Simon Yates, l’uomo della “morte sospesa”

Appuntamento imperdibile, alle ore 21 di mercoledì 11 novembre 2015 presso il Cineteatro Palladium di Lecco, con l’inglese Simon Yates uno degli scalatori inglesi più conosciuti non solo per il suo alpinismo ad alto livello, ma anche – e soprattutto – per essere l’uomo che per salvarsi tagliò la corda a cui era legato il compagno Joe Simpson durante la fatidica spedizione del 1985 sul Siula Grande, in Perù. L’episodio viene raccontato da Simpson nel bellissimo libro “La morte sospesa” da cui è stato tratto poi un film, probabilmente un capolavoro della cinematografia di montagna. Ecco come la serata a Lecco viene presentata da Renato Frigerio del Gruppo Gamma, uno degli organizzatori dell’evento.

Fine della quarantena

È confortante sapere che, per quello che riguarda l’alpinismo, il 2015 si conclude a Lecco con la fine di una quarantena che, come aveva avuto un principio sconcertante e imprevedibile, con pari stupore e soddisfazione sarà certamente salutata da tutti coloro che hanno nel cuore l’alpinismo nel suo aspetto più autentico. Senza voler rivangare i motivi che avevano determinato la chiusura delle iniziative culturali in grande stile, alle quali i lecchesi di più fine sensibilità si erano affezionati, accenniamo soltanto che questo ripensamento in senso positivo si è verificato contemporaneamente al recente rinnovo del Consiglio direttivo del Gruppo Gamma.

Certo, i problemi di finanziamento legati alla definizione della collaborazione con le istituzioni, non risultano azzerati di colpo, e nemmeno ci si può aspettare ora una copertura che ci consenta di riprendere tutto come per il passato. Sappiamo che dovremo limitare le aspettative a quanto ci perverrà come risposta dagli eventuali sponsor privati che già avevano condiviso i nostri intenti e che ora ritorneremo ad interpellare.

Verrà fatto comunque ogni sforzo per poter organizzare, almeno una volta all’anno, una di quelle manifestazioni che lasciano il loro segno indelebile, che può da solo illuminare fortemente e a lungo la passione alpinistica della nostra città. In partenza, nell’attesa di ultimare lo studio di un lusinghiero progetto innovativo da attuare già dal prossimo anno, si ritorna sulla scena con l’intervento di uno dei personaggi più richiesti nel circuito internazionale: allo stesso tempo alpinista di raro profilo e conferenziere tra i più brillanti che si possa trovare.

Morte sospesa
Il libro in cui Joe Simpson racconta la drammatica esperienza vissuta con Simon Yates che nella foto sopra il titolo appare durante una recente visita al TrentoFilmfestival.

Simon Yates è un nome arcinoto al pubblico a motivo di quella vicenda clamorosa di cui fu protagonista fin dal tempo del suo esordio nell’alpinismo, quando si vide costretto a tagliare la fune che sosteneva il suo compagno di cordata, che finì per precipitare in un crepaccio dopo un volo fatale. Il fatto non ebbe sorprendentemente l’esito tragico che sembrava inevitabile, ma l’avventura di Simon Yates e Joe Simpson ebbe trent’anni or sono una tale risonanza mondiale, che fu abbondantemente ripresa dalla letteratura, dal teatro e dal cinema. E’ forse inevitabile che, nel suo intervento, l’alpinista britannico si soffermi anche su questo episodio.

A differenza di altri colleghi di fama pari alla sua, le serate di Yates sono generalmente piene di battute, che sfociano in sonore risate con il pubblico. Non per nulla risulta sempre più crescente il riscontro che ottiene nella sua veste di conferenziere che calca i numerosi palcoscenici di tutto il mondo, mostrando foto e spezzoni di video e commentandoli con il tipico humour britannico.

Nato nel Leicestershire nel 1963, Yates ha studiato biochimica all’università ed è sempre stato appassionato d’alpinismo. Tanto che, non appena terminati gli studi universitari, con comprensibile delusione dei suoi genitori, annuncia subito di volersi dedicare interamente all’alpinismo, e ne dà concreta dimostrazione partendo immediatamente per una serie di viaggi e ascensioni.

Di carattere allegro, giovale e simpatico, si rivela soprattutto una persona alla continua ricerca dell’esplorazione, del nuovo, dell’ignoto. Potremmo così dilungarci a tracciare in modo impressionante il suo curriculum alpinistico, dove, a partire dal 1985 e continuando fino a questi ultimi giorni, si annoverano decine e decine di prime ascensioni, dalle Ande peruviane al Karakorum pakistano, dalla catena montuosa asiatica del Tien Shan all’Himalaya del Nepal orientale, dalla Patagonia all’Alaska, dal Kazakistan e Kirghizistan alla Groenlandia.

Nella loro tradizionale attenzione verso la grande scuola dell’alpinismo inglese, di cui nel corso delle loro serate hanno fatto incontrare con i lecchesi ben 13 dei loro esponenti, i Gamma hanno tenuto in serbo, forse come per un prelibato dulcis in fundo, questo straordinario alpinista che ha una spiccata predilezione per le montagne poco esplorate e più selvagge.

Nella sua serata lecchese, che vede Luca Calvi nella veste d’interprete, Simon Yates ci presenta “La mia vita tra tante montagne”: le sue ascensioni più significative, in più di trent’anni di alpinismo. In chiusura poi ci riserva alcune immagini relative ai suoi ultimi viaggi in Antartide e nella Terra del Fuoco, le aree da lui più amate e che continuano ad offrire un ampio campo d’azione per viaggiatori ed alpinisti che vogliano partire alla ricerca della sfida con l’incertezza del risultato. Come ha fatto Simon, moderno continuatore, assieme ad altri alpinisti inglesi di primissimo livello, della grande tradizione dell’alpinismo britannico.

Renato Frigerio

Gruppo Gamma, Lecco

http://www.gamma-lecco.eu

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