Corona e il Natale “festa dei cattivi”

Tempo di favole nel mondo boschivo di Mauro Corona. Natale si avvicina, del resto. Ma non è scontato che “Favola in bianco e nero” (Mondadori, 96 pagine, 12 euro), appena arrivato sugli scaffali, sia una favola idilliaca. Nel nuovo libro emerge con forza la vena più caustica e dissacrante di Corona. “Ho scritto una fiaba cattiva sul Natale, perché il Natale è una festa cattiva dove si scoprono i cattivi che fanno i buoni”, spiega lo scrittore e scultore di Erto.

Se con “Una lacrima color turchese, Corona ci aveva portato ad accettare lo straordinario, ovvero l’eccezionale scomparsa del Bambin Gesù fuggito dai presepi di tutto il mondo per provocazione, in questo suo ideale seguito si spinge ancora più in là, sfidandoci ad accogliere il diverso.

Favola Mauro Corona
Il libro-strenna di Mauro Corona nato a Erto (Pordenone) nel 1950. Sopra il titolo, una recente immagine dello scrittore-scultore scattata al TrentoFilmfestival.

Favola in bianco e nero si apre, infatti, con la prodigiosa apparizione di due statuine del Bambin Gesù, una con la pelle bianca e l’altra con la pelle nera, che si materializzano, inaspettatamente, allo scoccare della mezzanotte in tutte le case del mondo. La reazione che si scatena, però, è piuttosto prevedibile, perché tutti cercano di rimuovere la statuina di colore; del resto, la tradizione vuole che Gesù abbia la pelle bianca, nessuno è in grado di tollerare una simile anomalia.

Senza grandi giri di parole, Corona ci inchioda alle nostre responsabilità. Ci grida in faccia che “la guerra siamo noi”, “che tentiamo di fregare l’amico a ogni passo”, “che teniamo il marcio dentro per paura di essere scoperti” e ci invita a riflettere, lanciandoci un monito che, alla luce dei recenti tragici avvenimenti, si fa ancora più severo e urgente.

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