Premi Meroni. Milano celebra lo sposalizio con la montagna

Premiati Meroni 2015
Il gruppo dei premiati. Sulla destra la coordinatrice del comitato organizzatore Nicla Diomede e Marco Albino Ferrari che ha condotto la cerimonia della premiazione. Nella foto sopra il titolo l’incontro tra Annalisa Fioretti e Ivo Ferrari .

Premio Meroni logoE’ stato come se si fosse celebrato lo sposalizio di Milano con la montagna. Per giunta sotto lo sguardo benedicente di Sant’Ambrogio che nel gonfalone del Comune impugna il pastorale e lo staffile. Sabato 14 novembre 2015 può essere considerata una data storica per Palazzo Marino che ha ospitato la cerimonia per i Premi Meroni destinati ai benemeriti della montagna. E lo ha fatto in quel salone d’onore che prende il nome dall’architetto Galeazzo Alessi dove si trovano, oltre all’immagine del santo patrono, dodici affreschi con le Nove Muse e gli dei Apollo, Bacco e Mercurio. Il rito, seguito da un centinaio di appassionati in religioso silenzio rotto di quando in quando dallo scrosciare dei battimani, è stato officiato per conto della Società Escursionisti Milanesi da Marco Albino Ferrari, penna raffinata delle Terre Alte che a Milano ha fondato e dirige il prestigioso bimestrale Meridiani Montagne (Domus editrice). Sulla pedana, in un succedersi di slide show, power show e filmati in base alla puntuale regia di Claudio Bisin, sono sfilati i cinque premiati preceduti dalle parole di Laura Posani, presidente della SEM che ha ringraziato per i generosi contributi sia il circolo ricreativo dell’Università degli studi (Crusm) dove lavorava Marcello Meroni, fisico e istruttore di alpinismo a cui è intestato il premio, sia la Scuola regionale lombarda di alpinismo in cui operava Marcello.

Masera e Zoia
Il professor Giuseppe Masera, premio speciale della giuria (qui riceve le congratulazioni del presidente del Cai Milano Giorgio Zoia), è il propugnatore del progetto “A ciascuno il suo Everest” L’idea di portare in montagna i bambini guariti dalla leucemia è nata a Chamonix nel 1994.

In quest’oasi di pace appena sfiorata dai venti di guerra di questi tempi cupi, l’alpinismo si è presentato con alcune delle sue molte facce, esclusa quella banale dei reality show televisivi. C’era l’alpinismo di chi sale per diletto le vette più facili (la  maggioranza dei presenti) e quello del premiato Ivo Ferrari, cioè di chi, tecnicamente all’altezza, cerca la via difficile e sconosciuta alla ricerca di emozioni personali. E soprattutto c’era l’alpinismo solidale di altri premiati come Annalisa Fioretti, intrepida scalatrice di ottomila che a differenza di certe celebrate primedonne antepone alla corsa alla vetta l’assistenza a chi soffre o è in pericolo. O come Elio Guastalli che nella sua veste d’istruttore di alpinismo e tecnico del Soccorso alpino si è fatto da tempo apostolo della sicurezza e si adopera per una frequentazione consapevole della montagna. A sua volta il veterano Carlo Aberto Pinelli, accademico del Cai, coadiuvato da Giancarlo Gazzola, rappresentava Mountain Wilderness Italia di cui Pinelli stesso è presidente. L’occasione è stata buona anche per lanciare un messaggio contro la manomissione del paesaggio e gli interessi in gioco nel dilagare delle centrali eoliche. E con piacere si è visto salire sul palco anche Alessandro Gogna, tra i massimi esponenti dell’alpinismo contemporaneo, che di MW è stato co-fondatore ed è ora tra i garanti.

Ma fra tutti il più applaudito è stato un altro veterano, il professor Giuseppe Masera, pediatra e grande appassionato di montagna, che da 13 anni assiste e accompagna sui sentieri della Valle Camonica i bambini guariti dalla leucemia. E il fatto che il premio del pubblico sia andato a questo affabile medico milanese, presentato dal collega Gege Agazzi della Commissione medica del Cai, la dice lunga sulla natura di questi Premi Meroni, una pianticella saldamente innestata nel terreno della solidarietà che in otto anni è cresciuta a dismisura anche e forse soprattutto grazie alla determinazione di Nicla Diomede e di Franco Meroni: lei compagna e lui papà del caro Marcello. Infine a festeggiare i premiati, da segnalare le presenze del presidente del Cai Milano Giorgio Zoia, del past presidente del Cai Gabriele Bianchi e di altre personalità dell’associazione di cui fa parte la SEM, nonché di un gruppo di alunni di una scuola media del Biellese che l’anno scorso si è aggiudicata uno dei premi Meroni per l’attività del suo Gruppo Alpinistico Scolastico (GAS) ora intestato all’indimenticabile Marcello.

Qui sotto l’elenco dei premiati con le motivazioni della giuria di cui hanno fatto parte Nicla Diomede, Massimo Pantani, Tiziano Bresciani, Laura Posani, Dolores De Felice, Franco Meroni, Roberto Serafin, Alessandro Gogna, Antonio Colombo e Giacomo Galli.

