“Fermo orientamento” contrario all’eliski annunciato dal Club Alpino Accademico Italiano

CAAI : Logo copia
Un antico logo del CAAI. Nella foto sopra il titolo, un momento della manifestazione anti-eliski organizzata nella primavera 2015 al rifugio Myriam, in Val Formazza.

In nome della sua difesa istituzionale dell’ambiente alpinistico, anche lo storico Club Alpino Accademico Italiano fondato nel 1904 si esprime a chiare lettere contro la pratica dell’eliski. L’importante notizia, che conferma come si stia allargando il fronte contrario a questa pratica sempre più diffusa, viene riportata dal periodico Mountain Wilderness Notizie, organo ufficiale dell’associazione nata nel 1987 a Biella in occasione del Convegno nazionale del club organizzato per la protezione dell’ambiente di montagna. Al simposio dell’Accademico parteciparono all’epoca numerose figure di primo piano del mondo alpinistico, anche se Bonatti si astenne e Messner si limitò a mandare una lettera di adesione. Il convegno si concluse appunto con la costituzione dell’associazione internazionale “Mountain Wilderness”. Ora il Consiglio generale del CAAI ha ribadito, dandone l’annuncio a MW, l’opposizione alla pratica dell’elliski. Il presidente dell’accademico annuncia di avere mandato per valutare volta per volta la partecipazione a iniziative che ritenga appropriate e in linea con tale “fermo orientamento”.

La presa di posizione fa seguito a due episodi significativi. Agli inizi del mese di ottobre un gruppo qualificato di soci del Cai, in cui spiccano i nomi di varie guide alpine che operano nelle vallate delle Alpi, ha inviato una lettera al presidente centrale del Club Alpino Italiano, chiedendogli ragione della scarsa o nulla incisività del Sodalizio riguardo all’opposizione alla pratica dell’eliski, sancita espressamente dal Nuovo Bidecalogo (analoga lettera è stata inoltrata anche al comitato dei Probiviri).

L’altro episodio riguarda la presa di posizione della Sezione Valtellinese contro la delibera della Giunta del Comune di Torre Santa Maria con cui si approva il testo di un accordo per lo svolgimento e la regolamentazione dell’attività di eliski nel proprio territorio.

E’ evidente che le manifestazioni contro l’eliski della passata stagione in Val Malenco e in Val Formazza hanno smosso le coscienze ed evidenziato la necessità di fare chiarezza legislativa su questa attività potenzialmente esplosiva per l’ecosistema alpino.

“Contrastare o comunque scoraggiare l’uso di aerei, elicotteri, motoslitte per finalità ludico sportive”, è quanto recita il punto 4 del Bidecalogo a cui gli iscritti al CAI devono attenersi. E il Club accademico non potrebbe per alcuna ragione fare eccezione essendo Sezione nazionale del Club Alpino Italiano. Bisogna aggiungere che nel quadro del suo impegno per la difesa dell’ambiente alpinistico, il Club accademico dette un contributo essenziale alla preparazione e allo svolgimento del Convegno di Courmayeur su “L’alta montagna e il conflitto di interessi”, che si concluse con l’approvazione delle “Tavole della Montagna” (1995), e successivamente con la loro ratifica e divulgazione (Congresso di Pesaro, 1997). Il conflitto d’interessi permane tuttavia a tanti anni di distanza con le conseguenze che sappiamo.

http://www.clubalpinoaccademico.it/

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