Abbigliamento da… manuale per le donne alpiniste

Il micro bikini della modella nel reality “Monte Bianco” ha suscitato un prevedibile interesse facendo salire a dismisura le visite a MountCity che ha pubblicato un fermo-immagine del suo bagno nel torrente di montagna. Si concorderà che il lato B di questa aspirante alpinista è davvero splendido. Ma se proprio vogliamo interpretare questa attenzione come un atteggiamento maschilista, e di sicuro un po’ lo è, proviamo a risalire alle origini del fenomeno rileggendo i “Consigli per l’abbigliamento alle donne alpiniste” contenuti in un Manuale Hoepli sull’Alpinismo uscito nel 1898, quando si costruivano in montagna i primi rifugi e la regina Margherita “scalava” il Monte Rosa con cappellino di feltro e veletta indossando una gonna lunga fino ai piedi.

Le mutande siano di flanella serrate alle caviglie

Il busto va abbandonato completamente, sostenere il seno con una cintura di flanella lunga metri due e larga centimetri 50, da girare parecchie volte attorno alla vita!!

Portare maglie di lana lunghe fino al bacino, camicie di flanella con maniche fissate ai polsini, mutande di flanella lunghe e serrate alle caviglie…

Giacchetta con maniche lunghe e con almeno 5 tasche tutte abbottonate!

In slitta 1900
Abbigliamento invernale nel 1900 e, nella foto sopra il titolo, la regina Margherita e re Umberto I  vestiti da escursionisti a Gressoney nel 1898 (collezioni Museo Nazionale della Montagna, per gentile concessione)

Calzoni corti alla Knicherbocker legati sotto il ginocchio: così fattamente vestite, gentili lettrici, non oserete certamente scendere nelle vallate e presentarvi degnamente ad una “table d’hòte”. La vostra persona sarebbe tutt’altro che estetica e pudica! Potete ovviare provvedendovi di una coperta a “Jube Plaid” da serrare in vita a modo di gonna e che deve essere abbastanza lunga da arrivare al collo del piede…la stessa potrà anche essere usata quale mantellina in caso di pioggia o di scialle per il freddo! La signora Vallot poi consiglia di portare in montagna quale copricapo l’Elmo Africano…anche se presenta qualche inconveniente per la sua rigidezza, mentre per il vento basta fissarlo con un cordino sotto il mento: ha il grande vantaggio di proteggere dai colpi di sole…

Le scarpe devono essere larghe di tacco, di suola e di punta, ben chiodate e bisogna ordinarle ad un ciabattino di montagna!

Sulla neve poi bisogna usare senz’altro la maschera di mussolina bianca fatta su misura; ed ungersi il viso preventivamente con grassi animali, onde evitare che i raggi indiscreti del sole abbiano a congestionare l’epidermide facciale rendendola color mattone, cosa scoraggiante per una donna che ambisce di essere e rimanere decorosa e presentabile!

dal Manuale Hoepli sull’Alpinismo (Milano, 1898)

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