I premiati, le motivazioni

  • Guastalli e Bisin
    Elio Guastalli con Caudio Bisin del Comitato organizzatore, regista della cerimonia.

    Elio Guastalli (Cultura). Montagna sicura? Pura illusione, la sicurezza dipende solo da noi. Ne è convinto Elio Guastalli che dal 2000 coordina le giornate “Sicuri in montagna” organizzando incontri con esperti aperti a tutti gli appassionati e ripetendo implacabilmente le linee guida perché la montagna ci sia possibilmente amica. Guastalli, di professione insegnante, è responsabile del Soccorso alpino di Pavia e dell’Oltrepò, Istruttore di alpinismo e, dal 1994, membro del Centro studi materiali e tecniche del Cai. In queste molteplici vesti diffonde con impegno e convinzione quella cultura alpinistica che, come sostiene Massimo Mila nei suoi “Scritti di montagna”, è una delle forme di conoscenza dove più inestricabilmente si uniscono il conoscere e il fare.

  • Annalisa Fioretti (Solidarietà). L’ammirazione per Annalisa Fioretti, medico specializzato in malattie dell’apparato respiratorio, alpinista di valore sugli ottomila, madre di due figli, non può che essersi accresciuta a dismisura in seguito a un episodio significativo. Era al campo base del Lhotse-Everest quando si è verificato il terrificante sisma che nella primavera del 2015 ha messo in ginocchio il Nepal. Salvatasi per miracolo, la dottoressa Fioretti ha soccorso decine e decine di alpinisti feriti. Poi, mentre si contavano i morti e gli alpinisti sopravvissuti venivano rimpatriati, ha visitato e curato oltre mille persone residenti nei villaggi. E non basta. Il ricavato delle serate a cui partecipa di frequente e del libro “Oltre” da lei dedicato a questa e altre esperienze, vengono interamente reinvestiti nei progetti pro-Nepal. La giuria è orgogliosa di poterle assegnare il Premio Meroni per la solidarietà.
  • Ivo Ferrari (Alpinismo). Una forma di alpinismo creativo e per questo particolarmente appassionante, accompagnata da una spiccata vocazione a raccontarsi in un sito prestigioso quale è PlanetMountain.com: sono questi i due elementi che rendono degna di nota sulla cangiante ribalta alpinistica la figura di Ivo Ferrari, accademico del Club Alpino Italiano, un alpinista “per diletto” ma dalla tecnica raffinata su tutti i terreni con all’attivo prime solitarie, prime
    Publico Meroni
    Come previsto dal regolamento, il pubblico ha votato assegnando il suo premio al professor Masera.

    invernali e vie nuove di grande prestigio. Un curriculum alpinistico, il suo, che ha pochi uguali e giustifica i riconoscimenti fin qui ricevuti. Ai quali si aggiunge ora il Premio Meroni al termine di un’annata piuttosto intensa in cui Ivo ha sperimentato con senso di responsabilità un secondo di cordata molto ambito: il suo figlioletto Dario.

  • Mountain Wilderness (Ambiente). Mentre purtroppo le nostre montagne vengono perlopiù intese dal pubblico solo come un grande e pittoresco fondale, l’attività di Mountain Wilderness è rivolta a moderare gli impatti negativi derivanti dall’afflusso turistico di massa senza mettere radicalmente in discussione il senso stesso della parola “turismo”. Un compito quanto mai gravoso in questo 2015, mentre si annuncia la realizzazione dell’ennesimo impianto di risalita sulla Marmolada e a Punta Helbronner, sul Monte Bianco, si consuma con i nuovi impianti funiviari quello che il comitato etico-scientifico di MW considera un ennesimo e gravissimo sfregio all’alta montagna. Il Premio Meroni vuole rappresentare un doveroso sostegno all’opera di questa associazione ambientalista che da una trentina d’anni vive e opera grazie al coinvolgimento entusiasta di tanti appassionati in difesa dei grandi spazi della montagna ricorrendo, quando è necessario, anche ad azioni spettacolari e provocatorie.
  • Dol, Bianchi, Posani
    Gabriele Bianchi, già presidente generale del Club Alpino Italiano, con Dolores De Felice e Laura Posani del comitato organizzatore del premio.

    Giuseppe Masera (Premio speciale). Nel corso della sua luminosa carriera, il professor Giuseppe Masera, tra i maggiori esperti mondiali nel campo della leucemia infantile, ha strappato centinaia di piccoli malati a una malattia un tempo ritenuta incurabile. Tutte persone che oggi godono di una vita normalissima e hanno a loro volta dei figli sanissimi. Il Premio speciale della giuria gli viene assegnato in particolare per l’impegno speso in favore del progetto “A ciascuno il suo Everest” che da una dozzina d’anni prevede l’accompagnamento di piccoli leucemici, con l’aiuto delle Guide alpine, sulle montagne e nei rifugi dell’Alta Val Camonica. Il gruppo di bambini, curati e ora guariti o in remissione dalla malattia, vengono così avvicinati alla montagna e possono gioire e meravigliarsi a contatto con la montagna, e provare grande soddisfazione nel trovarsi in situazioni che mai avrebbero immaginato nei momenti bui del loro ricovero in ospedale. Un messaggio di speranza per tutti.

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