Un amore restituito dal ghiacciaio nel film “45 anni”

Curioso. La montagna domina, anche senza che la si veda, nel notevole film “45 anni” di Andrew Haigh con Tom Courtenay (Geoff) e Charlotte Rampling (Kate), entrambi premiati quali migliori attori al festival di Berlino 2015. La trama? In un ghiacciaio svizzero tornano alla luce le spoglie di una donna. Quel fantasma scongelato è stato un amore di Geoff che, impressionato per la notizia del ritrovamento, risale agli spensierati anni giovanili ripensando con indubbia nostalgia a quelle indimenticabili vacanze tra i monti della Svizzera.

Ma quella relazione, il vecchio Geoff l’aveva tenuto nascosta alla moglie e questa sua reticenza ora scatena le postume gelosie di Kate. Ciò che conta, a quanto pare, è che le spoglie sono perfettamente conservate a differenza dei due appassiti coniugi e di quel loro amore un po’ stantio. Effetti collaterali, viene da pensare, del riscaldamento globale.

45 anni
I diari alpinistici di Geoff (Tom Courtenay). Nel fermo-immagine sopra il titolo Geoff e Kate festeggiano i 45 anni di matrimonio.

Nascosti in soffitta, lei poi scopre i diari di quelle escursioni del marito. Trova anche la foto di quella poveretta precipitata per un passo falso, con un terrificante grido stridulo che lui ricorda di avere percepito mentre lei finiva nel baratro lontana dai suoi occhi.

Sono ricordi tutto sommato sbiaditi per lui, ma vivi e brucianti per lei che se la prende a cuore. Sembra addirittura che quell’affiatamento, coltivato in 45 anni di matrimonio tra Geoff e Kate, per colpa del fantasma scongelato debba andare a rotoli, ma non è così. Sta di fatto che nei loro concitati conversari, la montagna diventa elemento di rottura e di scherno.

Questo spunto, che servì già per il film di Fred Zinnemann “Cinque giorni, una estate” girato nelle vallate dei Grigioni, ci riporta anche allo stupendo racconto “I morti” di James Joyce in coda alla raccolta “Gente di Dublino”: quando nella notte di Natale riemerge tra due coniugi l’ombra di un ragazzo che lei amò e per lei perse la vita. E mentre lei racconta di quel ragazzo una rabbia opaca si accumula nel fondo della mente di lui e fiamme di lussuria “gli ardono rabbiose nelle vene”.

Un consiglio? Non perdetevi questo film di Andrew Haigh che restituisce alla montagna la sua sacralità in grado di influire sugli umani destini, sia pure inquadrata nell’ottica di un’Inghilterra pacifica, benestante, permeata dei sentimenti della buona gente comune. Vogliamo definirla una sorsata di aria pura, un reality molto più reality di certi reality montanari che ci vengono in questi giorni rifilati sui teleschermi?

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