Marco Anghileri, l’ultimo romantico

Le montagne, le imprese, le idee e le due vite di Marco Anghileri, l’ultimo romantico della Grigna, uno dei più grandi scalatori lecchesi, sono il filo conduttore di una serata che si tiene venerdì 4 dicembre al Teatro della Società di Lecco in occasione dell’anteprima del libro “La scala dei sogni”, edito da Teka, che Giorgio Spreafico, giornalista e autore di importanti monografie sull’alpinismo, ha voluto dedicare all’indimenticabile Marco. Foto, testimonianze, video e audio inediti, canzoni, letture e ospiti: ci sarà tutto questo nell’omaggio all’alpinista del gruppo lecchese dei Gamma, il “Butch”, scomparso il 14 marzo del 2014 sul Monte Bianco. Organizzato in collaborazione con l’amministrazione comunale, l’evento precede la cerimonia di consegne delle civiche benemerenze, in programma per domenica 6 dicembre.

Cover Anghileri
La copertina del libro di Giorgio Spreafico (Teka, 496 pagine, 15 euro). Nella foto sopra il titolo Marco Anghileri in azione.

Una scelta di calendario non casuale, dal momento che Anghileri era stato a sua volta insignito del riconoscimento il 3 dicembre del 2000, quando, proprio al Teatro della Società, aveva ricevuto la medaglia d’oro dalle mani del sindaco. Allora Marco aveva solo 28 anni e Lecco lo aveva stretto in un abbraccio riconoscente e orgoglioso per le sue imprese alpinistiche. Anghileri è morto sul Monte Bianco, mentre portava a termine la prima ascensione solitaria invernale della “via Jöri Bardill” al Pilone Centrale del Frêney.

Era il 14 marzo del 2014. Marco aveva quarantuno anni. Era membro dei “Gamma” e non era solo un gigante della scena verticale italiana, ma anche una persona dalle straordinarie qualità umane, proprio per questa ragione amato in modo speciale e ancora vivo nei pensieri di tanti, tantissimi, nella sua terra così come in lontane vallate delle Alpi.

“La scala dei sogni” fa rivivere la sua storia percorsa da una passione travolgente e contagiosa. Le vette, le imprese, le immagini, le testimonianze in presa diretta, i progetti irrealizzati, i drammi e le due vite di Anghileri – due, perché lui era tornato a scalare dopo un incidente stradale che sembrava dovesse impedirglielo per sempre – in un racconto che abbraccia una stagione indimenticabile dell’alpinismo lecchese. Un affresco nel quale, con Marco, diventano protagonisti anche la Grigna, le Dolomiti e il Monte Bianco.

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