L’ampio viale è, per tutti, un invito a condividere l’emozione per le installazioni artistiche offerte dalle Cappelle, ma, giunti al pittoresco nucleo medievale dominato dal santuario di Santa Maria del Monte, il camminatore può continuare con un sentiero che conduce ad esempi significativi di architettura  Liberty ed alle vette del Campo dei Fiori.

Da quota 1200 metri il massiccio con le sue quattro cime (su una è situato l’osservatorio astro-meteo della Società Astronomica Schiapparelli) domina Varese e la pianura padana, l’arco alpino dal Monviso a tutta la catena del confine Italo-Svizzero con la maestosa presenza del Monte Rosa ed i famosi sette laghi.

Panorama da Sacro Monte
Il Monte Rosa e le Prealpi piemontesi sopra una coltre di nebbia: un panorama incantevole da Campo dei Fiori, che merita una passeggiata (ph. D. Monti/ Vie Storiche)

La sosta, per un panino, all’ultima vetta del Forte di Orino permette in ogni momento dell’anno di soffermarsi a riconoscere le montagne più note, ad impadronirsi della geografia dei territori alpini e prealpini che da qui si rivelano da un punto di vista privilegiato.

Innumerevoli anche le opportunità per gli speleologi di effettuare visite sotterranee alle varie grotte che, come il più noto “Bus del Remeron”, si aprono in vari punti della montagna o, per i rocciatori, di allenarsi con attrezzatura adeguata su una semplice parete di calcare poco lontano dalla “Punta del Cannone”.

Un vero parco dei divertimenti molto frequentato fino agli anni Cinquanta quando si raggiungeva facilmente con i mezzi pubblici (dalla stazione ferroviaria con un tram e due funicolari). Oggi il limitato numero dei posteggi consiglia di arrivare presto la domenica (per gli altri giorni di solito non ci sono problemi) o di utilizzare l’autobus o meglio di cominciare la propria escursione a piedi dal borgo di Sant’Ambrogio passando vicino alle splendide ville ed ai parchi secolari che hanno reso nota Varese come la “città giardino”.

Dario Monti (www.viestoriche.net)

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