La Madonnina scala la Torre Isozaki

A un anno dalla conclusione del cantiere, la torre Isozaki progettata nel 2004 svetta ormai al di sopra della città e di quelli che fino ad oggi sono stati i suoi simboli: il Pirellone, la Torre Velasca, monumento alla verticalità anni Cinquanta, il Duomo. Da quest’ultimo ora la ‘madonnina’ ha preso il volo per posarsi sul nuovo palazzo più alto di Milano. Così vuole la tradizione. Se ne era già parlato per il Palazzo della Regione che si era accontentato di una meno pretenziosa miniatura.

Installazione Madonnina
La posa della “madonnina” sulla torre. Nella foto sopra il titolo, una visione del grattacielo più alto di Milano sullo sfondo delle Grigne innevate (ph. Serafin/MountCity)

Sulla cima della torre, progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei e realizzata dalla Colombo costruzioni di Lecco, brilla dunque la Madonnina realizzata secondo le indicazioni della Veneranda Fabbrica. La Torre Isozaki è l’edificio più alto di CityLife e di tutta Milano, con i suoi 202 metri di altezza (207 m se si considera il piano della città), per 50 piani e circa 50.000 mq di superficie ad uso uffici, in grado di ospitare fino a 3.800 persone. Questa realizzazione ha impegnato Colombo Costruzioni dal 2012 al 2014 (per la parte strutturale): con 400 persone mediamente presenti in cantiere, cui vanno ad aggiungersi 50 tra ingegneri, architetti, geometri e addetti all’amministrazione. Il 28 febbraio è stata completata l’installazione dell’antenna Ray Way sulla cima del palazzo, oggi torre Allianz: che è figlia della visione architettonica dell’archistar giapponese Arata Isozaki, fatta di volumi monolitici alla ricerca dell’armonia tra uomo e natura. Con esiti decisamente monumentali.

“Le metropoli moderne avranno sempre più la necessità di espandersi verticalmente con i grattacieli”, spiega Isozaki, “e nel progettarli bisogna considerare le caratteristiche dell’ambiente, l’impatto del vento o dei terremoti. Bisogna creare strutture dinamiche e snelle. In qualità di creativo, di architetto, ogni mio progetto deve proporre un elemento innovativo tenendo però in conto le necessarie leggi del rapporto tra individuo e ambiente”.

La torre a forma di materasso con i suoi 50 piani si staglia, per chi risiede nella parte occidentale di Milano, sullo sfondo delle Grigne e del Legnone mentre il Resegone emerge a fatica con i suoi denti dal groviglio delle nuovissime residenze Liebeskind. Ma tra un po’ anche le Grigne spariranno ingoiate dai nuovi “grattanuvole” in fase di costruzione a Milano City.

C’è da dolersene? A Milano, nel XIX secolo, c’era una saggia disposizione edilizia denominata “Servitù del Resegone”. Era un vincolo normativo comunale che imponeva agli edifici a nord dei bastioni di Porta Venezia di non superare l’altezza di 2-3 piani, in modo da permettere di ammirare il suggestivo panorama offerto dalle Prealpi lombarde. Altri tempi.

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